Come sapere quando scade il bollo auto 2026 e sanzioni se paghi in ritardo

In caso di mancato versamento entro i termini previsti, si applicano sanzioni che scattano immediatamente e aumentano progressivamente con il passare del tempo. La buona notizia è che oggi è possibile verificare la scadenza del bollo in pochi secondi e, qualora ci si accorga di un ritardo, è possibile ridurre le sanzioni effettuando il pagamento tramite ravvedimento operoso. Tuttavia, è fondamentale intervenire tempestivamente: più si rimanda, maggiore sarà l’importo da corrispondere. In questo articolo vedremo come verificare la scadenza del bollo auto, quali sono i costi in caso di mancato pagamento e cosa accade se il mancato pagamento viene protratto nel tempo.
Sommario
Quando scade il bollo auto
La scadenza del bollo segue una logica abbastanza semplice, ma con qualche eccezione regionale che può confondere. Partiamo dal caso più comune: hai già la macchina e il bollo scade ogni anno. Devi pagare quello nuovo entro l'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del vecchio. Esempio pratico: il tuo bollo scade il 15 marzo? Hai tempo fino al 30 aprile per pagare il nuovo. Non conta il giorno preciso, conta il mese.
Per le auto nuove invece cambia. Se immatricoli la macchina, devi pagare il primo bollo entro la fine dello stesso mese. Però c'è un'eccezione: se l'immatricolazione cade negli ultimi 10 giorni del mese, hai tempo fino alla fine del mese dopo. In pratica, se ritiri l'auto il 25 gennaio, puoi pagare entro fine febbraio.
| Situazione | Quando devi pagare |
|---|---|
| Auto già immatricolata | Entro l'ultimo giorno del mese dopo la scadenza |
| Auto nuova | Entro il mese di immatricolazione |
| Auto nuova in Lombardia/Piemonte | Entro fine mese successivo all'immatricolazione |
Queste date non sono trattabili. Non c'è margine di tolleranza: dal giorno dopo la scadenza, scatta la sanzione. E cresce ogni giorno che passa.
Come controllare la scadenza del bollo (in 30 secondi)
Verificare quando scade il bollo è diventato banale. Non serve più andare in posta o chiamare l'ACI: basta la targa. Il metodo più veloce è il sito dell'ACI, sezione "Calcolo del Bollo". Inserisci targa e regione di residenza, e ti dice tutto: quando scade, quanto devi pagare, se hai bolli arretrati non pagati. Funziona sempre e non serve registrarsi.
Se vuoi un sistema che ti avvisa in automatico, hai due opzioni valide. La prima è l'app IO, quella dei servizi pubblici: una volta configurata con SPID o CIE, ti manda una notifica quando si avvicina la scadenza. La seconda è il servizio "RicordaLaScadenza" dell'ACI, che ti avvisa via email o SMS. Però attenzione: questo secondo servizio funziona solo in alcune regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Sicilia, Umbria, Trento e Bolzano). Se vivi altrove, usa l'app IO.
Il consiglio pratico? Usa il sito ACI per controllare subito, poi attiva l'app IO per non dimenticartene più. Costa zero e ti evita sorprese.
Un punto importante da non dimentica è se hai cambiato residenza da poco, verifica che i dati siano aggiornati. Il bollo segue la residenza del proprietario, non dove tieni l'auto. Se risulti ancora residente in una regione diversa, potresti pagare l'importo sbagliato o peggio, non ricevere comunicazioni.
Quanto si paga per il bollo auto in caso di ritardo nel versamento
La questione si fa seria. La sanzione decorre dal giorno successivo alla scadenza e aumenta progressivamente. Maggiore è il ritardo, maggiore sarà l’importo dovuto. Il meccanismo si chiama “ravvedimento operoso” e consente di regolarizzare spontaneamente la posizione versando una sanzione ridotta, evitando l’intervento dell’Amministrazione.
