Recensione BMW X6: il capostipite dei SUV-Coupé è il modello da battere?

Nel caso della BMW X6, la prima generazione del 2007 portò alla conoscenza del grande pubblico il concetto dei SUV-Coupé: inventato, un anno prima, dalla coreana SsangYong con la sua Actyon, la BMW X6 portò il concetto di base dei SUV-Coupé alla notorietà mondiale. Carrozzeria da SUV di grandi dimensioni, derivata dall’apprezzata seconda generazione della X5, dimensioni generose e, soprattutto, un lunotto posteriore molto inclinato, una linea del tetto arcuata e un assetto ribassato, per trasformare un normale Sport Utility in un oggetto più desiderabile e diverso dagli altri.
Molto criticata e discussa al lancio, la prima X6 fu un successo clamoroso sia di vendite che, soprattutto, di influenza: nato come un modello di nicchia dai volumi ridotti, l’X6 ha aiutato a cambiare il mondo dell’auto, dando il la all’ascesa definitiva dei SUV come il trend principale del mercato dell’auto mondiale e, di conseguenza, dei SUV-Coupé come variante più emozionale e desiderata. Prodotta in tre generazioni, la BMW X6 è dal 2019 rappresentata dalla terza serie, la G06, che riprende la piattaforma della coeva X5 G05, introducendo un posteriore più aggressivo e dimensioni decisamente generose, che sfiorano i 5 metri.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La BMW X6 in 5 punti
- Motorizzazioni – Interamente elettrificata con sistemi Mild Hybrid, la BMW X6 G06 è proposta con cinque motori plurifrazionati, tre a benzina (un 3.0 sei cilindri e due 4.4 V8 biturbo) e due sei cilindri turbodiesel, con potenze comprese tra 298 e 625 CV.
- Design – Rivista nel 2023, la terza generazione della X6 incattivisce il frontale della X5 da cui deriva con un paraurti più aggressivo, un’altezza da terra ridotta di 7 cm e, soprattutto, una coda spiovente e personale, che non dissimula affatto i quasi 5 metri di lunghezza.
- Interni – Anche l’X6 ha adottato il pannello curvo in cima alla plancia con quadro strumenti e infotainment, eliminando i comandi nella consolle centrale. L’adattamento ha introdotto una fascia centrare dall’aspetto meno curato, ma la qualità è ottima. Lo spazio è ottimo davanti e buono dietro.
- Tecnologia – L’X6 G06 è dotata del sistema di infotainment iDrive OS 8.5, più facile da usare del successivo OS 9, ma altrettanto completo. Non manca la guida autonoma di Livello 2, mentre rispetto ad altre BMW ci sono ancora alcuni tasti fisici e il comodo rotore per comandare il display centrale.
- Prezzi – Come da tradizione, la X6 non costa poco: la base di partenza è la xDrive30d da ben 95.500 euro, mentre la potentissima X6 M Competition da 625 CV parte da 167.000 euro. A parità di motorizzazione e allestimento, l’X6 costa 4.300 euro in più.
Com’è fuori
A livello estetico, la BMW X6 di terza generazione ha una grande presenza su strada, con uno stile che risulta più aggraziato e maturo di quello della prima generazione, tanto di rottura quanto appariscente e cattiva. Derivata anche nello stile dalla X5 coeva, questa X6 ha un frontale che si differenzia per un paraurti anteriori più aggressivo, un’altezza da terra ridotta e per una caratterizzazione sportiva data dalla presenza, di serie, dei pacchetti MSport su tutte le versioni. A richiesta, è possibile avere anche la mascherina a doppio rene (decisamente grande, ma meno appariscente che in altre BMW successive) con sistema di retroilluminazione, uno dei primi disponibili su una BMW.
Lateralmente, invece, si fa notare la presenza del vistoso lunotto posteriore discendente, che dona a questa X6 una silhouette che unisce le generose dimensioni di un SUV di segmento E (è lunga 4,96 metri) con un portamento un po’ più dinamico e sportivo. I passaruota posteriori sono bombati, mentre il posteriore ha una coda molto alta e massiccia, caratterizzata ovviamente dal tetto inclinato. Oltre ai piccolo spoiler in cima al lunotto, poi, c’è un secondo alettoncino posizionato sulla parte finale della coda tronca, più vistoso sulle sportive M60i e M Competition. I fari, invece, hanno uno sviluppo molto più orizzontale che in passato, con una firma luminosa che enfatizza la larghezza di oltre 2 metri specchietti esclusi. Vistose sia le prese d’aria dietro le ruote posteriori che il diffusore posteriore, con gli scarichi (sempre veri e a vista) in bella vista. Nonostante le linee sportive, c’è spazio anche per la praticità con un bagagliaio da 580 litri, 70 meno della X5 su cui è basata.
