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Malaguti - comprare o vendere moto usate o nuove - AutoScout24

Malaguti

Malaguti: 80 anni di Made in Italy fra ricerca e innovazione.

Il marchio Malaguti nasce nel 1930 a Bologna, dal costruttore di biciclette Antonio Malaguti. Ma è con il Dopoguerra che conosce il vero boom, cominciando una sfolgorante carriera nella produzione di ciclomotori. Il modello d’esordio fu il celebre Mosquito del 1949: un economico ciclomotore a telaio centrale, dotato di trazione a rullo e motore Mosquito-Garelli. Negli anni successivi, importanti modifiche tecniche e migliorie evidenti portano all’uscita di un nuovo esemplare. L’Express del 1957 manteneva il telaio Mosquito, con l’aggiunta di sospensioni anteriori e posteriori, un serbatoio più capiente e motore a due tempi 49 cc, firmato Express Werke. Gli anni Sessanta rappresentano un vero e proprio periodo di svolta per il brand emiliano. Un giro di boa dettato dalle esigenze di un mercato in crescita e da un’Italia che entra nel vivo della sua fase di motorizzazione. Il motorino diventa uno status symbol per studenti e lavoratori, sempre più vogliosi delle due ruote. L’azienda accontenta le richieste, presentando nel 1963 lo sportivissimo 50 Gransport - proposto anche in Francia con il nome di 50 Olympique - e poi il 50 Roncobilaccio, tra i primi modelli di ciclomotori italiani fuoristrada. Il 1974 è l’anno in cui vede la luce uno degli esemplari più amati e longevi del marchio Malaguti: il Fifty. Motorino con marce, del gruppo dei “tuboni”, così chiamati per il telaio tubolare monotrave a diametro ampliato e adatto al contenimento del serbatoio. La produzione continua fino al 1997, senza dimenticare di citare il FIFTY TOP 50. L’ultimo restyling risale al 1994: carenatura dal design ammorbidito, motore Franco Morini serie G, a 4 marce e strumentazione completa di: contagiri, tachimetro, contachilometri, spia frecce, cambio in folle, temperatura acqua e carburante. Le scelte compiute negli anni Novanta dimostrano il nuovo interesse per gli scooter. Alle proposte fatte dai suoi competitors - come l’Aprilia SR, l’Aerox, il Piaggio Zip e l’Atala Hacker - il marchio risponde con un innovativo Malaguti Phantom. Inizialmente presentato nella cilindrata 50 cm³, seguono modelli dai 100 ai 250 cm³. Prodotto fino al 2006 con la sigla F12, in due differenti versioni - con impianto di raffreddamento liquido o ad aria -, esce rinnovato nello stesso anno, col nome di Phantom F12 R. Quest’ultimo dotato di propulsore Minarelli per l’impianto a raffreddamento liquido - con doppio freno a margherita - e motore Keeway Motors per l’impianto ad aria. Se si è in cerca di uno scooter o moto usata, in grado di garantire prestazioni di alto livello e design ricercato, Malaguti rende disponibili un’ampia gamma di modelli. Il Malaguti Centro è tra gli esemplari più apprezzati dal mercato dell’usato: adatto per muoversi nel traffico cittadino, risulta particolarmente confortevole in media percorrenza.

Fatti per durare.

Nonostante lo stop definitivo posto alla produzione di ciclomotori - nel 2011 -, Malaguti riesce ancora a tenere banco nel mondo dell’usato. Il merito vai ai tanti modelli del marchio, che grazie ad una meccanica avanzata e sempre all’avanguardia, si mostrano competitivi rispetto ai modelli recentissimi delle altre case costruttrici. Tra gli ultimi famosi usciti in versione incrementata: il BLOG 125/160 cc. Forme moderne ed eleganti per assicurare una guida ricca di comfort. Sella bassa da terra, parabrezza rinforzato, 2 freni a disco, fanali ad alta luminosità, interasse compatto e pedana piatta: solo per descrivere alcune delle principali caratteristiche tecniche. BLOG 160 è disponibile anche in accompagnamento a kit “all weather”. Una sorta di carenatura, composta da plexiglass e tettuccio, per affrontare ogni situazione climatica.

SpiderMax RS 500: massima libertà su strada e potenza.

Arriva al grande pubblico nel 2008 - ed è tuttora un gioiello del marchio emiliano - la versione rinnovata dello SpiderMax GT 500. Dal vecchio 460 cc si fa un grosso salto di qualità con il nuovo Piaggio 493 cc. Il motore è un 4 tempi monocilindrico orizzontale, Euro 3: l’erogazione diventa più dolce mentre i consumi rimangono entro gli standard. Tra le migliorie degne di nota, va considerata l’adozione di uno sfondo bianco per la lettura analogica della velocità, posto al centro del cruscotto: una scelta pratica che ottimizza la visibilità anche di notte. Il design generale dello SpiderMax 500 acquista valore in termini di linea sportiva e dinamismo; risultano completamente ridisegnati parte frontale, parte posteriore e carena. La marmitta presenta una nuova protezione cromata e le luci di posizione si illuminano in modo assolutamente originale: a forma M, per ricordare la casa madre. L’RS conta inoltre un capiente vano sottosella - capace di contenere anche 2 taschi integrali - e ruote di diametro 16” per un’ottima tenuta. Insomma, si tratta a tutti gli effetti di una Sport Utility Spider. Perfetta sintesi tra moto automatica, motocicletta e automobile.