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Moskvich, dalle origini al secondo dopoguerra

All'epoca, l'azienda sovietica si chiamava GAZ KIM ovvero Fabbrica Automobili di Stato nel nome della Gioventù Internazionale Comunista. Nel 1941 però, gli stabilimenti furono smontati e trasferiti oltre i monti Urali, in territorio asiatico, per sfuggire all'attacco tedesco. Nella nuova sede, la compagnia si dedicò alla costruzione di veicoli militari per sostenere lo sforzo dell'Union Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo la fine del conflitto, la Moskvich entrò in possesso delle linee produttive Opel del Brandenburgo e, a partire dal 1945, furono prodotte due vetture, la 400 e la 401, basate sull'Opel Kadett. Questi veicoli, senza dubbio robusti, risultavano già antiquati al momento dell'uscita dallo stabilimento visto che la Kaddett, in Germania, era fuori produzione già dal 1940.

Gli anni '60 e '70: il periodo d'oro

Anche se come brand non riuscì mai ad assumere il ruolo di riferimento per il mercato sovietico, la Moskvich conobbe il periodo di maggior successo commerciale tra gli anni '60 e '70 e precisamente quando, sotto il nome di Fabbrica automobili nel nome di Lenin Kosmol, riuscì ad esportare i suoi modelli in tutto il mondo, aprendo anche uno stabilimento in Bulgaria che restò attivo per circa un trentennio. Nel periodo di maggior successo commerciale era necessario attendere diversi mesi dall'ordinazione per ricevere la propria auto. Fino agli anni '80, segno distintivo dell'azienda furono la trazione posteriore, estetica solida e le sospensioni a balestra.

La bancarotta e la chiusura

Caduto l'impero sovietico, nonostante tra gli anni '80 e gli anni '90 il marchio cercò di modernizzarsi con alcuni modelli innovativi e nuove soluzioni tecnologiche, andò incontro ad una crisi sempre più profonda tanto che, nel 2001, fu interrotta la produzione e nel 2002 terminò anche la vendita dei pezzi di ricambio. A nulla valsero i tentativi di un nuovo gruppo di investitori che acquistò il gruppo all'asta, cercando di produrre in Russia automobili Renault su licenza: la crisi era ormai irreversibile e le attività della Moskvich cessarono definitivamente.