Patente D

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Patente D: cos’è, cosa si può guidare e quanto costa
In tempi di crisi economica molte persone vorrebbero diventare conducenti di autobus per le società di trasporti, pubbliche e private. Attenzione, però, a non confondere le diverse patenti della classe D. Procediamo con ordine: cosa serve per guidare un autobus o un filobus? È sufficiente la patente D, una delle cosiddette “patenti superiori” destinate ai mezzi pesanti.
La patente di guida D, tuttavia, non riguarda gli autisti professionisti. Consente di condurre veicoli per il trasporto persone soltanto ad uso privato. Tanto per fare un esempio, potrebbe essere il caso di un padre di famiglia che ha la necessità di guidare un piccolo bus per portare alle partite la squadra di calcio dove giocano i figli. Oppure, altro esempio tipico, un circolo privato che durante gite ed escursioni affida la guida del veicolo a un suo membro. Una patente, quindi, che può interessare un pubblico abbastanza variegato di persone. Inoltre, va considerato che il costo della patente D è ragionevole e alla portata di molte associazioni sportive e ricreative. Vediamo ora nel dettaglio come funziona la patente per autobus e le sue varianti.

Con la Patente D che cosa posso guidare?

Con la D si possono guidare tutti i veicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di 9 persone, conducente compreso. Stiamo parlando quindi di autobus, o filobus, a prescindere dalla loro massa totale. Ciò significa che anche gli autobus a 2 piani possono essere condotti con questa patente. Inoltre, la legge stabilisce che questi veicoli possono trainare anche un rimorchio leggero con una massa autorizzata che non superi i 750 kg.
Come detto, la patente D si rivolge agli autisti non professionisti ed è destinata soltanto all’uso privato. Gli autisti di autobus a noleggio, o delle linee di servizio pubblico e privato, devono conseguire la patente D CQC Persone. La CQC Persone, Carta di Qualificazione del Conducente Persone, è richiesta a tutti gli autisti che per motivi professionali trasportano persone. Senza questo attestato, abbinato alla patente D, non è consentito dalla legge esercitare la professione, ed è praticamente impossibile candidarsi a offerte di lavoro o a concorsi pubblici del settore. Per questo motivo, è prevista una formazione specifica presso gli enti accreditati.
Un discorso a parte merita la patente D1, con cui si possono guidare veicoli con un numero di posti compreso tra i 9 e i 17, conducente compreso. È il caso, ad esempio, dei minibus. Anche qui, la patente è valida solo a fini non professionali e concede l’autorizzazione a trainare rimorchi con una massa inferiore ai 750 kg. La D1, come del resto la D, è valida anche per tutti i mezzi della categoria B.

Patente D e limiti di età

La patente categoria D si può conseguire a 24 anni di età. Viene fatta eccezione per chi ha compiuto il 21° compleanno e ha conseguito la CQC Persone (in questo caso si possono ottenere entrambi gli attestati contemporaneamente). La D ha validità per un periodo di 5 anni fino ai 60 anni di età. Dopo, il rinnovo diventa annuale a seguito di uno specifico controllo dei requisiti psicologici e fisici eseguito presso la Commissione Medica Locale. Compiuto il 68° compleanno non è più possibile ottenerla e, se i requisiti psico-fisici vengono rispettati, viene declassata a C (generalmente usata per la guida di camion e autoarticolati per il trasporto di cose e materiali).

Patente D, requisiti ed esame

Il requisito base per ottenere la patente per guidare gli autobus è disporre già della patente B. I requisiti psico-fisici per l’idoneità sono però più severi, proprio considerando che si tratta di mezzi pesanti destinati al trasporto di un numero elevato di persone. È quindi richiesta una maggiore acutezza visiva, con almeno 12/10 complessivi e 4/10 nell’occhio più debole. La misurazione della vista è effettuabile anche portando i propri occhiali. Per quanto riguarda l’udito, invece, è necessario percepire una conversazione a 8 metri di distanza, molto maggiori dei 2 richiesti per la patente delle auto. Tra l’altro, se per le auto la prova uditiva può essere svolta con eventuali protesi, per gli autobus non sono ammesse. I controlli si concludono con la misurazione dei tempi di reazione a seguito di stimoli semplici e complessi, acustici e luminosi.
Come per tutti gli altri esami delle patenti, anche quello per la D prevede una prima parte teorica. Una volta superata, si può accedere alla prova pratica. La parte teorica riguarda le disposizioni di legge in merito ai periodi di guida e di riposo, ai documenti di circolazione, alle norme sul trasporto di persone e alle diverse precauzioni per la sicurezza in strada. La prova pratica si concentra sulle abilità al volante, che includono la guida nel traffico, le manovre, i parcheggi, il controllo dei sistemi del veicolo e della regolazione dell’assetto di guida. La durata è mediamente di 45 minuti, con prove che replicano quello che solitamente viene fatto durante le esercitazioni pratiche nelle scuole guida. Trattandosi di mezzi sui quali è necessario avere una buona dimestichezza, è infatti consigliabile rivolgersi a un istruttore qualificato, anche se questo aumenta il costo della patente per autobus.

Patente D e prezzo

Come detto, la patente D ha un costo ragionevole. Naturalmente può variare a seconda delle tariffe praticate dalla scuola a cui ci si rivolge, così come dal numero di esercitazioni fatte con l’istruttore. Da regione a regione i prezzi possono poi cambiare in modo significativo. Dunque, è difficile dare l’esatto prezzo della patente D. Come è possibile risparmiare? Molti si domandano se sia vietato presentarsi agli esami come privatisti, ma di fatto è una preoccupazione inutile perché è possibile farlo. Per la teoria basta procurarsi il libro di testo. Resta invece da capire come esercitarsi alla guida, visto che di solito è la scuola a mettere a disposizione il veicolo. Se però si ha la possibilità di risolvere il problema, la cosiddetta patente autobus ha un costo molto più basso e accessibile. Comunque si decida di avvicinarsi all’esame, con o senza scuola, ci sono da sostenere alcune spese fisse per le marche da bollo, il certificato medico e i bollettini di iscrizione.

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