Prova BYD Atto 2 DM-i: il B-SUV ibrido ricaricabile punta su comfort e prezzo competitivo

Tra questi veicoli, il Marchio cinese ha recentemente introdotto il suo crossover ibrido, l’Atto 2 DM-i (Dual Mode intelligent), da affiancare al SUV best seller Seal U DM-i e alle berline e station wagon Seal 6 e Seal 6 Touring.
A essere oggetto di questa prova è proprio il primo B-SUV sul mercato dotato di sistema ibrido ricaricabile, declinato nell'allestimento top di gamma Boost. Sotto il cofano troviamo un motore 1.5 benzina aspirato da 98 CV abbinato a un motore elettrico, per una potenza di sistema che raggiunge i 212 CV.
Con una mossa a sorpresa, facendo più di un occhiolino al mondo delle flotte aziendali, questa vettura vanta anche un passaporto speciale: la Atto 2 è infatti la prima ibrida BYD a essere costruita in Europa, nello specifico in Ungheria. Scopriamo se ha le carte in regola per imporsi nel competitivo segmento dei crossover compatti che, pian piano, stanno sempre più puntando sulle soluzioni ibride per avvicinarsi a una grossa fetta di clienti che guarda di buon occhio questo tipo di motorizzazioni.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
BYD Atto 2 DM-i in 5 punti
- Design convenzionale ma curato: disegnata da Wolfgang Egger, ex matita di Audi ma anche di Lancia e Alfa Romeo, la Atto 2 è lunga 4,33 metri e sfoggia un look solido da SUV, privo di mascherine tradizionali e impreziosito da firme luminose a LED con la particolare luce orizzontale a tutta larghezza sul lato B.
- Bagagliaio da prima della classe: nonostante sia una ibrida plug-in, soggetta a questo problema per la presenza della batteria, non sacrifica troppo lo spazio di carico, offrendo un vano da 425 litri espandibili fino a 1.335 litri.
- Abitacolo tecnologico (e fisso): addio al classico schermo rotante di BYD; qui troviamo un touchscreen da 12,8 pollici fisso in orizzontale, abbinato a un cluster digitale da 8,8 pollici e connettività Apple CarPlay e Android Auto.
- ADAS, i sistemi di sicurezza attiva sono completi: l'elenco degli ADAS è lunghissimo e include di serie il Cruise Control Adattivo e Intelligente (ACC/ICC), la telecamera a 360°, la frenata automatica d'emergenza (AEB) e il monitoraggio degli angoli ciechi (BSD).
- Prezzi d’attacco competitivi: il listino parte da 27.600 euro per la versione Active, mentre per la potente Boost in prova bastano poco più di 30.100 euro.
Com’è fatta fuori
La BYD Atto 2 è un crossover compatto che si inserisce strategicamente nel cuore del segmento B-SUV, con una lunghezza di 4,33 metri e una larghezza di 1,83 metri. Lo stile porta la firma prestigiosa di Wolfgang Egger (ha disegnato l’Alfa Romeo 8C), che per questo modello ha scelto linee piuttosto convenzionali ma solide, con un frontale massiccio e squadrato che fa a meno delle classiche prese d'aria.
A catturare lo sguardo all'anteriore c'è una fascia scura che integra il logo "Build Your Dreams" e collega i due gruppi ottici a LED posizionati in alto. L'aerodinamica è stata studiata con attenzione, come dimostrano i condotti che portano l'aria dal frontale verso i parafanghi laterali per ottimizzare i flussi, a cui si aggiungono le moderne maniglie a filo carrozzeria. Il retrotreno, sviluppato in altezza, è impreziosito da fanali a LED con firma luminosa 3D a forma di "anello di Mobius".
Essendo una vettura ibrida alla spina, la fiancata presenta due sportelli: uno per il rifornimento di benzina e uno dedicato alla presa di ricarica (Type 2). A dispetto delle batterie, il bagagliaio (ad apertura manuale) è un vero punto di forza: con 425 litri di capacità di base, batte nettamente rivali dirette come la Toyota C-HR (ferma a 310 litri) e se la gioca alla pari con best-seller come la Peugeot 2008.
Com’è dentro
Salendo a bordo della Atto 2, ci si accorge subito di un cambiamento di rotta: BYD ha rinunciato alla sua iconica trovata del display centrale rotante. Al centro della plancia campeggia ora un grande schermo touch da 12,8 pollici, fisso in posizione orizzontale, che garantisce un approccio più tradizionale. Il sistema multimediale integra nativamente Google Maps, un buon assistente vocale e la connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. Da affinare, tuttavia, le traduzioni dei menù, ancora non perfette ma facilmente risolvibili tramite un aggiornamento software Over-the-Air.