Il principio è il seguente: se si provvede autonomamente al pagamento prima che l’irregolarità sia contestata o prima dell’avvio di un accertamento formale, è possibile beneficiare delle riduzioni previste dal ravvedimento. Qualora, invece, si attendesse l’avvio della riscossione, la sanzione non sarà più ridotta: l’aliquota diventa del 25% dell’imposta omessa (non più 30%), oltre ad interessi e spese. Di seguito si riportano alcuni esempi pratici (applicabili alle violazioni nel regime vigente).
Nei primi 14 giorni, la sanzione è pari a circa 0,0833% per ogni giorno di ritardo (“ravvedimento sprint”). Per i ritardi inferiori a 90 giorni, la sanzione ordinaria è ridotta, e nei primi 15 giorni viene ulteriormente calcolata su base giornaliera. Per un bollo di 200 euro, la sanzione dopo due settimane ammonta a circa 2,33 euro (14 × 0,0833% × 200). Dal 15° al 30° giorno, la sanzione diventa fissa: 1,25% dell’importo (“ravvedimento breve”). Pertanto, nel caso di 200 euro, la sanzione è pari a 2,50 euro, ancora sostenibile. Oltre il primo mese, la situazione diventa più onerosa. Tra 31 e 90 giorni, la sanzione sale all’1,39%. Per 200 euro, l’importo è pari a 2,78 euro (oltre agli interessi). Trascorsi 90 giorni, si entra nello scaglione successivo: la sanzione ridotta è pari al 3,13% fino a circa 1 anno. Nel caso di 200 euro, si pagano 6,25 euro solo di sanzione, più gli interessi.
Gli interessi legali si calcolano giornalmente sull’importo non versato. Nel 2026 il tasso legale è fissato all’1,60% annuo, quindi l’ammontare effettivo varia in base ai giorni di ritardo, ma il principio rimane: più si ritarda, più si spende.
| Ritardo | Sanzione senza interessi (ravvedimento) |
|---|---|
| Fino a 14 giorni | 0,0833% al giorno |
| 15-30 giorni | 1,25% |
| 31-90 giorni | 1,39% |
| 91 giorni - 1 anno | 3,13% |
| 1-2 anni | 3,57% |
| Oltre 2 anni | 4,17% |
| Atto/recupero (niente ravvedimento) | 25% + interessi + spese |
La differenza tra il pagamento tempestivo e l’attesa dell’azione esecutiva è significativa. Se si rileva il ritardo entro un mese e si effettua subito il versamento, l’onere è contenuto (nell’esempio di 200 euro, circa 2,50 euro di sanzione + interessi). Se si attende il recupero coattivo, la sanzione può salire di 50 euro (25% su 200 euro), oltre a spese e interessi. È possibile accedere al ravvedimento fino a quando non si è oltre i termini massimi o non si è già oggetto di contestazioni o controlli notificati. Pertanto, in caso di ritardo, è consigliabile provvedere tempestivamente: ogni giorno comporta un costo aggiuntivo.
Cosa succede se non paghi il bollo auto per anni
Ignorare il bollo per anni non è una buona strategia. Prima o poi ti arriva un atto di riscossione, e lì i conti diventano salati. Ma non è solo una questione di soldi: se non paghi per almeno tre anni consecutivi, rischiano di avviare la radiazione d’ufficio della macchina dal PRA. Sì, hai capito bene: possono cancellarla dai registri.
La procedura funziona così. Dopo che scade il termine per il ravvedimento operoso (o comunque dopo che il tributo resta insoluto), la Regione (o l’ente che gestisce il bollo nella tua zona) avvia il recupero e può iscrivere il debito a ruolo. Questo significa che la riscossione passa all’agente competente (spesso Agenzia delle Entrate-Riscossione), che ti manda la cartella. Da quel momento hai 60 giorni per pagare, altrimenti possono partire le procedure di recupero: fermo amministrativo, e nei casi previsti anche azioni esecutive come pignoramenti su stipendio o conto corrente.
