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La storia della creazione della Porsche 959

La Porsche 959 è una supercar estrema sviluppata dalla casa di Stoccarda per l'impiego agonistico e successivamente prodotta in soli 288 esemplari, tra il 1986 ed il 1989. Il regolamento della FIA aveva introdotto la categoria sportiva denominata Gruppo B: una omologazione molto permissiva che consentiva di far correre in pista e nei rally vetture prodotte anche solo in piccola serie. Questo regolamento attirò l'attenzione di numerose case automobilistiche, le quali realizzarono vetture estreme da competizione, in pratica prototipi dalle prestazioni eccezionali, per poi produrne una piccola serie di soli 200 esemplari per l'uso stradale ed ottenere quindi l'omologazione. Questo regolamento permise lo sviluppo di vetture estremamente specializzate e performanti, leggerissime ed in grado di prestazioni impensabili nel 1982. I numerosi incidenti gravi e mortali, purtroppo occorsi alle Gruppo B nelle competizioni, fecero sì che la FIA decidesse di abolire la categoria dopo solo 4 anni dalla sua nascita, nel 1986. Alcune case automobilistiche, tra cui Porsche e Ferrari, avevano già sviluppato i loro prototipi e decisero perciò di convertire questi mostri in auto per l'utilizzo stradale. Fu così che vennero create vetture come la Ferrari 288 GTO e la Porsche 959, veri e propri gioielli tecnologici, al vertice assoluto delle prestazioni. La Porsche 959 fu sviluppata sulla base delle serie 911, ma esteticamente dotata di coda allungata come nei prototipi da pista. Nel 1986 era in grado di fornire prestazioni assolute, grazie appunto alla libertà di progettazione da cui derivava. La Porsche 959 ancora in versione prototipo venne impiegata alla competizione Parigi-Dakar del 1986, dove vinse la gara nella memorabile livrea Rothmans. La versione apparsa alla Dakar era di fatto la versione definitiva della 959, rialzata per il raid africano e depotenziata per la riduzione dei consumi.

Design e motorizzazioni della Porsche 959

Il design della 959 richiama in molti aspetti la Porsche 911 da cui deriva, anche se le enormi prestazioni della vettura resero necessaria una carrozzeria studiata appositamente, in grado di ricoprire tanta tecnologia e tante prestazioni. Il design infatti era estremamente razionale e funzionale all'auto, dotata di ampi parafanghi allargati per ospitare i larghi pneumatici. All'anteriore la vettura appariva già in tutta la sua teutonica efficacia, con fanali aderenti alla carrozzeria, e paraurti dotati di ampie prese d'aria e sfoghi per il raffreddamento del motore. La linea del tetto era l'unica parte non modificata rispetto alla 911, che risultava circondato da superfici bombate e tondeggianti. Vista lateralmente, la Porsche 959 si distingueva per gli ampi sottoporta, raccordati ai parafanghi allargati. Il posteriore si sviluppava in orizzontale ed era estremamente caratteristico, grazie alla presenza di un lungo alettone fisso che copriva tutta la larghezza dell'auto. La coda era ampliata per ospitare i sistemi di raffreddamento delle turbine, era ricca di sfoghi d'aria e vedeva la presenza di due generosi scarichi. I fanali posteriori e tutte le luci di servizio erano inclusi nella banda di colore rosso che attraversava in larghezza tutto il posteriore, posizionandosi parallelamente sotto all'alettone. All'interno, la Porsche 959 era una Porsche tradizionale, con i classici cinque strumenti circolari ampi ed in linea, inseriti in un cruscotto essenziale e dalle linee pulite. I sedili della vettura e i pannelli delle porte erano realizzati in comoda pelle, secondo il design tipico Porsche del periodo. Si trattava quindi di una vettura internamente molto sobria ed elegante, senza esagerazioni. La Porsche 959 venne presentata come prototipo nel 1983, ma la versione definitiva arrivò solo nel 1986. Era dotata di contenuti tecnologici di assoluta avanguardia, quali la trazione integrale PSK, le sospensioni regolabili, il motore con bielle in titanio e pistoni forgiati. Il propulsore era raffreddato a liquido, aveva quattro valvole per cilindro e due turbo compressori, che consentivano alla 6 cilindri bavarese di 2.850 cc di cilindrata di raggiungere potenze di 450 e 515 CV nel 1986. Molte delle soluzioni tecnologiche della 959 vennero impiegate nei decenni successivi sulle Porsche di produzione, basti pensare alla trazione PSK, installata nel 1995 sulla 911 Turbo (serie 993), o il raffreddamento a liquido del motore, introdotto nel 1999 sulle 911 (serie 996). La Porsche 959 aveva doti di aderenza, guidabilità e tenuta di strada incredibili e all'avanguardia per il periodo, ancora oggi attuali. La Porsche 959 venne prodotta in versione Comfort in 259 esemplari. Questa versione era dotata di moltissimi accessori, quali l'interno in pelle totale, l'aria condizionata, i vetri elettrici e due piccoli sedili posteriori. Grazie al suo motore da 450 CV, era in grado di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,7" e di raggiungere la velocità massima di 317 km/h. La Porsche 959 venne prodotta anche in versione S in soli 29 esemplari. Alleggerita degli accessori lussuosi della Comfort e delle sospensioni regolabili, pesava circa 100 kg in meno. Grazie anche al motore potenziato a 515 CV, raggiungeva prestazioni ancora più estreme, con accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6" ed una velocità di punta di 340 km/h. A quasi 30 anni di distanza, queste prestazioni potrebbero tranquillamente essere attribuite a vetture di produzione attuale.

La collocazione della Porsche 959 nel mercato delle auto usate da collezione

La Porsche 959 è una vettura da alta collezione, dal fascino senza tempo, apprezzata dai collezionisti per la sua rarità, per la sua storia e per la sua esclusività. Si tratta di una vettura in grado di regalare ancora oggi, a quasi 30 anni dal suo debutto, emozioni, sensazioni e prestazioni eccezionali. Rappresenta forse il traguardo più ambito per il collezionista del marchio Porsche, escludendo solo i prototipi da competizione. Il mercato dell'usato raramente vede l'offerta di uno dei soli 288 esemplari di Porche 959 prodotte. L'acquisto di una Porsche 959 può essere equiparato ad un investimento, essendo considerata universalmente come un'opera dell'arte automobilistica ed ingegneristica, nonché un risultato elevatissimo dell'intelletto umano.

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