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Mini Coupe

Mini coupé: le origini di un successo

Mini stravolge nel lontano 1959 il concetto di citycar, grazie alla penna del progettista Sir Alic Issigonis. Disponendo il motore in posizione trasversale e utilizzando la trazione anteriore, si riuscì a contenere ben 4 persone in soli 3.03 metri di vettura. È da qui che il sogno diventa realtà. La Mini coupé nasce nel giugno 2011 come auto sportiva e viene presentata al pubblico, in occasione del Motor Show di Francoforte dello stesso anno. La rivoluzione della casa anglo-tedesca è stata disegnare una vettura due posti, mantenendo il carico del baule a 280 litri, partendo dal modello Mini cabriolet. Innovazioni si presentano anche nel cristallo frontale - con un'angolazione maggiorata di 13 gradi - e nel tetto in alluminio, abbassato di 2.9 cm. Al classico coupé, siglato R58, si aggiunge nel 2012 la versione convertibile Mini Roadster. Oggi la Mini coupé attira soprattutto il mercato dei più giovani, grazie al design sportivo ed accattivante e alla maneggevolezza della guida. Sono tanti, infatti, i neopatentati che scelgono la Mini coupé come prima auto usata.

Mini coupé SD

Tra i modelli più venduti di sempre c'è sicuramente la Mini coupé SD, quinta variazione di serie. Rispetto agli esemplari precedenti presenta maggiore tenuta e stabilità di guida: il merito è pure della carrozzeria più rigida e spessa. La più grande particolarità della biposto è però nell'attivazione automatica - sopra agli 80 Km/h - o tramite levetta, di un alettone per l'alleggerimento aereodinamico della parte posteriore. Uno stratagemma che aumenta, in corrispondenza della velocità massima, il carico sulle ruote di circa 40 Kg. Si tratta di una vettura veloce e scattante, con una buona prestazione di assorbimento delle buche ed uno sterzo pronto e preciso. I difetti sono concentrati nel cambio - duro e poco scorrevole - e in un motore 2000 che, a velocità sostenuta, produce una guida molto rumorosa.