Sono queste, quindi, le dimensioni della BMW X6:
- Lunghezza: 4.960 mm
- Larghezza: 2.004 mm
- Altezza: 1.700 mm
- Passo: 2.975 mm
- Bagagliaio: 580-1.530 litri
Com’è dentro
Salendo a bordo, l’abitacolo è sostanzialmente lo stesso della sorella X5, dalla quale si differenzia per uno spazio leggermente limitato in coda per via della linea del tetto da coupé. Gli interni della X6 sono stati infatti rivisti nel 2023 per adottare il grande display curvo appoggiato in cima alla plancia, dove troviamo i due display di quadro strumenti digitale (12,3 pollici) e infotainment (14,9 pollici). Se il primo è chiaro e facile da leggere (anche se molte scritte sono un po’ troppo piccole), il secondo schermo dell’infotelematica ha un’ottima qualità, ed è dotato del sistema operativo iDrive OS 8.5, che rispetto al successivo OS 9 è decisamente più intuitivo e facile da usare, sebbene non abbia tante funzioni come il successivo.
Per il resto, la plancia è stata semplificata rispetto al passato, eliminando i comandi fisici per il clima nella consolle centrale per concentrarli all’interno del sistema di infotainment. Ora, al loro posto, c’è una finitura in plastica nera lucida retroilluminata e due grandi bocchette del clima, una soluzione poco appagante a livello estetico. Non manca, però, il comodo rotore per comandare l’infotainment, mentre anche la leva del cambio è stata sostituita dal più piccolo selettore visto sulle altre BMW. Lo spazio, invece, è ottimo davanti, mentre dietro solo chi supera gli 1,90 metri d’altezza potrebbe dover scendere a qualche compromesso rispetto alla più pratica X5. La qualità costruttiva, infine, è ottima un po’ dappertutto, con materiali di qualità e assemblaggi curati, mentre a richiesta c’è un ottimo sistema Hi-Fi della Bowers&Wilkins, dal costo di oltre 5.000 euro ma che suona davvero bene. L’intero abitacolo è poi personalizzabile con materiali di pregio come carbonio, legno o persino vetro per gli inserti e pelle Merino per sedili e plancia.
Come si guida la BMW X6: piacevole e curata, e non costringe a grandi rinunce
Nonostante sia molto grande, l’X6 si comporta bene tra le curve, puntando su una dinamica di guida più curata e sportiva delle rivali dirette, e riesce a dissimulare bene il peso che, sulla versione più leggera, si ferma a 2.165 kg e che, sulla pachidermica X6 M Competition, arriva a ben 2.445 kg. Per questo, non ci si può aspettare un’auto agile e maneggevole nel misto stretto, ma anche nelle situazioni più guidate non delude con uno sterzo piuttosto preciso (ma un po’ più lento di altri SUV BMW), un assetto preciso e dalla giusta taratura e dei freni sempre consistenti. Su tutte le X6, è presente di serie il sistema di sospensioni a controllo elettronico, che possono diventare più morbide o più rigide a seconda delle necessità. Rispetto alla X5 su cui è basata, l’X6 è più rigida e ha un’impostazione più sportiva, senza però costringere guidatore e passeggeri a grandi rinunce.
Le prestazioni, poi, sono sempre molto vivaci, per un’auto rapida e piacevole con tutte le motorizzazioni. Già la versione base, la xDrive30d, è dotata del 3.0 sei cilindri turbodiesel Mild Hybrid B57 da 298 CV complessivi, e unisce un consumo buono per la stazza (14,3 km/l WLTP) con prestazioni decisamente vivaci (0-100 km/h in 6,1 secondi). Per chi cerca qualcosa in più, c’è la xDrive40d da 352 CV, mentre sono tre i motori a benzina. Il più “tranquillo” è il 3.0 sei cilindri turbobenzina della xDrive40i da 381 CV, seguita dalla potente M60i, che monta il 4.4 V8 biturbo da 530 CV, già capace di prestazioni eccellenti (0-100 km/h in soli 4,3 secondi). Al top c’è la X6 M Competition, versione iper-vitaminizzata che, pur conservando la trazione integrale xDrive e il cambio automatico a 8 marce di ZF di serie su tutte le X6, porta la potenza del 4.4 V8 a 625 CV, con prestazioni da supersportiva (0-100 km/h in 3,9 secondi e 290 km/h).
