Recensione BYD Seal U: il SUV cinese più credibile sul mercato?

Se le prime auto cinesi non hanno convinto in queste aree, conquistando i primi clienti principalmente con un prezzo più basso delle dirette rivali, l’obiettivo della BYD Seal U è stato, fin dall’inizio, quello di far ricredere i più scettici, permettendo a questo SUV da quasi 4,80 metri e al marchio “Build Your Dreams” di farsi spazio tra i costruttori generalisti.
Lanciata nel 2024 sul mercato europeo, la “nostra” Seal U è nota sul mercato asiatico come “Song Plus”, ed è stata presentata sia in patria che in Europa (Italia compresa) prima come SUV 100% elettrico e poi in versione DM-i, l’ibrida Plug-In che, grazie ad un prezzo molto aggressivo, si è fatta spazio nel listino ed è diventata una delle ibride ricaricabili più vendute sul mercato.
Caratterizzata da uno stile piuttosto particolare, che unisce alcuni stilemi della berlina Seal a cui si ispira (ma con la quale non condivide la meccanica) a linee pulite e razionali, fin troppo conservative e “orientali”. All’interno, invece, rispetto ad altri modelli della Casa cinese ha un’impostazione più classica, con volante, quadro strumenti e selettore di cambio e modalità di guida più simili a quelli che ci saremmo potuti aspettare da un’auto europea, così come la forma della plancia. Lo spazio generoso e la qualità degli assemblaggi, poi, rendono la Seal U un SUV di qualità ad un prezzo davvero concorrenziale, soprattutto a fronte di ingombri da SUV di medio-grandi dimensioni. Disponibile con cinque motorizzazioni, due elettriche e tre ibride Plug-In, la Seal U punta tanto sulla versione DM-i, il suo “super ibrido” che convince per l’autonomia generosa e le prestazioni della versione a trazione integrale. La guida, però, è molto turistica.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La BYD Seal U in 5 punti
- Motorizzazioni – Quattro versioni tra cui scegliere, due elettriche (motore da 218 CV e due batterie, da 72 e 87 kWh) e due ibride Plug-In, la DM-i da 218 CV complessivi con due tagli di batteria (18,3 e 26,6 kWh) e la DM-i AWD da 324 CV e 18,3 kWh di batteria.
- Design – Lo stile è particolare, perché unisce alcuni stilemi della berlina Seal, come il frontale appuntito e il posteriore filante, con linee e proporzioni da classico SUV pacioso e familiare.
- Interni – L’abitacolo è realizzato con buona cura, i materiali sono piuttosto buoni e diversi comandi sono ancora fisici. Non manca l’enorme display rotante, uno dei simboli delle prime BYD, mentre lo spazio è generoso sia davanti che dietro.
- Tecnologia – Tutte le versioni hanno di serie la guida autonoma di Livello 2, con la più ricca Design che aggiunge solo l’Head-Up Display. Tutte le varianti hanno di serie il quadro strumenti digitale e il sistema di infotainment con schermo rotante.
- Prezzi – La versione d’attacco con powertrain Mild Hybrid DM-i ha un prezzo inferiore ai 40.000 euro. Partono da circa 44.000 euro le elettriche, mentre la più ricca e potente DM-i con motore turbo arriva a 48.000 euro. Non ci sono optional.
Com’è fuori
A livello estetico, la BYD Seal U è caratterizzata da una carrozzeria che unisce le linee di un classico SUV da 4,80 metri, con quindi un cofano lungo e alto, una fiancata massiccia e un posteriore squadrato, con gli stilemi della berlina elettrica Seal che, in fase del restyling del 2023 arrivato in Cina, le sono stati adattati. Il frontale, infatti, è decisamente personale, e riprende la forma dei fari, del paraurti anteriore carenato e “a becco” e del paraurti anteriore con le prese d’aria e le due finiture orizzontali al centro della berlina elettrica con cui condivide parte del nome.
