Carrelli elevatori frontali: semplicità e sicurezza

I primi carrelli elevatori fecero la loro comparsa negli Stati Uniti all'inizio del '900, quando crebbe la necessità di occuparsi, con mezzi professionali, dello stoccaggio e della movimentazione di merci, la cui quantità era aumentata a tal punto da renderne difficoltosa la lavorazione manuale. Le prestazioni del carrello elevatore dovevano essere sempre più efficaci e infatti questo strumento subì, nel tempo, una consistente evoluzione tecnologica: a partire dai trattori agricoli modificati fino ai gioiellini meccanici di oggi.

Le caratteristiche tecniche del carrello elevatore frontale

Esistono diverse tipologie di carrelli elevatori o, come vengono comunemente chiamati, muletti. Essi vengono catalogati in base a numero di ruote, che possono essere 3 o 4, portata massima in quintali, e tipo di motorizzazione. Quest'ultima può essere elettrica, a batteria, a gas o diesel. Un carrello elevatore è dotato di due bracci paralleli di metallo, detti forche, posti nella parte anteriore del mezzo e usati per sollevare e movimentare la merce. È provvisto altresì di un abitacolo per il conducente. Il tipo di modello e l'assetto della posizione di guida sono determinati dal posizionamento delle forche di sollevamento: quando si trovano di fronte alla postazione del conducente, abbiamo un carrello elevatore frontale.

 

I carrelli frontali sono i più comuni. Ne esistono di molteplici tipologie: per gli interni, ad esempio, si usano quelli a motorizzazione elettrica, non inquinanti e silenziosi. All'aperto, invece, si utilizzano quelli a benzina, diesel o gas, che hanno una maggiore potenza di sollevamento.

 

In genere, nei carrelli frontali, l'operatore ha il posto di guida posizionato dietro il montante. I mezzi più grandi hanno l'abitacolo chiuso, per permettere il lavoro con qualsiasi tempo. I montanti si allungano idraulicamente di due o tre volte la loro lunghezza. Raggiungono un'altezza complessiva di carico tra i 4 e i 7 m.

Produttori e modelli

Tra i produttori di carrelli elevatori frontali, troviamo Toyota, Mitsubishi, Actil e Jungheinrich. Per quanto riguarda i carrelli elevatori elettrici, Toyota produce la gamma BT Levio, con il piccolo LWE 130, leggero e adatto a spazi ristretti, la gamma BT Levio Serie W con uomo a terra e quella BT Levio Serie R, provvista di cabina per l'operatore e adatta a lunghe distanze da percorrere.

 

Mitsubishi produce carrelli elevatori frontali elettrici con la serie a 4 ruote EDia (Electronic Diamond), che comprende un'ampia gamma di modelli, da FB16CPN, che solleva 1.600 Kg, a FB20 PN, che solleva 2.000 Kg. I carrelli elevatori elettrici della svedese Actil sono i modelli della serie Abeko SA 1350/1600, mentre la compagnia tedesca Jungheinrich produce carrelli elettrici a partire dalla tonnellata sollevata dal modello EFG 110 fino alle 5 t dell'EFG 540.

 

Considerando i muletti alimentati a gpl o gasolio, Toyota produce i modelli Tonero, disponibili con trasmissione idrostatica o idrodinamica. La Mitsubishi ha creato con motori termici la serie GRENDíA ES, dal modello FD15N, che solleva 1.500 Kg, al modello FD35N, in grado di lavorare con 3.500 Kg. Infine, i carrelli elevatori frontali a motorizzazione diesel o gpl Jungheinrich sono i modelli DFG/TFG, dal 316 che solleva 1,6 t al 550 che ne solleva 5.

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