Gli ADAS e la sicurezza
A livello di sicurezza, la BMW X6 è ben dotata, anche se per avere tutta la suite di assistenti di sicurezza bisogna mettere mano al portafoglio e scegliere alcuni degli optional della sterminata lista di opzioni. Di serie, infatti, troviamo i fari a LED anteriori e posteriori, il Cruise Control adattivo con funzione freno, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sistema di mantenimento della corsia, frenata automatica d’emergenza e lettore dei segnali stradali. A richiesta, invece, si può scegliere il pacchetto Driving Assistant Professional, che a 1.800 euro aggiunge il mantenitore attivo di corsia con cambio automatico della corsia stessa, Cruise Control Adattivo che arriva fino a 0 km/h e con funzione Stop&Go per lasciar guidare autonomamente il sistema nel traffico, frenata automatica posteriore, avviso di marcia contromano, avviso di traffico trasversale e avviso di collisioni laterali con prevenzione attiva.
Scegliendo, ancora, anche il pacchetto Parking Assistant Professional, sono disponibili i sistemi di parcheggio automatico, il parcheggio da remoto tramite l’app My BMW, la retromarcia automatica e assistita e la possibilità di registrare le manovre di parcheggio. Sebbene non sia stata mai testata direttamente dall’EuroNCAP, la sorella della X6, la BMW X5, è stata sottoposta al classico crash test nel 2018, ottenendo un punteggio di 5 stelle e ottimi risultati nella protezione di occupanti adulti (89%), bambini (86%), utenti vulnerabili della strada (75%) e sistemi di sicurezza (75%). È importante, però, ricordare come le valutazioni siano decisamente più severe nei test di oggi rispetto a quelli di qualche anno fa, specialmente per quanto riguarda i punteggi dei sistemi di sicurezza.
Perché scegliere la BMW X6 e perché no
Se al lancio della prima generazione si trattava di un modello unico e irriverente, oggi la BMW X6 non è l’unica a portare sul mercato una ricetta che, nel 2007, appariva rivoluzionaria e controcorrente. Nonostante la tanta concorrenza, però, il capostipite dei SUV coupé di lusso è ancora uno dei modelli più validi e completi sul mercato. Grazie alla capacità di offrire un’ottima abitabilità posteriore e un bagagliaio spazioso nonostante le linee aggressive del posteriore, l’X6 è un SUV che non costringe a grandi rinunce sull’altare dello stile. Certo, se si cerca la massima praticità e un bagagliaio di grandi dimensioni, questo modello (così come, del resto, la sorella X5) non è il più spazioso o pratico sul mercato. Se, però, c’è chi fa meglio a livello di praticità, e il prezzo è davvero salato, soprattutto quando si sale con la potenza, l’X6 è uno dei SUV con tetto spiovente più completo, che riesce a non scendere a compromessi negli ambiti più razionali.
Lo stile, ovviamente, è il primo motivo per cui si sceglie una X6 al posto di un SUV più tradizionale. A livello dinamico, infatti, le diverse tarature di sterzo, sospensioni e motori rispetto alla X5 sono sostanzialmente impercettibili a meno di non essere dei “sofisti” della guida, oppure di guidare uno dopo l’altro i due modelli. Come il SUV su cui è basato, anche questa X6 ha uno sterzo meno rapido e diretto di quanto ci si possa aspettare dal marchio BMW, ma l’assetto, i potenti motori e il telaio riescono a far comportare meglio del previsto questo pachiderma da almeno 2,1 tonnellate tra le curve. Pensato per percorrere centinaia di km senza il minimo sforzo, l’X6 non è troppo a suo agio in città per via delle dimensioni XL, ma si propone comunque come un’ottima scelta come prima auto di famiglia se non si hanno problemi di budget.
Tutti gli articoli
Vedi tutto
Recensione BMW M3: è cambiata tanto, ma è ancora una sportiva da urlo
Ci sono pochi nomi che, nel mondo dell’auto, hanno un tale peso da poter essere riconosciuti senza specificare il brand. Uno di questi è M3, forse la sportiva più iconica mai pensata dal reparto Motorsport di BMW.

BMW M3 CS Touring nel test: La migliore M3 di tutti i tempi?
550 CV, 650 Nm e 300 km/h di velocità massima: la BMW M3 CS Touring abbatte i confini tra station wagon da famiglia e supersportiva. Ma questa serie speciale in edizione limitata è davvero la migliore M3 di sempre, o sacrifica troppa praticità quotidiana per guadagnare ancora più grinta?

Recensione BMW X4: vuole essere più sportiva, ma è meno pratica
Se i SUV Coupé hanno avuto e hanno attualmente successo, il merito è principalmente di BMW.
