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Prima utilitaria della casa automobilistica milanese

Quando nel 1986 l’Alfa Romeo è entrata a far parte del Gruppo Fiat perdendo la sua autonomia, sembrava che le fosse stato assegnato il compito ben preciso di conservare all’interno del Gruppo quell’immagine di impresa specializzata nella costruzione di veicoli dalla motorizzazione sportiva che l’aveva resa famosa in precedenza. Viceversa in quel periodo non era affatto previsto di inserire accanto ai marchi della casa madre Fiat e dell’affiliata Lancia un terzo marchio di utilitarie. I responsabili si rendevano conto che la sola Alfa Romeo Spider non assicurava al 100% il successo economico. In fin dei conti l’Alfa in quel periodo aveva già in programma una ricca serie di modelli comprendete coupé, berline e SW delle classi media e delle auto compatte. Quando il mercato delle auto di piccole dimensioni si è però rivelato un segmento – molto redditizio! - di auto in grado di ispirare uno stile di vita particolare, si è deciso di farvi partecipare anche l’Alfa Romeo, e nel 2008 con la MiTo la casa di Milano ha proposto per la prima volta una berlina della classe delle utilitarie. Già nel 2009 è stata poi presentata l’Alfa MiTo GTA (Gran Turismo Alleggerita), a due posti e pensata per le corse, grazie al suo motore da 240 CV.


Particolari sportivi delle grosse Alfa Romeo

L’Alfa MiTo aveva parecchi componenti tecnici in comune con la Fiat Grande Punto, cui somigliava anche in virtù della sua lunghezza poco maggiore di quattro metri e della sua larghezza di 1,72 metri. La linea era però completamente diversa. Secondo le consuetudini della casa milanese, gli stilisti avevano cercato di mettere chiaramente in risalto le peculiarità tipiche dell’Alfa. Quale modello più piccolo in programma, la MiTo è stata provvista della tipica apertura trapezoidale del radiatore con rinforzi trasversali e il logo del marchio. Come sulle Alfa di dimensioni maggiori, la targa anteriore doveva essere perfettamente centrata per mettere in risalto l’aspetto sportivo, come del resto anche lo spoiler posteriore rialzato.


Alfa MiTo a benzina

Per il modello iniziale dell’Alfa Romeo MiTo in versione a benzina, la casa italiana ha proposto un motore da 1,4 che sviluppava una potenza di 58 kW (78 CV) e raggiungeva una velocità massima di 165 km/h. Nella fascia di potenza media la MiTo veniva corredata di motori da 70 kW (95 CV) e 88 kW (120 CV). Il modello più parsimonioso, che consumava in media 5,6 litri (pari a 129 g/km di CO2), era costituito da un motore MultiAir da 99 kW (135 CV), mentre le motorizzazioni "top" sviluppavano una potenza fino a 125 kW (170 CV), sufficienti per una velocità massima di circa 220 km/h.


Alfa MiTo Diesel

Il programma dei motori Diesel destinati all’Alfa Romeo MiTo comprendeva due Common Rail. La motorizzazione di base sviluppava inizialmente 66 kW (90 CV), ma già alla fine del 2009 è stata sostituta con un motore da 70 kW (95 CV), con cui la MiTo raggiungeva una velocità massima di 180 km/h. La motorizzazione più potente era rappresentata da un propulsore da 1,6 litri e 88 kW (120 CV) che accelerava l’auto fino a quasi 200 km/h.

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