Fermo amministrativo auto: come si verifica e i trucchi per toglierlo

Il fermo amministrativo dell'auto è uno degli incubi peggiori per chi possiede un veicolo. La legge prevede che la circolazione venga bloccata quando il proprietario non ha pagato un tributo dovuto.
A disporre il provvedimento è normalmente il concessionario della riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione) in caso di mancato pagamento di cartelle esattoriali. L'obiettivo è bloccare il mezzo fino a quando il debitore non salda quanto dovuto. Può riguardare multe non pagate, ma anche il bollo auto o altre tasse di possesso.
La base normativa del fermo amministrativo è l'articolo 86 del DPR n.602 del 29/09/1973, che prevede un'eccezione importante: il fermo non si applica quando il veicolo, inteso come bene mobile, "è strumentale all'attività di impresa o della professione". Anche i veicoli destinati a persone con disabilità, che beneficiano delle agevolazioni della Legge 104, non possono essere sottoposti a fermo amministrativo.
Prima che il fermo venga effettivamente iscritto, il debitore riceve un preavviso che gli dà 30 giorni di tempo per mettersi in regola con il pagamento o presentare ricorso. Se questo termine scade senza esito, il concessionario della riscossione iscrive il provvedimento al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
Il fermo viene cancellato solo dopo il saldo completo della sanzione. Durante il periodo di blocco, il veicolo non può circolare: chi viene sorpreso alla guida rischia una sanzione amministrativa da 1.984,00 a 7.937,00 euro, oltre alle sanzioni accessorie della revoca della patente e della confisca del veicolo. Il mezzo non può essere demolito, esportato o venduto, perché il PRA ha registrato il vincolo. Inoltre, in caso di incidente stradale l'assicurazione non copre i danni provocati.
Nei casi più gravi, se il debitore non paga, l'ente creditore può avviare le procedure per vendere il veicolo all'asta e recuperare così il credito.
Vediamo ora come verificare online o di persona la presenza di un fermo amministrativo e quali sono le strategie per rimuoverlo.
Sommario
Come si verifica il fermo amministrativo di un’auto
Verificare se un veicolo è sottoposto a fermo amministrativo — per esempio prima di acquistare un'auto usata — è un'operazione gratuita se fatta online, oppure comporta una spesa contenuta se ci si rivolge a un'agenzia di pratiche auto o a un ufficio dell'ACI.
Partiamo dal canale online. L'ACI mette a disposizione un servizio che permette di controllare se su una targa è presente un vincolo, ma serve lo SPID. In alternativa c'è My Car, accessibile sia tramite l'app ACI Space sia dalla sezione 3D del sito ACI, sempre con SPID.
Questi servizi, però, segnalano solo la presenza di un vincolo generico, non necessariamente un fermo amministrativo. Per capire con certezza di cosa si tratta, bisogna fare un passo in più: consultare il DU (il documento che ha sostituito il Certificato di Proprietà e attesta la storia giuridica del veicolo) oppure richiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico, che costa 6,00 euro e si può fare direttamente dal sito dedicato.
In alternativa, ci si può recare fisicamente presso un ufficio ACI o un'agenzia di pratiche auto, con un costo variabile a seconda dell'ente. Le cause che portano al fermo amministrativo sono diverse: mancato pagamento dell'IVA o dell'IRPEF, bollo auto non pagato, oppure sanzioni non saldate per infrazioni del Codice della Strada.
I trucchi per toglierlo
Per cancellare un fermo amministrativo bisogna saldare integralmente il debito e ottenere il provvedimento di revoca dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. A questo punto si aprono due scenari: per i provvedimenti di revoca emessi dopo il 1° gennaio 2020, la cancellazione avviene automaticamente in via telematica senza costi per il cittadino.
Per i provvedimenti di revoca emessi prima di quella data, invece, la richiesta va presentata direttamente dal debitore o da un suo legale rappresentante al PRA, pagando un'imposta di bollo di 32,00 euro.
Un'opzione interessante è richiedere la rateizzazione del debito: una volta approvato il piano di pagamento e versata la prima rata, il fermo viene sospeso e annotato al PRA, consentendo di tornare a circolare regolarmente.
Esistono anche altre strade per rimuovere il fermo amministrativo. La più comune è presentare ricorso e, in caso di esito positivo, riottenere la disponibilità del veicolo per vizi formali nell'emissione del provvedimento. Si tratta di un'ipotesi tipica per le multe e richiede l'intervento di un giudice di pace. Più complesso è il ricorso quando si tratta di bolli auto non pagati, per i quali è competente la commissione tributaria. Nel caso di mancati tributi previdenziali o assistenziali, invece, il proprietario deve rivolgersi a un tribunale ordinario.
Se ritieni che il fermo sia illegittimo (per esempio perché il veicolo era già stato venduto o il debito era già stato pagato), puoi presentare un'istanza di annullamento in autotutela direttamente all'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Caso ancora più specifico è quello della dimostrazione, ai sensi dell'articolo 86 del DPR n. 602/73, che il veicolo sottoposto a fermo è utilizzato per fini lavorativi (per esempio un'auto aziendale necessaria per svolgere la propria professione). In questo caso è fondamentale reagire entro 30 giorni dal preavviso di fermo, presentando un'istanza motivata corredata da documentazione specifica (visura camerale, partita IVA, contratti di lavoro, agenda degli interventi professionali).
Per verificare che il fermo amministrativo sia stato effettivamente risolto, la procedura è semplice e l'abbiamo già descritta. Basta collegarsi al sito ACI nella sezione di verifica gravami e vincoli, dove gratuitamente tramite SPID o CIE è possibile inserire targa, tipo di veicolo e codice fiscale per accertarsi che, dopo aver saldato il debito con l'ente di riscossione, il vincolo sia stato definitivamente cancellato.
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