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Lambretta

Lambretta: il mito su due ruote degli anni '50 e '60.

La Lambretta nasce nel 1947 negli stabilimenti della Innocenti, a Milano, esattamente nel quartiere di Lambrate; è proprio il fiume Lambro, che scorre in zona, a dare origine al nome del mezzo a due ruote che, assieme alla Vespa, oltre a costituire un fenomeno di vendite senza precedenti, è considerato l'antenato degli scooter moderni. Il successo immediato e sorprendente convince l'azienda a concedere, già dopo pochi anni, le licenze per la realizzazione del veicolo al di fuori dei confini nazionali. Tra gli altri, Spagna ed India, oltre ad alcuni Paesi del Sud America come Brasile, Argentina e Cile. Lambretta e Vespa sono conosciute a livello mondiale: nessun altro veicolo a due ruote, infatti, è riuscito ad ottenere un simile successo. Il telaio proposto da Innocenti, pur non basandosi su un unico pezzo (la carrozzeria è assemblata su una struttura tubolare rigida), ha molti punti in comune con quello della Vespa. In particolare, la conformazione "a piattaforma" consente al guidatore di appoggiare i piedi durante la guida; una novità rispetto alla tradizionale posizione "a cavalcioni" proposta dalle motociclette. Altre caratteristiche condivise tra Lambretta e Vespa sono il motore a 2 tempi (funzionante con una miscela di benzina e olio), la presenza di 3 marce ed una cilindrata compresa tra i 49 e i 198 cc. A distinguere i primi modelli da quelli proposti dalla "rivale" è la "carrozzeria scoperta", adottata in luogo di quella carenata. A partire dal modello "C", risalente al 1950, iniziano ad essere lanciate sul mercato anche versioni carenate. Proprio tale modello è il primo a riscontrare un enorme successo di pubblico, tanto da indurre la casa produttrice ad optare, dal 1957, esclusivamente per la carrozzeria chiusa, ad eccezione del modello "LUI".

Dal successo degli anni '60 alla crisi.

Tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 vengono adottati alcuni cambiamenti a livello meccanico, che portano al lancio sul mercato di diverse serie; si ricordano il modello "LI", proposto in più versioni fino al 1972, il "TV" (Turismo Veloce) e il modello "SX" (Special X). Gli ultimi due devono gran parte del loro successo alle prestazioni maggiorate e al look estremamente raffinato. Inoltre, il "TV" vede la presenza di freni a disco anteriori, mai proposti in passato da nessuna azienda a livello mondiale. Ad attirare i giovani verso i due motoscooter più famosi è la possibilità di creare modelli "customizzati", ottenendo un mezzo altamente personalizzato e difficilmente replicabile. La Lambretta, ancora oggi, è ricordata con grande affetto da chi ha vissuto in prima persona gli anni '50 e '60, tanto che sono ancora molti gli appassionati di questo scooter. Non a caso a Rodano, in provincia di Milano, può essere visitato il "Museo dello Scooter e della Lambretta". È il boom economico che interessa la parte occidentale dell'Europa alla fine degli anni '60 a far calare improvvisamente le vendite. Molti consumatori, infatti, iniziano a dirottare i propri acquisti verso le auto, divenute alla portata di tutti. La Innocenti si trova così, inaspettatamente, a far fronte a problemi finanziari; ad approfittare della situazione è la BMC (British Motor Corporation), che propone all'azienda la produzione della vettura "Mini" su licenza. La Lambretta finisce per essere venduta alla BMC ma, visto il progressivo calo di interesse da parte dei consumatori, la sua produzione cessa nel 1971. L'anno successivo il governo indiano decide di acquistare la catena di montaggio; la situazione dell'India, infatti, in tale periodo è per molti versi simile a quella dell'Italia del Dopoguerra, rappresentando l'ambiente adatto per il rilancio dello scooter. L'azienda SIL, di proprietà statale, comincia a realizzare i nuovi modelli nel 1974, continuando fino al 1998.

La rinascita italiana grazie al modello LN.

Solo nel 2012 la Lambretta torna ad essere prodotta, dopo circa 40 anni di assenza, in Italia, grazie all'azienda Motom di Ghisalba, che ha dato seguito al prototipo presentato nel 2011. Si tratta di un progetto interamente italiano, che vede all'opera Alessandro Tartarini, già noto per la sua collaborazione su diversi modelli Italjet. Sono due le versioni presentate sul mercato: la 125 LN (da 125 cc) e la versione LN 151 (da 151 cc). A caratterizzare la 125 LN, ispirata alla vecchia serie "Special", modello risalente alla metà degli anni '60, sono il motore 4 tempi (omologato Euro 3), il freno a disco anteriore e la presenza di un telaio moderno dotato di sospensioni "irrobustite". Inoltre, si propone con una livrea bicolore, permettendo agli acquirenti di scegliere tra 5 diverse combinazioni cromatiche. Se il modello LN da 125 cc, è reso disponibile in tutto il mondo, la versione da 151 cc rappresenta un'esclusiva del mercato italiano. La sua cilindrata, inoltre, ne rende possibile l'impiego in autostrada.