La fiancata, invece, riprende dalla Seal il disegno discendente del lunotto, ma lo stile è razionale e massiccio, come si confà ad un SUV di questa stazza. In coda, invece, troviamo un enorme portellone che da accesso ad un__ bagagliaio da 552 litri__ sulle elettriche, una firma luminosa a tutta larghezza e un disegno che, anche in questo caso, dimostra un certo adattamento delle linee della Seal alle proporzioni di un SUV di queste dimensioni. La versione DM-i ibrida Plug-In, invece, deve fare i conti con l’ingombro delle batterie, e si deve quindi accontentare di 425 litri di capacità (127 litri di deficit). Sono queste, quindi, le dimensioni della BYD Seal U:
- Lunghezza: 4.785 mm
- Larghezza: 1.890 mm
- Altezza: 1.660 mm
- Passo: 2.765 mm
- Bagagliaio: 552-1.440 litri (425-1.440 litri DM-i)
Com’è dentro
Salendo a bordo, la BYD Seal U sfoggia un abitacolo razionale, meno minimale degli interni di altre BYD, con un classico volante a tre razze con comandi fisici dietro al quale si trova un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici con un pannello di buona qualità. Rispetto alle rivali europee, però, è la grafica, il software e alcune scelte come, ad esempio, i dati sul consumo medio, sono poco comprensibili. Non mancano, poi, dei comandi fisici sul tunnel centrale per modalità di guida, comandi rapidi e selettore del cambio, mentre l’abitacolo è realizzato con una buona qualità costruttiva, materiali morbidi e assemblaggi realizzati con sufficiente cura. Lo spazio è generoso davanti, e anche dietro non mancano i centimetri in tutte le direzioni, con un abitacolo che sfrutta fino in fondo i 4,80 metri di lunghezza.
La star dell’abitacolo, almeno nelle prime “uscite” con la vettura, è sicuramente il display rotante dell’infotainment da ben 15,6 pollici di diagonale. Orientato, di default, in posizione orizzontale, è possibile posizionarlo verticalmente al tocco di un comando sul display o direttamente sul volante, magari per vedere meglio la lista delle stazioni radio o la navigazione. Essendo molto grande, quando è posizionato verticalmente può coprire le bocchette dell’aria posizionate più in basso, mentre essendo basato su Android può offrire anche la possibilità di affiancare due funzioni allo stesso tempo. In realtà, il sistema ha una grafica molto orientale, colorata e un po’ complicata, che non convince fino in fondo se si confronta ai più raffinati sistemi delle Case occidentali. Non mancano le funzioni, ma con colori e logiche di funzionamento simili ad un grande tablet Android. Non mancano, comunque, Apple CarPlay e Android Auto.
Come si guida la BYD Seal U: comoda e silenziosa, ma non incide
Con qualsiasi motorizzazione, la Seal U punta su comfort e silenziosità, scegliendo di accantonare il piacere di guida e una dinamica particolarmente raffinata per cercare il massimo della comodità. Come da tradizione sulle vetture cinesi, infatti, le sospensioni sono tarate per essere morbide e accondiscendenti sulle buche più grandi, regalandole un ottimo assorbimento in città. Le versioni elettriche, poi, con 218 CV sono sufficientemente pronte senza essere mai rapide, con un’erogazione più lineare di altre elettriche. Scegliendo, invece, l’ibrida Plug-In DM-i con motore termico 1.5 aspirato da circa 100 CV, i CV di picco sono gli stessi, 218, ma le prestazioni sono leggermente migliori (8,9 secondi contro 9,3 secondi lo 0-100 km/h). La versione d’accesso Boost può contare su una batteria da 18,3 kWh, che le regala un’autonomia di 80 km nel ciclo misto WLTP, mentre l’intermedia Comfort aggiunge una batteria più grande da 26,6 kWh, che porta l’autonomia a 125 km (WLTP).
