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Aprilia RS 125

Aprilia RS 125: una delle moto sportivo-stradali di maggior successo nel mondo delle due ruote.

L'Aprilia RS 125 entrò in produzione nel 1992 insieme ad altri due modelli - da 50 cc e da 250 cc - che completavano la serie RS, nata con l'intento di realizzare delle moto stradali ispirate a quelle che venivano impiegate nelle competizioni. La mossa dell'azienda di Noale si rivelò un enorme successo poiché andava incontro alla moda piuttosto diffusa fra i giovani degli anni Ottanta e Novanta di possedere una moto che richiamasse le due ruote protagoniste nel Motomondiale. L'Aprilia, infatti, non fu l'unica casa costruttrice a seguire questo filone: tutte le aziende di grido impegnate nel Motomondiale in quegli anni avevano in listino modelli ispirati alle loro moto da competizione. I successi ottenuti in pista si tramutavano in aumenti delle vendite: in parte si spiega così il gran successo che ebbe sul mercato l'Aprilia RS 125, un'ottima moto che godeva dell'eccellente pubblicità dei risultati ottenuti dall'Aprilia sui tracciati di tutto il mondo. La prima serie dell'Aprilia RS 125 colpiva immediatamente l'attenzione per la grande cura riposta nelle linee della carrozzeria e nella grafica, ma altrettanto minuzioso era stato il lavoro a livello tecnico, con soluzioni all'avanguardia: telaio pressofuso, forcelle a steli rovesciati e freni dotati di dischi flottanti sono solo alcuni degli elementi che caratterizzavano una ciclistica eccellente. Il design della prima generazione porta la firma di Renzo Ferracin ed era improntato al racing, con linee aggressive che richiamavano il modello da corsa, in particolare per quel che riguardava il look del cupolino, della carena e del codone insieme ai cerchi a razze incrociate. A distanza di oltre vent'anni dal debutto sul mercato, viene considerata ancora una delle moto più belle della sua epoca e non solo. La prima serie rimase in produzione dal 1992 al 1994 e vennero realizzati tre modelli che differiscono per la colorazione del telaio; solo il modello del 1994 offre delle piccole modifiche in più, e nello specifico è stata rivista l'idraulica della forcella. Sono molto ambite sul mercato delle moto usate le repliche delle versioni da competizione, ovvero con un look che rimanda alle Aprilia impegnate in quegli anni nel Motomondiale; nel '92 e nel '93 fu realizzata la "replica Reggiani" (all'epoca pilota di punta della casa di Noale nella classe 250) mentre la replica del '94 era ispirata alla moto che vinse il mondiale con Max Biaggi, pur non trattandosi ufficialmente di una "replica Biaggi". I primi anni Novanta possono essere considerati anni "ruggenti" per le sportive stradali, stando a guardare i modelli simili all'Aprilia RS 125 con cui l'azienda di Noale doveva confrontarsi: la Cagiva Mito 125 e la Gilera GFR per restare in Italia, la Honda NSR 125 (anch'essa di enorme successo) e la Yamaha TZR 125 guardando alle grandi case giapponesi.

Una storia lunga oltre vent'anni: la longevità dell'Aprilia RS 125.

L'Aprilia RS 125 è rimasta in produzione per oltre vent'anni, dal 1992 al 2013, e nacque come erede dell'Aprilia Futura, ultimo modello della serie AF1 realizzata da Noale negli anni Ottanta. In ventuno anni di onorata carriera sono state prodotte quattro serie della RS 125. La seconda entrò in produzione a partire dal 1995, con la significativa novità del cambio di motore: si passò infatti dal Rotax 123 al Rotax 122. Restava immutata l'anima da corsa e nei quattro anni in cui rimase in produzione furono realizzate varie repliche delle moto da competizione, fra cui quelle ispirate all'Aprilia guidata da Rossi nei suoi anni in 125 e 250. La terza serie entrò in commercio a partire dal 1998 e le principali modifiche riguardarono le carene più strette e arrotondate e un cupolino di dimensioni più piccole. Immancabili anche in questo caso le repliche ispirate alle moto da competizione, ma l'effetto emulazione di qualche anno prima si era ormai dissolto. L'ultima serie, la quarta, restò in produzione dal 2006 al 2013 e presentò una profonda revisione dal punto di vista meccanico: nuovi freni con pinze radiali, carburatore e centralina rinnovati e forcellone in alluminio con bracci asimmetrici.

Affidabile e poco esigente nei consumi: ecco la motorizzazione Rotax.

Nell'arco di 21 anni, l'Aprilia RS 125 è stata spinta da due soli motori: il Rotax model 123 dal 1992 al 1997 e il Rotax model 122 dal 1998 in poi. Entrambi i propulsori sono monocilindrici a due tempi - 125 di cilindrata e raffreddamento a liquido - e si differenziano fra loro per l'architettura. Si tratta di due motori piuttosto potenti (forse i più potenti fra i 125 messi in commercio) limitati però dal vincolo dei 15 cavalli di potenza massima imposto dal Codice della strada; senza tale limitazione, infatti, sia il Rotax 122 che il 123 sono in grado di sprigionare 45 cavalli. Il model 123 montato nella prima serie della RS 125 aveva consumi inferiori - seppur anche il successore si comporti bene da questo punto di vista - e una coppia maggiore a regimi bassi. Il Rotax 122 risulta più economico in termini di costi di manutenzione e si differenzia per via del regime di rotazione lievemente più elevato rispetto al motore precedente, e questo spiega l'incremento dei consumi sui quali incide anche il differente carburatore (da 28 mm quello montato sul Rotax 122, da 34 mm invece quello del model 123). Il Rotax 122 viene venduto depotenziato - lo si può ripotenziare con un kit ufficiale - e permette di raggiungere una velocità massima di poco inferiore ai 140 chilometri orari, mentre utilizzando il kit è possibile arrivare anche a 170 chilometri all'ora. Nel complesso un motore affidabile, dalla buona guidabilità e con un'erogazione omogenea anche con regimi bassi. I consumi variano non poco se si utilizza la versione depotenziata oppure quella ripotenziata e, naturalmente, su di essi incide anche lo stile di guida; in versione depotenziata, il propulsore assicura circa 20 chilometri con 1 litro.