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Renault Clio: una francese alla conquista dell'Europa

Alla fine degli anni '80, la Renault ha l'esigenza di produrre una vettura in grado di sostituire la Supercinque, auto del segmento B che aveva ottenuto enormi volumi di vendita grazie alla linea indovinata e ad una meccanica collaudata. Peraltro, la Supercinque era a tutti gli effetti l'evoluzione della precedente Renault 5 (il cui progetto originale risaliva addirittura alla fine degli anni '60), e dunque non era più in grado di reggere la concorrenza di progetti più moderni quali quelli di Fiat Uno, Opel Corsa, Volkswagen Polo, Ford Fiesta. La nuova piccola della casa francese deve quindi essere in grado di ripetere il successo della sua progenitrice, ma risulta chiaro che non potrà in nessun caso prendere le mosse da essa: dovrà bensì essere completamente inedita sia a livello stilistico che di meccanica, per potersi conquistare uno spazio importante in un panorama così affollato. La Renault Clio viene dunque presentata nel giugno del 1990, dopo diversi anni di progettazione e prove su strada. L'accoglienza è subito molto positiva: la Clio è tutt'altra macchina rispetto alla Supercinque, a cominciare dalla linea, più imponente e moderna. Dotata di ampie superfici vetrate, l'utilitaria Renault può vantare un'aerodinamica molto favorevole e forme semplici ma originali. In effetti, la Renault Clio non somiglia a nessuna altra vettura della concorrenza, pur non avendo affatto linee sconcertanti. Originale, ad esempio, è la scelta di adottare un muso completamente liscio, privo cioè di mascherine a listelli, ed originale è il disegno della fiancata, col montante posteriore inclinato in avanti. La Renault Clio è una vettura che esprime equilibrio e dinamicità e, a confermare la bontà del progetto, arriva l'ambito premio di Auto dell'Anno 1991. Dal punto di vista meccanico, la casa opta per soluzioni rodate: avantreno MacPherson con molle elicoidali e retrotreno a bracci tirati, impianto frenante misto dischi/tamburi e trazione anteriore. I motori rispondono a esigenze di economicità e versatilità, e prevedono un 1.1 da 48 cavalli, un 1.2 da 58 e un 1.4 da 78, mentre la trasmissione è manuale a 5 marce. Semplice il listino, con due soli allestimenti, RN per il modello d'ingresso, RT per il top: su quest'ultimo sono di serie vetri elettrici, chiusura centralizzata, divano sdoppiato e fendinebbia; a richiesta è possibile ottenere cerchi in lega, tetto apribile e servosterzo. Questa sobrietà nella scelta di motori ed allestimenti non è però destinata a durare, poiché il successo travolgente della Clio impone all'ufficio marketing di Renault di lanciare altri modelli e motori, per soddisfare la crescente richiesta. Tra i tanti, una menzione la merita la Renault Clio Williams: mossa da un 2.0 16 valvole e forte di 147 cavalli, questo modello è in grado di raggiungere i 215 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 8 secondi.

La seconda e la terza serie della Renault Clio

La seconda serie della Renault Clio viene presentata nel marzo del 1998 al Salone di Ginevra. La vettura è tutta nuova e si smarca dalla sua antenata sia per il design che per le dimensioni: decisamente più grande, il nuovo modello sfoggia forme "a tutto tondo" ed elementi stilistici molto originali come l'accenno della coda, il lunotto convesso e il cofano bombato. Completamente ridisegnati anche gli interni, decisamente più spaziosi, che seguono la filosofia stilistica della carrozzeria prediligendo forme curve. L'insieme, pur non potendo definirsi lussuoso, si caratterizza per l'originalità e per un livello di finitura più che adeguato al prezzo. Anche la dotazione di accessori migliora decisamente rispetto al passato, tanto che è possibile equipaggiare la nuova Clio come una piccola ammiraglia: a seconda degli allestimenti (inizialmente RT, SI, RXE ed RXT), sono di serie o a richiesta aria condizionata, ABS, airbag frontali e laterali, retrovisori elettrici, servosterzo. Per quanto riguarda i motori, ai quattro previsti inizialmente (1.1, 1.4 e 1.6 benzina e 1.9 diesel) si affiancano altri propulsori, alcuni particolarmente prestanti come nel caso del 2.0 16 valvole da 172 cavalli e del 3.0 V6, capace di svilupparne ben 230. La vettura piace subito, e i dati di vendita confermano le prime impressioni: in dieci anni di attività, questa seconda serie venderà circa 6 milioni di esemplari, risultando la Clio più apprezzata di sempre sia nel mercato del nuovo che in quello dell'usato auto; infatti, questo modello, continuerà a primeggiare fra le auto usate per un lungo periodo di tempo, visto il numero considerevole di Clio II ancora circolanti. Ma dopo dieci anni di meritato servizio, la Clio II è prima affiancata e poi definitivamente sostituita dalla terza serie. È questa un'auto completamente nuova con la quale Renault lancia la sfida alle concorrenti di sempre. Dal design più aggressivo e accattivante, la nuova piccola (che nel frattempo è cresciuta sino a superare i quattro metri di lunghezza) ottiene subito un'accoglienza positiva, che culmina con l'assegnazione del premio Auto dell'Anno 2006. La Clio III vanta un design riuscito, caratterizzato da linee tese alternate ad altri elementi più tondeggianti, in un mix di stile convincente. I motori sono più prestanti, a cominciare dal diesel 1.5 dCi proposto con diverse potenze, che diventerà in breve uno dei propulsori di maggior successo della casa francese. Su questo modello inoltre debutterà per la prima volta anche la versione station wagon, mentre a rinverdire la tradizione sportiva del marchio ci penseranno la Clio RS e GT.

L'ultima serie

Siamo così giunti ai giorni nostri: la Renault Clio III, dopo il classico aggiornamento di mezza età, nel 2012 lascia il posto alla quarta serie che, pur condividendo la stessa base del modello precedente, risulta essere una vettura completamente nuova sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla linea. Sportiva e affusolata, la Clio IIII presenta uno stile molto personale, con gruppi ottici anteriori allungati e calandra sulla quale campeggia il grande stemma a losanga. Interessanti anche le fiancate, con le maniglie delle porte posteriori nascoste nei montati, che accentuano l'effetto coupé. Modernissimi gli interni, dove a farla da padrone è uno schermo tipo tablet che funge anche da video per il navigatore satellitare. Elaborata la scelta dei propulsori, di cui 4 a benzina (tra cui il turbo tricilindrico di 0.9 litri) e 2 turbodiesel (da 75 e 90 cavalli). Pochi mesi dopo il debutto, Renault lancia anche per questo modello la versione wagon e quella sportiva: quest'ultima, come da tradizione, è denominata ancora una volta RS.

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