Distanza di sicurezza

Da sempre la distanza di sicurezza è croce e delizia degli automobilisti. Anche i più ligi conoscitori delle regole stradali molte volte si trovano in difficoltà se viene loro richiesta una spiegazione precisa sull’argomento.

Nel dettaglio essa rappresenta la distanza che ogni veicolo deve mantenere dal veicolo che lo precede. A che scopo? Principalmente per potere fermare il proprio mezzo, in caso di frenata, senza tamponare il precedente. Vi sono dei fattori molto importanti che mirano a definire la valutazione della distanza minima di sicurezza, nel particolare essi sono riconducibili a caratteristiche fisiche del guidatore e alle caratteristiche della strada che si sta percorrendo. Nello specifico esse sono:

  • la tipologia del veicolo che si sta guidando, quindi lo stato di usura dei freni e soprattutto del sistema delle gomme;

  • la prontezza dei riflessi del guidatore che può variare a seconda dello stato psicofisico, dell’ora del giorno, della tipologia di lavoro che il guidatore svolge;

  • la visibilità e le condizioni atmosferiche che vanno ad alterare i parametri in modo considerevole (la pioggia, la neve, il ghiaccio nella carreggiata, oppure la nebbia);

  • le condizioni del traffico, in quanto una situazione di incolonnamento presenta caratteristiche ben diverse da una libera e fluida strada provinciale;

  • le caratteristiche del manto stradale ovvero la possibile presenza di buche, di lavori in corso, di ostacoli naturali oppure artificiali;

  • l’entità del carico, elemento fondamentale in quanto esso va a determinare e a variare lo spazio impiegato dal momento della frenata all’arresto completo del mezzo.

Secondo le direttive esposte dall’ACI, il calcolo della distanza di sicurezza auto viene definita considerando la distanza percorribile nella frazione di tempo di un secondo, dove il secondo va a rappresentare il tempo medio stabilito per decidere se insorge la necessità di frenare e quindi di arrestare il veicolo. Ma tale considerazione implica che lo spazio di arresto tra i due veicoli sia uguale. Questo concetto risulta quindi importante in termini di definizione, in quanto ogni veicolo possiede una differente capacità di arresto, dovuta alle condizioni e ai fattori sopra riportati.

Ma quindi quale deve essere la distanza adeguata fra due mezzi?

L’articolo di riferimento del codice stradale, il 149, non riporta un chiaro schema di calcolo, ma si limita ad affermare che si deve mantenere una distanza tale che "sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono".

Ecco che può entrare in gioco la matematica e venire in aiuto nella composizione di una formula ritenuta efficace e avvallata dal sito ACI: partendo dal presupposto che se si raddoppia la velocità lo spazio di frenata quadruplica, si può dividere la velocità alla quale si sta procedendo per 10 e quindi moltiplicarla al quadrato.

Ad esempio se si procede a 50 km/orari la distanza andrà così calcolata:

50/10=5

5 al quadrato= 25

Ne deriva che la distanza corretta di sicurezza può essere 25 metri dal veicolo che precede.

Tale calcolo tiene in considerazione delle condizioni atmosferiche e del manto stradale buone, oltre che ad uno stato di salute legato ai riflessi del guidatore eccellente. Lo stesso codice della strada riporta delle specifiche in casi particolari come la guida in caso di nebbia o nel caso di presenza di veicoli lenti, sgombraneve o spargitrici.

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