Recensione Aston Martin DB12: che fascino la prima Super Tourer

Presentata nel 2023 in occasione dei 110 anni del marchio e del 75° anniversario della mitica stirpe DB, la coupé britannica è stata affiancata a distanza di pochi mesi, nell'agosto dello stesso anno, dalla sensuale DB12 Volante, la variante cabriolet progettata per fondere prestazioni mozzafiato e il fascino irresistibile della guida a cielo aperto.
Il salto generazionale rispetto alla uscente DB11, della quale la DB12 è erede diretta, è netto: sotto la direzione tecnica di Roberto Fedeli (Chief Technical Officer del marchio ed ex Ferrari e Alfa Romeo), la DB12 abbandona il monumentale V12 in favore di un V8 biturbo di origine tedesca (Made in Affalterbach, vi dice qualcosa?) pesantemente modificato, garantendo un dinamismo senza precedenti. L'esclusività del progetto si riflette in listini adatti all'altissimo posizionamento: i prezzi partono da circa 250.000 euro per la Coupé, mentre per godersi il vento tra i capelli con la Volante occorrono almeno 266.300 euro.
Con questo stravolgimento di paradigma che ha comportato anche l’addio allo storico frazionamento a 12 cilindri, la DB12 non scende mai a compromessi; permangono, e convivono perfettamente, le due anime della vettura: da una parte quella di garantire il comfort e la cura costruttiva necessari per un lungo viaggio, dall’altra un assetto affilato come un rasoio quando si aggredisce una strada ricca di curve.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Aston Martin DB12 in 5 punti
- Motorizzazioni – L'addio al V12 è ampiamente compensato da un possente 4.0 V8 biturbo (di derivazione Mercedes-AMG ma messo a punto in Inghilterra), capace di erogare 680 CV e 800 Nm di coppia, pari a un incremento di potenza del 34% rispetto al V8 della DB11.
- Design – Muscolosa e imponente, sfoggia carreggiate allargate e una massiccia calandra anteriore per convogliare il 56% di aria in più ai radiatori. La Volante utilizza una raffinata capote in tela a 8 strati con meccanismo "K-fold", capace di aprirsi in 14 secondi in marcia fino a 50 km/h.
- Interni – Addio ai vecchi display: debutta un inedito sistema di infotainment "Pure Black" da 10,25 pollici interamente sviluppato da Aston Martin, abbinato a comandi fisici in metallo godibilissimi al tatto.
- Dinamica e Handling – Sulla DB12 debutta, per la prima volta su una "DB", il differenziale posteriore a controllo elettronico (E-Diff), capace di bloccarsi al 100% in millisecondi. La scocca in alluminio è stata inoltre irrigidita del 7% sulla Coupé e del 5% sulla Volante.
- Prezzi – Da circa 250.000 euro per la Coupé e 266.300 euro per la cabriolet Volante, cifre che collocano l'auto direttamente nell'Olimpo delle supercar più esclusive nonchè come rivale diretta delle note concorrenti italiane, inglesi e tedesche.
Com’è fuori
Esternamente, la Aston Martin DB12 evolve i tratti eleganti e senza tempo del marchio, iniettando però una massiccia dose di aggressività. La carreggiata è stata allargata di 6 mm all'anteriore e di ben 22 mm al posteriore, conferendo un'impronta a terra estremamente piazzata. Il frontale è dominato dalla tradizionale "bocca" Aston Martin notevolmente allargata e dai nuovi fari a LED, caratterizzati da una firma luminosa diurna tridimensionale simile a cristalli incastonati. Sulla punta del cofano, inoltre, spunta per la prima volta la riedizione del celebre stemma alato.
La fiancata, con la sua classica forma "a bottiglia di Coca-Cola", è impreziosita da eleganti specchietti retrovisori privi di cornice, ottimizzati per ridurre i fruscii aerodinamici. Sulla versione Volante, i designer sono riusciti a mantenere una coda filante e piatta grazie allo speciale tetto in tela, che una volta ripiegato occupa appena 26 cm di altezza. A completare l'impatto visivo ci pensano i bellissimi cerchi in lega forgiati da 21 pollici (più leggeri di 8 kg rispetto ai precedenti da 20"), che calzano pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S creati su misura, marchiati "AML" e provvisti di schiuma fonoassorbente interna.
Vediamo le dimensioni della Aston Martin DB12. La larghezza, di poco superiore ai 2 metri (con specchietti chiusi), enfatizza la forma della calandra che copre quasi interamente la superficie del muso a bocca di squalo:
- Lunghezza: 4,72 metri
- Larghezza: 2,14 metri (specchietti aperti)
- Altezza: 1,29 metri
- Passo: 2,81 metri
- Capacità bagagliaio: 262 litri sulla Coupé, capacità che si riduce a soli 206 litri sulla Volante.
Com’è dentro
L'abitacolo della DB12 segna una vera e propria rivoluzione per il marchio di Gaydon. Il criticato sistema multimediale di vecchia generazione derivato da Mercedes è stato definitivamente accantonato in favore di un impianto proprietario modernissimo e iper-reattivo, composto da due schermi ad alta definizione da 10,25 pollici (uno per la strumentazione, l'altro touch per l'infotainment). Il sistema supporta Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless.
