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Piaggio Quargo

Piaggio Quargo: l’erede dell’Ape Poker

In origine fu l’Ape Poker. Poi Piaggio capì che l’idea era talmente vincente che si poteva pensare di realizzare un modello indipendente sulla base di quel concetto. Era il 2004 quando l’azienda di Pontedera presentò per la prima volta il Quargo, quadriciclo leggero basato sullo stesso pianale del Piaggio Porter, dal quale recupera anche l’impostazione meccanica e molta componentistica, incluse, ad esempio, le portiere. Il Quargo era spinto da un due cilindri a gasolio con cilindrata di 686 cc realizzato dalla Lombardini, che forniva già altre unità alla Piaggio, e poteva contare su una potenza di 18 cavalli (13 kW) che gli permetteva di raggiungere una velocità massima di 80 km/h.

Il Quargo aveva un grande vantaggio. Come altri mezzi prodotti dalla Piaggio poteva essere guidato dai possessori di patente B. Anzi, anche da quelli con patente A1, se conseguita prima del 2013. Il che lo rendeva molto poco “impegnativo” e molto versatile. Soprattutto perché aveva gamma articolata su versioni pick-up, pick-up con cassone ribaltabile, furgone e kit centinato. In base alla versione la portata utile poteva raggiungere i 750 kg. Il Piaggio Quargo è restato in commercio fino alla fine del 2016. Con l’entrata in vigore delle normative Euro 6 anche per i quadricicli, l’azienda di Pontedera ha preferito razionalizzare la propria offerta puntando tutto sul Porter e mandando in pensione il Quargo.

Piaggio Quargo: com’è fatta, pro e contro

Quargo è stato in un certo senso il fratello minore di Porter e, come detto, a differenza di quest’ultimo, poteva essere condotto anche da chi era in possesso di patente A1. Di conseguenza, poteva essere utilizzato anche da chi aveva compiuto sedici anni. Offriva grandi doti di carico ad un prezzo di vendita e a costi d’esercizio ridotti all’osso. Essendo immatricolato come quadriciclo pesante, infatti, permetteva di risparmiare anche sulla polizza dell’assicurazione e sulla tassa di possesso annuale. Puntava tutto su economicità e affidabilità.

Lungo poco meno di 3,49 metri e largo 1,46, aveva pianale di carico molto ampio, con una lunghezza di 2,15 metri e una larghezza di 1,4 metri. Il tanto spazio a disposizione era favorito anche da uno schema meccanico che vedeva il motore integrato sia con il gruppo cambio sia con il differenziale, minimizzando gli ingombri. Inoltre, questo piccolo mezzo commerciale, favoriva il carico di oggetti anche ingombranti grazie ad un’altezza da terra molto ridotta (la soglia si trovava a 76 centimetri dal piano stradale) e, nella versione cassonata, grazie alla presenza di tre sponde tutte ribaltabili. Dal punto di vista estetico il Piaggio Quargo si riconosceva per un frontale abbastanza ricercato, con paraurti in plastica dalla forma fasciante che si allunga fino alla mascherina e due fari rettangolari, anch’essi dotati di cornice in plastica nera. Rispetto ad altri mezzi di questo tipo, aveva una cabina dalla forma abbastanza stondata, con parabrezza inclinato. Nel 2007 ne arrivò sul mercato una versione aggiornata, che vista da fuori si distingueva per un paraurti anteriore con mascherina incorporata e per nuovi fari, più rotondi e affusolati, che ricordavano più da vicino quelli del Piaggio Porter.

Pensato per muoversi nello stretto, il Piaggio Quargo si è sempre trovato a proprio agio nei centri urbani e in spazi ridotti. In questi scenari poteva contare infatti su dimensioni ridotte e un raggio di sterzata di soli 3,7 metri. Pensato per muoversi anche su terreni accidentati, il Quargo presentava uno schema di sospensioni abbastanza ricercato. All’anteriore mostrava un classico MacPherson, mentre per il retrotreno puntava su una soluzione a ruote interconnesse. Dentro la cabina i due occupanti erano accolti da un ambiente molto semplice e spartano ma che non rinunciava a soluzioni dalla grande utilità. C’era, ad esempio, un capiente vano porta oggetti sotto il sedile del conducente e, oltre a questo, vi si trovavano anche altri vani per la sistemazione di oggetti e documenti.

Piaggio Quargo: allestimenti, motori e prezzi

Per quanto riguarda la meccanica, il Piaggio Quargo era disponibile solo nella già citata versione diesel da 18 cavalli. A livello di carrozzeria, invece, tante erano le varianti disponibili. Si partiva dalla possibilità di acquistare il telaio “nudo” per poterlo allestire in base ad esigenze specifiche, e lo si poteva scegliere in versione cassonata, sia pick-up, sia tipper (con pianale ribaltabile). Entrambe avevano le sponde realizzate in lega leggera. La variante furgonata, infine, vantava una capacità di carico superiore ai tre metri qubi ed era dotata di chiusure power-brace e anti-racking a protezione del carico. Al momento dell’acquisto del Piaggio Quargo, il nuovo proprietario poteva scegliere tra una serie di accessori a catalogo. C’era il kit centinato, che permetteva di trasformare la versione pick-up in un veicolo per il trasporto di beni di genere alimentare al coperto, e c’erano i bull bar – anteriore e posteriore – per proteggere la carrozzeria dai piccoli urti. C’erano anche il roll-bar, offerto di serie sulla versione Tipper, che oltre a proteggere in caso di incidente offriva un ottimo appoggio per il fissaggio di oggetti ingombranti, e il kit “sovrasponde” che si rendeva molto utile nel trasporto di oggetti leggeri ma di grosse dimensioni, contenendo il rischio che cadessero accidentalmente dal cassone.

Oggi, sul mercato dell’usato, AutoScout24 propone il Piaggio Quargo a prezzi molto variabili. Per gli esemplari più anziani, dotati di allestimenti più semplici e tanti chilometri sulle spalle, ce la si può cavare con una cifra non lontana dai 2.000 euro. Per gli esemplari più recenti e ben tenuti, magari poco chilometrati e dotati di allestimenti più costosi, come i tipper, ad esempio, si possono trovare richieste che sforano di parecchio i 10.000 euro.

Piaggio Quargo: conclusioni

Facile da mantenere e facile da condurre, anche nello stretto, il Piaggio Quargo ha rappresentato una sorta di strada di accesso ai veicoli cassonati. Considerato da molti un mezzo affidabile e robusto, ha sempre sofferto per prestazioni abbastanza modeste e qualche limite a livello di dotazione. Da citare, però, l’impresa compiuta proprio da un Quargo nel 2016. Condotto da un distinto signore Veneto, infatti, un Quargo è andato a Capo Nord ed è tornato sano e salvo dopo aver percorso 8.320 km in 29 giorni, aver attraversato 13 nazioni e aver mantenuto una media di 16,5 chilometri con un litro di gasolio.