Analisi AutoScout24 su senso civico degli automobilisti italiani

Senso civico alla guida: cresce leggermente la sensibilità degli italiani, con la quota di comportamenti "scorretti" che passa dal 33% al 29%. Limiti di velocità e atteggiamenti aggressivi alla guida quelli più sottovalutati.

  • A un anno dall’introduzione del nuovo Codice della Strada, 3 italiani su 10 hanno cambiato il loro stile di guida.
  • In cima alla classifica dei comportamenti scorretti più frequenti rimane il superamento dei limiti di velocità, indicato dall’85% degli automobilisti.
  • Circa l’11% degli automobilisti ritiene ancora accettabile mettersi alla guida dopo aver bevuto alcolici.
  • Il 14% degli automobilisti continua a giustificare l’uso del cellulare senza auricolare o vivavoce.

Milano, 19 dicembre – Nel 2022 AutoScout24, il più grande marketplace automotive online in Europa, ha realizzato una ricerca per indagare il senso civico degli italiani alla guida, prendendo in esame 22 comportamenti chiave utilizzati come indicatori delle abitudini quotidiane al volante. A tre anni di distanza cosa è cambiato? Il confronto con i dati del 2025 mostra segnali di miglioramento, seppur contenuti: la quota di automobilisti che dichiara di adottare comportamenti scorretti (raramente, a volte o spesso) tra quelli analizzati passa dal 33% del 2022 al 29% del 2025[1]. Inoltre, a un anno dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, 3 italiani su 10 dichiarano di aver modificato, in diversa misura, il proprio comportamento alla guida. Un dato incoraggiante, ma siamo ancora lontani dalla piena normalizzazione di comportamenti davvero virtuosi alla guida.

Quali sono le scorrettezze più diffuse alla guida (commesse raramente, a volte o spesso)? In cima alla classifica resta il superamento dei limiti di velocità, indicato dall’85% degli automobilisti. Accanto a questo, continuano a essere molto frequenti anche atteggiamenti aggressivi alla guida, che circa 7 automobilisti su 10 (69%) ammettono di adottare almeno occasionalmente. Seguono il non far passare chi è in difficoltà se non ha la precedenza (60%), il mancato fermarsi davanti a un guidatore in difficoltà o in panne, un comportamento che coinvolge quasi 6 italiani su 10 (58%) e l’utilizzo improprio del clacson (51%).

Tra i comportamenti su cui si registra un maggiore aumento di sensibilità, spicca il rispetto delle strisce pedonali: la quota di chi dichiara di non far passare i pedoni scende dal 55% al 33%. Un calo netto si osserva anche per il passaggio con il semaforo rosso, diminuito dal 19% al 7%. Su alcuni temi particolarmente sensibili, a un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada iniziano a emergere i primi effetti, seppur ancora parziali. È il caso dell’uso del cellulare senza auricolare o vivavoce: il 12% degli automobilisti dichiara di aver modificato il proprio comportamento dopo l’introduzione delle nuove norme.

Nel confronto tra il 2022 e il 2025, la quota di chi utilizza il telefono alla guida raramente o spesso scende infatti dal 38% al 21%, con una riduzione di oltre 17 punti percentuali. Un dato in miglioramento, che evidenzia una maggiore attenzione, ma che lascia emergere ancora alcune resistenze culturali: per una parte degli automobilisti, l’uso del cellulare alla guida viene infatti ritenuto giustificabile, soprattutto quando la telefonata è percepita come breve. Anche la guida dopo aver bevuto alcol resta un tema critico: il 13% degli automobilisti dichiara di aver modificato il proprio comportamento, adottando uno stile di guida più prudente dopo l’introduzione delle sanzioni più severe previste dal nuovo Codice della Strada. Nel 2025 il 26% degli automobilisti ammette questo comportamento, contro il 33% del 2022. E tra le giustificazioni, spesso si indica la presunta tolleranza personale all’alcol. Un discorso analogo riguarda anche il rispetto degli spazi riservati alle persone con disabilità. Dopo l’inasprimento delle sanzioni, il 6% degli automobilisti dichiara di aver migliorato il proprio comportamento, evitando oggi di occupare impropriamente i parcheggi dedicati. Resta però una quota non trascurabile che continua a minimizzare la gravità della violazione: circa il 12% ritiene ancora accettabile occupare uno stallo riservato, soprattutto quando la sosta viene percepita come breve.

Sergio Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24, afferma: “Nel complesso, il quadro che emerge mostra segnali di leggero miglioramento, ma il percorso verso una guida davvero responsabile è ancora in evoluzione. Accanto a comportamenti più virtuosi, resta infatti una quota significativa di automobilisti che tende a sottovalutare rischi importanti, spesso per abitudini consolidate o percezioni errate del pericolo. I dati ci dicono che le regole e le sanzioni sono uno strumento necessario, ma da sole non bastano: la sicurezza stradale si costruisce soprattutto attraverso informazione e responsabilità condivisa. Per questo è fondamentale continuare a monitorare i comportamenti alla guida e promuovere una cultura del rispetto che metta al centro la tutela di tutti gli utenti della strada.”

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