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Scadenza revisione auto

Affinché sia sempre al massimo dell’efficienza, la propria automobile ha bisogno di controlli periodici da parte di personale esperto.

È da questa semplice considerazione che nasce l’equivoco in cui molti confondono il tagliando con la revisione. Concettualmente, si tratta della stessa cosa: un check-up completo del veicolo per verificarne le prestazioni. La differenza è nella modalità di richiesta: il tagliando viene erogato dalla casa produttrice del veicolo, ed è facoltativo; la revisione, invece, è un obbligo di legge voluto dagli organi competenti. In queste righe proveremo a dare tutte le informazioni necessarie sul quando fare la revisione auto, e come comportarsi di volta in volta.

Cenni sulla scadenza revisione auto: mese o giorno?

Secondo la normativa vigente, la prima revisione dell’auto si deve effettuare a quattro anni dalla prima immatricolazione. Dopo la prima revisione, il controllo obbligatorio per legge deve essere fatto ogni 2 anni. Quindi, per chiunque si chieda la revisione auto ogni quanto va eseguita, queste sono le scadenze da rispettare. È utile anche ricordare che se si viene beccati a circolare con la revisione scaduta si dovrà pagare una grossa multa e ci sarà il ritiro della carta di circolazione. Altro dubbio che gira nella mente di numerosi automobilisti: la revisione auto, quando scade effettivamente? Si deve prendere in considerazione il mese o il giorno? Per spiegare questo concetto l’ausilio di un esempio ci tornerà molto utile. Si consideri un veicolo immatricolato il 3 ottobre del 2012. Partendo dall’assunto che la prima revisione va effettuata ogni 4 anni, la scadenza precisa cadrebbe il 3 ottobre 2016. Secondo la normativa vigente, l’automobilista può circolare liberamente fino al 31 ottobre 2016: se pizzicato dal 1 novembre 2016 senza la revisione effettuata, scatta la sanzione. Quindi, nel calcolare la scadenza del collaudo auto bisogna tener presente il mese, e non il giorno.

Come richiedere la revisione auto

Per ottemperare agli obblighi di legge, l’automobilista deve attivarsi per far eseguire la revisione del proprio veicolo. La revisione può essere fatta direttamente presso il Dipartimento dei Trasporti Terrestri (la vecchia Motorizzazione Civile) di zona dove, oltre a prenotare la data per effettuare la revisione, occorre compilare il modulo TT2100 e pagare un bollettino di 45 €, oltre chiaramente a fornire la carta di circolazione originale. L’alternativa è quella di servirsi di officine specializzate, che hanno ottenuto l’abilitazione a fare revisioni direttamente dal Ministero dei Trasporti. In questo caso il prezzo sale a 65 €, ma la trafila burocratica è praticamente azzerata e si può effettuare la revisione del veicolo in poche ore. Semmai avrete modo di assistere alla revisione della vostra vettura, potrete constatare con i vostri occhi quanto i controlli sono minuziosi: si passa dalla verifica dei pneumatici ai test sull’impianto frenante, passando alle verifiche sull’impianto elettrico, alla fluidità dello sterzo, ai fari e a tantissimi altri aspetti. Se la vettura supera tutte le prove brillantemente, l’officina stampa un adesivo con la dicitura “Regolare”, che va applicato direttamente sulla carta di circolazione.

I casi particolari: GPL e Metano

I proprietari di veicoli alimentati a GPL o a Metano non solo devono badare alla scadenza della revisione auto “tradizionale”, ma sono obbligati per legge anche al controllo delle bombole montate sulle proprie vetture, che non sono altro che i serbatoi per questi specifici carburanti. Trattandosi di gas altamente infiammabili, la normativa in merito obbliga i proprietari dei veicoli a GPL e a metano alla sostituzione periodica delle bombole. Molti indicano questa operazione con il termine “revisione”, ma è tecnicamente sbagliato, perché le bombole non sono revisionate, sono semplicemente sostituite con altre nuove. Le bombole delle vetture GPL devono essere sostituite ogni 10 anni, mentre per quelle a metano la scadenza varia dai 4 ai 5 anni, a seconda della normativa a cui la macchina deve attenersi (per la legge italiana è ogni 4 anni, per quella europea ogni 5). Sulla carta di circolazione è indicata la normativa alla quale l’auto deve attenersi.

Essere sempre informati sulla scadenza della revisione auto

Anche se molti automobilisti usano la scusa della dimenticanza per giustificare la propria negligenza, ce se sono altri che per davvero dimenticano di far revisionare il proprio veicolo. Grazie alle nuove tecnologie, il Ministero dei Trasporti ha trovato una soluzione, creando il Portale dell’Automobilista, un servizio web creato per fornire assistenza ai cittadini in possesso di automobili. Tra i vari vantaggi di questo sito web c’è anche la notifica via mail della scadenza della revisione auto: con una semplice mail, quindi, l’utente viene avvisato prima che possa far scadere la revisione.

Scadenza della revisione moto

In queste righe l’attenzione si è posata sulla revisione per le automobili, ma anche per i possessori di ciclomotori la domanda è sempre la stessa: la revisione della moto quando si deve fare? La normativa tra due e quattro ruote è, in realtà, la stessa. I ciclomotori devono avere la prima revisione a quattro anni dalla prima immatricolazione, dopo di che i controlli devono essere fatti ogni due anni. Anche per le moto vale il discorso sulla scadenza in base al mese e non al giorno.

L’importanza di essere sempre in regola

Per molti la revisione è un capriccio dello Stato per spillare soldi ai contribuenti. Mai come in questo caso, però, chi la pensa in questo modo è in errore. Avere un veicolo revisionato vuol dire viaggiare con maggior sicurezza sulle strade italiane, è un modo per tutelare la propria salute e quella degli altri. E se proprio non la si vuol vedere in questo modo, si consideri il discorso economico, che è probabilmente quello che interessa maggiormente: venire fermati con la revisione scaduta vuole dire pagare una multa che va da un minimo di 639 € fino ad un massimo di 7000 €, a seconda della recidività nel non effettuare i controlli dovuti. Contestualmente alla multa c’è il ritiro della carta di circolazione, che non viene restituita al conducente fin quando il veicolo non effettua le dovute revisioni.

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