Nonostante la forte spinta alla digitalizzazione, i progettisti hanno saggiamente scelto di mantenere spettacolari comandi fisici sul tunnel centrale inclinato: i comodi rotori in metallo per la climatizzazione, il volume dell'audio e le modalità di guida garantiscono una precisione tattile superba e azzerano le distrazioni. Le finiture alternano lussuosi pellami scozzesi e cuciture a contrasto impeccabili. L'optional per l'impianto audio Bowers & Wilkins da 1.170 Watt e 15 altoparlanti garantisce un'acustica eccellente perfino viaggiando a capote abbassata.
La nota dolente, specialmente per una vettura che si definisce "Super Tourer", riguarda lo spazio posteriore: sebbene dichiarata 2+2, i sedili dietro sono virtualmente inutilizzabili da passeggeri adulti e fungono nella pratica da estensione per i bagagli. Anche il baule, come anticipato, risulta troppo piccolo per i lunghi viaggi in coppia, specie sulla Volante.
Come si guida la DB12: sterzo chirurgico, e il V8 non elettrificato fa sentire la sua voce
La DB12 restituisce al volante una dinamica sbalorditiva, annullando il peso dell'auto (inferiore ai 1.800 kg sulla coupé) grazie a una prepotente spinta meccanica. Sotto il cofano pulsa il V8 4.0 biturbo, capace di erogare ben 680 CV e 800 Nm di coppia. Abbinato al rapido cambio automatico ZF a 8 rapporti (dal rapporto finale accorciato), il V8 catapulta la Coupé da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi e le permette di sfiorare i 325 km/h; fa ancora meglio la variante S, capace di abbassare di un decimo il cronometro grazie alla potenza che aumenta di 20 CV, ulteriormente orientata alla sportività anche nell’assetto. La colonna sonora è sempre e comunque emozionante: pur essendo di base un motore AMG, la calibrazione dei tecnici Aston Martin regala al propulsore una tonalità roca e graffiante, farcita di scoppiettii metallici a ogni rilascio del gas.
Il salto qualitativo fra le curve è garantito dal nuovo telaio irrigidito e dall'adozione del differenziale posteriore elettronico (E-Diff), collegato direttamente al sistema di controllo di stabilità, in grado di bloccarsi al 100% in millisecondi. Il vero asso nella manica è però il piantone dello sterzo, non isolato per trasmettere ai polpastrelli ogni singola imperfezione dell'asfalto senza il filtro di alcun silent-block, restituendo un feeling diretto e chirurgico. I nuovi ammortizzatori adattivi, gestibili su cinque modalità di guida (compresa una specifica modalità Wet per l'asfalto scivoloso), garantiscono inserimenti fulminei in Sport+ e un ammirevole assorbimento delle buche in GT. La potenza frenante è assicurata dai dischi in ghisa da 400 mm all'anteriore, con l'opzione carboceramica per risparmiare ulteriori 27 kg di masse non sospese.
Gli ADAS e la sicurezza
Elevandosi finalmente agli standard più attuali, la DB12 è dotata di un'infrastruttura elettronica predittiva e di un pacchetto di sicurezza e assistenza (ADAS) in grado di affiancare il pilota nel traffico autostradale.
La dotazione comprende:
Autonomous Emergency Braking (AEB) e Forward Collision Warning: frenata automatica di emergenza e avviso pre-collisione per prevenire urti frontali. Adaptive Cruise Control con funzione Stop & Go: per gestire automaticamente il traffico a scorrimento lento, con supporto al riconoscimento dei segnali stradali. Blind Spot Monitoring e Lane Keep Assist: monitoraggio dell'angolo cieco e mantenimento attivo della traiettoria per scongiurare scarti accidentali di carreggiata. 360 3D Surround Camera e Driver Drowsiness Detection: sofisticato sistema di telecamere perimetrali in 3D e sensore per il rilevamento della stanchezza (segnalata con la classica spia che replica la tazzina di un caffè)
Perché scegliere la DB12 e perché no
La Aston Martin DB12 è l'automobile indicata per chi ricerca la maestosa esclusività del lusso "british" unita alla verve dinamica di una supercar di razza, specialmente nell'elegantissima veste scoperta Volante. I motivi per sceglierla risiedono nel V8 dal suono e dalle prestazioni esaltanti, in un comportamento stradale affilato dallo sterzo diretto e dall'E-Diff, e nell'adozione di un sistema multimediale proprietario finalmente all'altezza delle aspettative.
Di contro, l'etichetta "Super Tourer" deve scontrarsi con alcuni grossi limiti pratici: i posti posteriori sono inutilizzabili da esseri umani adulti e la capacità del bagagliaio ridotta (262 litri sulla Coupé, e ancor meno sulla Volante) costringe a viaggiare con il minimo indispensabile. Infine, il listino, che parte da 250.000 euro e lievita vertiginosamente con l'infinita lista di optional by Aston Martin. Prezzi del tutto comparabili con la rivale diretta, ovviamente: la Ferrari Amalfi, comparabile come dimensioni e prestazioni. Anche la supercar italiana si porta dietro i problemi di abitabilità, nonostante un bagagliaio più accomodante per una gita nel weekend.
In sintesi, la DB12 rappresenta la massima espressione contemporanea di Aston Martin: una scultura su ruote cattiva e bellissima, pronta ad annientare le distanze con brutalità e raffinatezza.
