Chrysler 300 M: storia e informazioni
1999: lancio della Chrysler 300 M sui mercati europei nel
Negli Sati Uniti le berline, SW, coupé e cabriolet di casa Chrysler circolano fin dagli anni Quaranta. Con i modelli della classe media dai nomi molto d’effetto quali New Yorker o con la grossa SW rivestita in legno dal nome molto eloquente di Town & Country, la Chrysler si è conquistata un’ottima fama di ditta produttrice di auto di grosse dimensioni. In Europa ne sono arrivati però soltanto pochi modelli, tra cui ad esempio il cabriolet Chrysler LeBaron o il van Chrysler Voyager negli anni Ottanta. la fusione con la casa automobilistica tedesca Daimler del 1998 ha apportato molti cambiamenti. In particolare il marchio americano ha acquistato notorietà nel vecchio continente attraverso nuovi prodotti quali la Chrysler Stratus cabriolet, Chrysler PT Cruiser o il roadster Chrysler Crossfire. Nell’offensiva di prodotti operata nell’era Daimler-Chrysler era contemplata inoltre la berlina Chrysler 300 M, proposta tra il 1999 e il 2004 in alternativa ai veicoli della classe media superiore delle case europee. Nel 2004 la Chrysler 300 M è stata sostituita con il nuovo modello Chrysler 300 C, prodotto presso lo stabilimento di Graz del partner Chrysler austro-canadese Magna.
Design tipicamente americano
La Chrysler 300 M è stata invece prodotta per i mercati di tutto il mondo presso lo stabilimento Chrysler situato in Canada, ed è arrivata presso i concessionari europei come auto d’importazione. Con il suo design di auto full-size tipicamente americano, questa berlina tre volumi e quattro porte si distingueva dai modelli della concorrenza europea ostentando palesemente le sue origini americane. In virtù del nome Chrysler 300 M ai clienti americani richiamava alla mente le berline Chrysler dalla motorizzazione sportiva della serie 3000 degli anni Cinquanta. In Europa però questo nome storico non evocava alcun ricordo, per cui i clienti europei potevano rendersi conto del fatto che si trattava di una berlina di lusso dalle prestazioni sportive soltanto attraverso la lettura dei dati tecnici.
Motori V6
Nel 1999, ovvero all’inizio della produzione, la Chrysler montava a bordo dei suoi modelli dalla lunghezza di circa 5 metri un propulsore V6 dalla cilindrata di 2,7 litri, il quale sviluppava una potenza di 149 kW (203 CV) che veniva trasmessa alle ruote anteriori. Successivamente è stato aggiunto in programma un motore più grande, precisamente dalla cilindrata di 3,5 litri e una potenza di 185 kW (252 CV), combinato con un cambio automatico a quattro marce. Nella versione da 3,5 litri la Chrysler 300 M consumava mediamente 12,0 litri di benzina super, equivalente a un’emissione di CO2 pari a 270 g/km. La Chrysler 300 M raggiungeva una velocità massima intorno ai 240 km/h.