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Vespa 50

Vespa 50: la nascita di un mito.

"Sembra una vespa!" sembra sia stata l'esclamazione di Enrico Piaggio quando vide per la prima volta - e sentì il ronzio del motore - il prototipo di quello che sarebbe diventato un mito italiano, lo scooter più famoso al mondo. E da lì venne il nome. Piaggio era un'azienda ligure nata a fine '800 e specializzata nella produzione di arredamento navale, poi affermatasi nel settore ferroviario e infine diventata, tra le due guerre, un colosso industriale e uno dei più importanti produttori di aerei militari. Dopo la seconda guerra mondiale l'azienda era decimata, i suoi stabilimenti distrutti. Enrico Piaggio a quel punto decise di avviare un nuovo percorso imprenditoriale: intendeva svolgere un ruolo nella ricostruzione dell'Italia producendo un mezzo di trasporto popolare ad un prezzo accessibile, come aveva fatto Henry Ford in America. Data la situazione del paese, l'automobile era fuori discussione. Doveva essere una motocicletta, comoda, pratica, piccola e leggera, semplice da guidare per tutti, comprese le donne. Il primo prototipo, l'MP5, ribattezzato dagli stessi operai Paperino, per la sua forma particolare, non convinse l'imprenditore. Ne apprezzava la dimensione ma non lo trovava sufficientemente comodo da usare, e affidò il progetto a Corradino D'Ascanio, geniale ingegnere aeronautico, inventore tra l'altro di uno dei primi modelli di elicottero. D'ascanio, che non amava molto le moto perché le considerava scomode, di difficile manutenzione e per il fatto che usandole ci si sporcava facilmente, nel giro di due anni mise a punto un veicolo completamente nuovo, la Vespa. Il 24 aprile del 1946 venne depositato a Firenze il brevetto per una "motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica". Da allora la storia della Piaggio è cambiata completamente: a Pontedera si abbandonarono definitivamente i progetti e le produzioni aeronautiche, e si cominciò disegnare e produrre esclusivamente scooter. I primi cinquanta esemplari furono venduti con difficoltà, poiché era un modello rivoluzionario e fuori dagli schemi. Molti definivano la Vespa un "trabiccolo" poco potente e non abbastanza affidabile, ma Enrico Piaggio, con determinazione, ne mise in produzione 2.500. Ed ebbe ragione: lo scooter si diffuse rapidamente sul mercato italiano. Qualche anno dopo cominciò ad essere distribuito anche in Inghilterra, Germania, Spagna e Francia. Nel giro di poco tempo divenne un successo planetario, tanto da comparire e farsi notare in centinaia di film, a partire da Vacanze Romane, del 1953, dove Audrey Hepburn e Gregory Peck in sella a una Vespa giravano per le strade della capitale. La Vespa diventò sinonimo di libertà, ed un fenomeno sociale: venivano organizzati raduni, manifestazioni, un po' ovunque spuntarono Vespa club. Addirittura l'Italia arrivò ad essere definita "Il paese delle Vespe" nei reportage dei corrispondenti stranieri.

Icona intramontabile del design italiano.

La prima Vespa fu realizzata con scocca portante in lamiera d'acciaio stampata, dotata di un motore di 98 cc, a presa diretta. Aveva il cambio sul manubrio in modo da facilitarne la guida, era senza forcella ma disponeva di un braccio di supporto laterale, per consentire agevolmente il cambio della ruota in caso di foratura. Il telaio era aperto, in modo da poterci stare comodamente seduti sopra. Questa era una delle caratteristiche fondamentali del veicolo, e una richiesta esplicita di Enrico Piaggio, tanto che alla presentazione del progetto, D'ascanio disegnò prima una persona seduta, e poi la Vespa sotto. Un'altra caratteristica essenziale era la leggerezza, ottenuta anche grazie all'uso di materiali resistenti e leggeri di derivazione aeronautica. Furono poi realizzati numerosi altri modelli. La prima Vespa 50 nacque nel 1963, in seguito all'introduzione in Italia della targa obbligatoria per i veicoli a due ruote di cilindrata superiore a 50 cc. Il "vespino" poteva essere guidato anche senza patente, a 14 anni. Lo slogan scelto per pubblicizzarla fu "Giovane, moderna e... senza documenti!" Riscosse un successo enorme e immediato e diventò il capostipite di una lunga serie. Fu l'ultima disegnata da Corradino D'Ascanio. Da allora al 2016 sono stati prodotti oltre tre milioni di Vespa 50, in varie versioni. Nel mercato delle moto usate, quella della Vespa è una categoria a parte, e sicuramente tra le più richieste.

Il vespino del '64 e i principali modelli successivi.

La vespa 50 del '64 ha un motore innovativo, a 2 tempi con il cilindro inclinato di 45° anziché orizzontale. Alesaggio e corsa: mm 38X43 = cc 49; potenza:1,5 CV a 4500 giri. Alimentata con miscela al 2%, ha l'accensione a volano magnete, il cambio a 3 marce, pesa 66 kg e raggiunge i 40 km/h. Nel 1969 nasce la Vespa50 Special, il sogno di tutti i giovani di allora, e resta in produzione fino al 1981. Presenta alcuni cambiamenti estetici sul manubrio e il fanale anteriore e posteriore. Cambio a 4 marce, pesa 75 kg e raggiunge i 40 km/h. Sempre nel 1969 viene messa in commercio la Vespa 50 Elestart. Il design è simile a quello della Special, ma introduce la novità dell'avviamento elettrico. Nel 1970 viene prodotta la Vespa 50 a pedali. Destinata al mercato francese, è progettata per rispondere alla normativa locale, con l'inserimento dei pedali: questa particolarità la rende un modello da collezione. Vespa 50 N, del 1989: il nuovo Codice della Strada italiano prevede per i 50 cc la possibilità di superare il limite di potenza di 1,5 CV e la Piaggio mette sul mercato un nuovo "vespino", più potente (oltre 2 CV a 5.000 giri) e con un design dalla linee ancora più morbide. La Vespa ET4 50, lanciata nel 2000 e sostituita nel 2005 dalla nuova Vespa LX è la prima 50 con motore a quattro tempi, con un'autonomia che consente di percorrere più di 500 km con un pieno. VESPA 50 S del 2007 e del 2009: la prima, ispirata alle linee e ai modelli degli anni '70, immessa sul mercato con lo scopo di raccogliere l'eredità della mitica S 50 Special e della Vespa Primavera. La seconda possiede un nuovo motore 50cc a quattro tempi e quattro valvole, che raggiunge la performance dei motori a due tempi, mantenendo i consumi e le emissioni dei quattro tempi.