La top di gamma è la DM-i “Super Ibrida” Design AWD, con motore 1.5 turbobenzina e doppio motore elettrico: qui la potenza raggiunge i 324 CV, l’accelerazione 0-100 km/h è coperta in 5,9 secondi e la batteria è quella da 18,3 kWh, per un’autonomia WLTP di 70 km. Con qualsiasi powertrain, comunque, la Seal U è piuttosto impacciata tra le curve, complice uno sterzo leggero ma poco preciso, sospensioni piuttosto cedevoli e un telaio che offre una buona stabilità, ma non è a suo agio quando si spinge. Le DM-i con motore aspirato, poi, in piena accelerazione si fanno sentire con il suono del motore termico, mentre grazie alla maggiore potenza la DM-i con motore turbo tiene più basso il numero di giri. L’agilità non è il massimo, complice un peso che, sulle DM-i, eccede i 2.100 kg. Le autonomie delle varianti elettriche, infine, sono solo discrete: 420 km WLTP per la variante da 72 kWh, 500 km per la più grande batteria da 87 kWh.
Gli ADAS e la sicurezza
Al contrario di tante vetture di origine cinese, la Seal U non rinuncia ad una generosa dotazione di assistenti alla guida, che le permettono di offrire su ogni allestimento la guida autonoma di Livello 2. Già dalla versione base Boost, infatti, è di serie il Cruise Control adattivo, il mantenitore attivo di corsia, il sensore per l’angolo cieco, la frenata automatica, il riconoscitore dei segnali stradali, il sistema di telecamere a 360 gradi e, tra le dotazioni di pregio che abbassano lo stress alla guida, ci sono i sedili anteriori e posteriori ventilati e riscaldabili.
Per dimostrare la sicurezza della sua vettura, BYD ha messo alla prova la Seal U nei classici crash test di EuroNCAP, il celeberrimo ente indipendente per la sicurezza stradale attiva e passiva. Il severo test è stato passato con il massimo dei voti dal SUV cinese, che ha totalizzato un punteggio di cinque stelle nel suo test del 2023. La Sport Utility orientale si è poi distinta per ottimi punteggi nella protezione degli adulti (90%) e dei bambini (86%), mentre sono buoni anche i punteggi riguardanti gli utenti deboli della strada (83%) e gli assistenti alla guida (77%).
Perché scegliere la BYD Seal U e perché no
Spaziosa, comoda e assemblata con giusta cura, la BYD Seal U è diventata una delle vetture ibride più vendute in Italia, capace di convincere con i suoi contenuti offerti ad un prezzo davvero concorrenziale. Numeri alla mano, infatti, nel 2025 (primo anno di presenza continuativa) BYD ha immatricolato in Italia quasi 14.500 esemplari di Seal U, facendola diventare per distacco l’auto ibrida Plug-In più venduta nel nostro Paese. Il successo è da attribuire anche alla popolarità del SUV cinese nel mondo delle flotte e delle auto aziendali, che ha dato un netto contributo allo Sport Utility BYD.
In ogni caso, il suo successo non è puramente fortuito: lo spazio a bordo è davvero generoso, e i viaggi sono confortevoli grazie ad un’insonorizzazione di qualità e ad una buona qualità costruttiva. Solo il bagagliaio delle versioni ibride Plug-In è sotto tono, mentre tra le note stonate di questo Sport Utility c’è una dinamica di guida ancora inferiore alle rivali dirette occidentali. Tra le curve e in fatto di prestazioni ed efficienza, la Seal U è ancora lontana dalle rivali, che ormai ha avvicinato (se non superato) in termini di qualità dei materiali, tecnologia e rapporto qualità-prezzo-contenuti. Va scelta, quindi, se si cerca un’auto spaziosa, pratica e comoda, ma non si vogliono prestazioni da urlo, una dinamica di guida raffinata o un’autonomia degna di nota sulle versioni elettriche, un po’ lontane dall’efficienza delle europee paragonabili.