Se continui a ignorare tutto per tre anni di fila, entra in gioco l’articolo 96 del Codice della Strada. Non è un automatismo “istantaneo”: l’ACI/PRA ti notifica l’avvio della procedura di radiazione d’ufficio e ti dà un tempo per metterti in regola (in genere 30 giorni dalla notifica per dimostrare il pagamento). Se non lo fai, la macchina viene cancellata dal PRA. A quel punto non puoi più circolare, non puoi venderla in modo regolare, non puoi fare niente. Per rimetterla in regola devi saldare le pendenze e poi avviare le pratiche per tornare a registrare correttamente il veicolo: a seconda dei casi si parla di reiscrizione al PRA o di procedure più complesse (in alcuni casi anche reimmatricolazione). Un casino totale.
| Cosa succede | Quando | Conseguenze reali |
|---|---|---|
| Iscrizione a ruolo | Dopo che il bollo resta insoluto (oltre il ravvedimento) | Il debito passa alla riscossione |
| Cartella di pagamento | Qualche mese dopo | Sanzione “piena” (oggi tipicamente 25%) + interessi + spese di notifica |
| Fermo amministrativo | Se non paghi la cartella | Non puoi circolare (e sbloccarlo richiede il pagamento) |
| Radiazione dal PRA | Dopo almeno 3 anni consecutivi non pagati | Avvio procedura + notifica; se non regolarizzi, cancellazione d’ufficio |
| Prescrizione | 31 dicembre del terzo anno successivo | Dopo questa data, senza atti notificati, non possono più chiederti nulla |
Esiste tuttavia un aspetto rilevante da considerare: il bollo auto è soggetto a prescrizione. Il diritto della Regione a richiedere il pagamento si estingue, in generale, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il tributo era dovuto.
Ad esempio, il bollo relativo all’anno 2023 si prescrive il 31 dicembre 2026. Trascorsa tale data, in assenza di notifiche ufficiali, il debito non è più esigibile. È però importante sottolineare che la prescrizione può essere interrotta da qualsiasi atto formale notificato — come una comunicazione ufficiale o un atto di accertamento/riscossione — facendo decorrere nuovamente i termini. In teoria, quindi, si potrebbe attendere la prescrizione. Nella pratica, si tratta di una scelta rischiosa: qualora la Regione intervenga prima della scadenza, il contribuente sarà tenuto a versare l’intero importo, comprensivo di sanzioni e interessi. Inoltre, il mancato pagamento espone al rischio di provvedimenti amministrativi come il fermo del veicolo o l’avvio della radiazione.
Un ulteriore elemento spesso sottovalutato è che, anche in caso di prescrizione, la morosità può risultare ancora “visibile” finché non viene chiarita con atti e verifiche. In fase di vendita del veicolo, l’eventuale acquirente potrebbe rilevare la presenza di bolli non pagati e chiedere una riduzione del prezzo o rinunciare all’acquisto. In definitiva, il risparmio derivante dall’attesa della prescrizione è spesso solo apparente.
In sintesi
Il pagamento del bollo auto è un obbligo che non può essere evitato, ma può essere gestito senza difficoltà. Controllare la scadenza richiede pochi secondi e, in caso di ritardo, pagare subito tramite ravvedimento operoso consente di evitare sanzioni molto più elevate rispetto a una cartella esattoriale. Attivare le notifiche automatiche, conservare le ricevute di pagamento e verificare che i dati di residenza siano aggiornati sono accorgimenti semplici ma fondamentali. Inoltre, poiché alcune Regioni prevedono esenzioni o agevolazioni per specifiche tipologie di veicoli, è sempre consigliabile verificare sul sito regionale se si ha diritto a uno sconto che, anche a fronte di una semplice richiesta, può tradursi in un risparmio annuo rilevante.
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