1973: nasce la prima generazione, la Countach LP 400
Il successo della Countach LP 500 è immediato e totale. La Countach, però, non è pronta, è una “idea car” pensata per saggiare le reazioni delle persone. Si decide di cominciarne lo sviluppo per poterla fare entrare in produzione quanto prima e ci vorranno circa 2 anni di intenso lavoro, svolto su strada in lunghe giornate di guida dal mitico collaudatore neozelandese Bob Wallace, per portare il prototipo Countach LP 500, esposto anche ai saloni “1971” di Parigi e Torino, a diventare una vettura di serie. Si renderanno necessarie parecchie modifiche, soprattutto legate al raffreddamento del motore e all’ingresso aria nel suo vano e, per questo motivo verranno aggiunte due prese d’aria laterali Naca e due convogliatori sopra le prese d’aria del radiatore. Cambia leggermente la forma del frontale, alzato di un paio di centimetri.
Dopo i primi test su strada, il motore 5 litri si rivela ancora troppo acerbo e delicato e viene, quindi, sostituito con un motore da 4 litri. Al Salone di Ginevra del marzo 1973 debutta ufficialmente la Countach LP 400, con la vettura telaio #1120001, una vettura prototipo preserie molto simile in tutto a quella che poi sarà la vettura di serie. Rispetto alla Countach LP 500, la LP 400 si differenzia dal punto di vista tecnico in primo luogo per l’adozione di un telaio tubolare a traliccio anziché essere caratterizzata da una struttura autoportante. La carrozzeria, inoltre, è realizzata con pannelli in alluminio, non più in acciaio, e adotta tutte le modifiche estetiche e tecniche che si erano viste necessarie durante lo sviluppo. La macchina, presentata a Ginevra di colore rosso, sarà successivamente esposta, verniciata in colore verde medio, ai saloni 1973 IAA di Francoforte, Parigi e Earls Court London. Venduta in Svizzera, verrà ritrovata all'inizio degli anni 2000 ed è oggi di proprietà di Automobili Lamborghini, esposta presso il museo aziendale, il MUDETEC.
La Countach di serie ha quindi un telaio tubolare con tubi in acciaio a diametro differenziato, completato da un fondo in fibra di vetro e da pannelli di lamiera per “chiudere” il vano motore e bagagliaio. Rigidissimo, offre numerosi vantaggi anche in termini di massa e sarà mantenuto, praticamente invariato, per tutti gli anni della produzione.
Il motore 4 litri (3929 cc), alimentato da 6 carburatori doppio corpo Weber 45 DCOE, sviluppa 375 cavalli a 8000 giri/min. per una velocità massima prossima ai 300 Km/h. Le sospensioni traggono origine da quelle delle vetture da competizione, con triangoli di diversa lunghezza, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice all’avantreno e, al retrotreno, trapezi superiori e triangoli inferiori, con doppio ammortizzatore regolabile per ogni ruota e barra antirollio. I freni sono a disco, autoventilanti con pinze di nuovo tipo, nate per le competizioni. Considerata da molti la versione più pura del disegno di Marcello Gandini, la LP 400, con 152 esemplari prodotti fino al 1977, è oggi la versione più ambita dei collezionisti.