Peugeot 205 Turbo 16 e la sua eredità nella Peugeot 205 GTI

Ci sono auto che vincono. E poi ci sono auto che segnano un’epoca. La Peugeot 205 Turbo 16 appartiene alla seconda categoria.

Quarant’anni fa, nel 1986, mentre il Mondiale Rally viveva la sua stagione più estrema e controversa, la 205 T16 conquistava l’ultimo titolo dell’era Gruppo B. Un campionato folle, potentissimo, irripetibile. E proprio per questo rimasto nella leggenda.

Una piccola utilitaria trasformata in mostro

L’idea era semplice solo in apparenza: prendere una compatta di grande serie come la 205 e trasformarla in un’arma assoluta da rally. Il risultato? Trazione integrale, motore centrale turbo 1.8 a 16 valvole e una potenza che, con l’evoluzione Evo 2, arrivava fino a 560 cavalli.

Numeri quasi irreali, soprattutto se pensiamo a un peso inferiore ai 1.000 kg. La 205 Turbo 16 era compatta, leggerissima, brutale. Un laboratorio tecnologico su ruote, nato in un’epoca in cui i regolamenti lasciavano spazio all’audacia e all’ingegneria più estrema.

Il debutto nel 1984 fu un segnale chiaro. Il 1985 la consacrazione con il titolo Costruttori. Il 1986 il capitolo finale, tra duelli accesi, polemiche e un clima sempre più teso che avrebbe portato alla fine definitiva del Gruppo B. Una stagione entrata nella storia, nel bene e nel male.

Peugeot205T161986

Dal mito da rally alla leggenda stradale

Ma la vera magia della 205 non è rimasta confinata alle prove speciali.

Perché mentre la Turbo 16 dominava nei boschi e sulle strade sterrate di mezzo mondo, nelle concessionarie arrivava un’altra 205 destinata a diventare iconica: la 205 GTI.

Certo, niente trazione integrale e niente 560 cavalli. Ma un carattere puro, diretto, senza filtri. Compatta, leggera, precisa. Un’auto che trasformava ogni curva in un invito a sorridere. In un’epoca in cui la parola “__hot hatch__” iniziava a prendere forma, la 205 GTI diventava un punto di riferimento.

E forse è proprio qui che si nasconde la grandezza di quel progetto: aver saputo collegare il mito sportivo alla passione quotidiana. Dal paddock alla strada di casa.

Peugeot205T161986 (1)

Perché oggi è ancora desiderata

Oggi, a quarant’anni di distanza, la 205 GTI è molto più di una youngtimer. È un pezzo di cultura automobilistica. Rappresenta un’epoca in cui il peso contenuto contava più dei display, e il piacere di guida era una questione meccanica, non digitale.

Non sorprende quindi che sia una delle compatte sportive più ricercate anche sul mercato dell’usato. Gli appassionati la cercano per rivivere sensazioni autentiche, per collezionismo o semplicemente per il gusto di guidare qualcosa di diverso da tutto ciò che offre il panorama moderno.

Su AutoScout24 è possibile trovare diverse offerte di Peugeot 205 GTI, con quotazioni che variano in base a condizioni, originalità e chilometraggio. Dalle vetture conservate con cura quasi maniacale agli esemplari pronti per un restauro, il mercato dimostra quanto il fascino della piccola francese sia ancora intatto.

ClubStoricoPeugeotItalia

Un’eredità che non si spegne

La 205 Turbo 16 è stata l’apice di un’era estrema. La 205 GTI ne è stata la traduzione per tutti. Due facce della stessa medaglia, unite da un’idea semplice e potentissima: mettere il piacere di guida al centro di tutto.

Il Gruppo B è finito nel 1986. Ma ogni volta che vediamo una 205 GTI, magari rossa con i cerchi originali e quell’assetto basso e compatto, è impossibile non pensare a quei rally selvaggi, ai traversi spettacolari e a un’epoca che non tornerà.

La differenza è che oggi, quel sogno, non è più riservato ai piloti ufficiali. Basta cercarlo. Anche su AutoScout24, dove i prezzi di una 205 GTI vanno da circa 14.000 euro per la versione con motore 1.6 e da circa 18.000 euro per la versione con il modello 1.9. Per sognare c'è anche la 205 Turbo 16, ma in questo caso i prezzi possono arrivare anche a sfiorare il mezzo milione.

Peugeot Turbo 16 su AutoScout24 Esempio di ricerca su AutoScout24

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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