Daihatsu Cuore: storia e informazioni
Alla conquista dell’Europa con la Daihatsu Cuore
La casa automobilistica giapponese Daihatsu è diventata grande con l’auto di dimensioni molto piccole e dalla motorizzazione minima, che nel Sol Levante viene chiamata Kei car. In Europa gli esperti di auto appositamente sviluppate per soddisfare le esigenze della circolazione in città hanno sviluppato per la prima volta negli anni Settanta alcune auto che sui mercati del Vecchio Continente sono state poi lanciante con motori un po’ più grossi. La Daihatsu Cuore della prima generazione faceva parte dei modelli con cui la casa giapponese si è affermata sui mercati europei. Da quando nel 1988 la Daihatsu è stata assorbita dalla Toyota, nel 1998 la casa giapponese ha ampliato il proprio programma con piccoli Sport Utility Vehicle (SUV) quali il Terios, microvan come il Move o mini-cabriolet come la Copen. Tutti questi modelli avevano in comune costi di manutenzione, tasse e premi assicurativi piuttosto contenuti e i valori relativi al consumo e all’emissione di CO2 vantaggiosi dovuti alla tecnologia dei motori adottati.
Programma di modelli dal 1980
La Daihatsu Cuore, presentata per la prima volta nel 1980, è stata fin dall’inizio della produzione uno dei modelli classici della casa giapponese. La prima generazione della Daihatsu Cuore è stata lanciata sul mercato con la linea spigolosa tipica del design delle automobili degli anni Ottanti, ed è stata proposta in Europa dal 1981. Quest’auto estremamente piccola dal peso inferiore addirittura ai 600 chili è stata lanciata in versione tre porte, novità assoluta in Europa per questa classe di automobili, e berlina cinque porte. Con la sua lunghezza di 3,20 metri e la sua larghezza di 1,40 metri era in grado di caricare a bordo quattro passeggeri e bagagli per una capacità di 100 litri. Con il suo motore dalla cilindrata di 0,6 litri la Cuore sviluppava una potenza di 20 kW (28 CV) raggiungendo una velocità massima di 110 km/h.
Più potenza, meno carburante
Alla luce di quanto appena detto, l’aumento della potenza della Daihatsu Cuore della quarta generazione, lanciata nel 1986, rappresentava una vera e propria rivoluzione. La potenza del nuovo motore da 0,8 litri è aumentata a 32 kW (44 CV), che consentivano di raggiungere una velocità massima di 135 km/h. Nel contempo grazie ai nuovi motori è stato possibile ridurre il consumo medio di benzina da 6,2 litri a 5,7 litri. A bordo di questo modello fabbricato fino al 1991 era disponibile per la prima volta un cambio automatico a due marce. Mentre la terza generazione, proposta dal 1991 al 1995, aveva mantenuto invariate le misure di lunghezza e larghezza, la Daihatsu Cuore della quarta generazione presentava quel design che da allora diventerà tipico, caratterizzato da una struttura del tetto innalzata da 1,37 a 1,41 m e finestrini più grossi. Ciò ha comportato un aumento del peso a 640 chilogrammi, ma anche la possibilità di ricavare più spazio per una maggiore libertà di movimento del capo e un vano portabagagli della capacità di 128 litri.
Maggiore capacità di carico grazie alle dimensioni maggiori
La Daihatsu Cuore della terza generazione, prodotta tra il 1995 e il 1999, è cresciuta rispettivamente di altri due centimetri in altezza ed ha raggiunto una lunghezza complessiva di 3,31 metri, la quale ha consentito di aumentare la capacità del vano portabagagli a 155 litri. Abbassando lo schienale del divano posteriore, la Daihatsu Cuore raggiunge addirittura una capacità di 428 litri, vale a dire quali pari a quella normale del vano di carico un modello della classe media. Il motore di questa serie sviluppava una potenza di 41 kW (55 CV), sufficienti per raggiungere una velocità massima di 135 km/h. Nel contempo il consumo medio è sceso a 5,3 litri di benzina normale.
Motore più grosso ed equipaggiamento di sicurezza migliore
La Daihatsu Cuore della quinta generazione (1999 - 2003) è stata dotata di un nuovo propulsore da 1,0 litro che sviluppava una potenza pari a quella del modello precedente, raggiungendo però un velocità massima di 140 km/h con un consumo medio di 5,0 litri. Questa piccola macchina è “cresciuta” ulteriormente a una lunghezza di 3,41 metri e una larghezza di 1,47 metri, ed è stata dotata di un equipaggiamento di sicurezza standard composto dal due airbag e tendicinghia. Il corredo optional prevedeva anche l’ABS. L’equipaggiamento comfort comprendeva addirittura climatizzatore e alzacristalli elettrici.
Nuove generazioni
Essendosi prefissati che un’auto da città deve offrire più spazio senza sacrificare la sua maneggevolezza, agli ingegneri della Daihatsu restava una sola direzione in cui far crescere la Daihatsu Cuore della sesta generazione, proposta dal 2003, nella fattispecie l’altezza, aumentata ora a quota 1,50 metri, ovvero notevolmente rispetto alla versione precedente. Il suo interasse misurava ora 2,37 metri. E dire che le prime Cuore avevano un interasse lungo 2,15 metri. Nonostante la potenza pressoché invariata, il modello della nuova serie ha aumentato la sua velocità massima a 160 km/h compiendo lo sprint da 0 a 100 km/h in 12,2 secondi, mentre la prima generazione ne impiegava ancora più di 30. Nonostante questo miglioramento delle prestazioni gli ingegneri non sono però riusciti ad abbattere il consumo medio dei motori ai 4,4 litri prescritti dalla norma Euro 4. Il modello della settima generazione presentato nel 2007 è riuscito ad abbassare il consumo di altri 0,3 litri, con un’emissione di CO2 pari a 104 g/km.