Sotto gli occhi del guidatore si trova un cruscotto digitale TFT da 8,8 pollici: pur essendo ricco di parametri, pecca in leggibilità a causa di caratteri molto piccoli e sigle poco intuitive (come "LPK" per il consumo istantaneo), offrendo inoltre limitate opzioni di personalizzazione del layout. In compenso, l'abitacolo si distingue per un assemblaggio robusto e l'uso di materiali morbidi e curati nella parte alta della plancia, sebbene lo stile generale risulti forse fin troppo austero.
L'allestimento Boost arricchisce l'esperienza con sedili elettrici e riscaldabili rivestiti in pelle vegana e un generoso tunnel centrale dotato di doppia postazione per smartphone (con piastra di ricarica wireless raffrescata da 50W). Grazie al passo di 2,62 metri e al tetto panoramico con tendina parasole, l'abitabilità posteriore è promossa anche per i passeggeri più alti, mentre la posizione di guida anteriore, seppur comodamente rialzata, sconta un volante sempre leggermente inclinato in avanti e dotato di pulsanti in plastica non esaltanti al tocco.
Alla guida della BYD Atto 2 DM-i: votata al comfort, ha un’ottima autonomia
La tecnologia DM-i di BYD stravolge il classico concetto di ibrido plug-in. La versione Boost in prova sfrutta un motore 1.5 benzina aspirato da 98 CV che funge principalmente da generatore per alimentare la batteria e il motore elettrico, il vero protagonista della trazione anteriore. La potenza massima di sistema si attesta a ben 212 CV con 300 Nm di coppia, consentendo alla vettura di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi, per poi raggiungere una velocità massima di 180 km/h.
Ciò che colpisce su strada, però, non sono le prestazioni dinamiche, ma l'estrema focalizzazione sul comfort. Lo sterzo è leggero e tarato per non affaticare, forse fin troppo leggero, tanto da diventare poco preciso se si cerca il divertimento tra le curve. Anche l'assetto è decisamente morbido: l'auto mostra un evidente rollio in curva, ma in compenso assorbe pavé, buche e asperità cittadine senza esitazioni, cullando i passeggeri come sul velluto.
Il cuore del sistema è la rinomata batteria LFP Blade di BYD, che sulla Boost ha una capacità di 18,0 kWh (dichiarati a libretto). Il powertrain non fa mai scendere la carica allo 0%: il sistema blocca la scarica intorno al 20-25% di energia residua, permettendo all'auto di continuare a muoversi come una Full Hybrid sfruttando il motore termico come generatore. Partendo con il "pieno" di energia, l'autonomia elettrica si aggira intorno agli 80-90 km (ciclo WLTP), attestandosi su ottimi 75 km nell'uso reale.
L'efficienza è molto buona, anche se monitorarla non è semplicissimo a causa del computer di bordo: l’AEC, infatti, segna la media degli ultimi 50 km nel rapporto elettrico/termico. Meglio adoperarsi di calcolatrice per capire che la media combinata è di circa 5,1 l/100 km (quasi 19 km/l), mentre a batteria completamente scarica si viaggia intorno ai 18 km/l in statale e 13 km/l in autostrada. Durante i trasferimenti, l'insonorizzazione della cabina si conferma buona, con il motore termico che fa capolino acusticamente solo nelle accelerazioni più repentine.
Gli ADAS e la sicurezza
Come da tradizione per le nuove generazioni di auto cinesi, la dotazione di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) della BYD Atto 2 DM-i è ricca e standardizzata, progettata per coprire ogni angolo della vettura e adeguarsi alle severe norme di omologazione attive per la vendita di veicoli in Europa.
Tutti gli allestimenti includono di serie un pacchetto di sicurezza avanzata che comprende:
- Frenata automatica d'emergenza e avviso di collisione frontale
- Riconoscimento dei segnali stradali e controllo intelligente dei limiti di velocità
- Cruise Control Adattivo con Cruise Control Intelligente
- Rilevamento degli angoli ciechi e avviso di traffico trasversale posteriore con frenata automatica
- Telecamera con vista a 360° e radar di parcheggio anteriori e posteriori
Particolarmente comodo nell'uso quotidiano è il tasto sul volante che permette di richiamare istantaneamente le telecamere a 360 gradi a qualsiasi velocità. Una nota per l'utilizzo in autostrada: l'attivazione base del mantenitore di corsia tende a far rimbalzare l'auto tra le linee; è consigliabile premere due volte il comando al volante per attivare il più fluido Intelligent Cruise Control (ICC), che centra e gestisce la vettura in modo molto più naturale senza fastidiosi rimbalzi tra le linee di carreggiata.
Perché scegliere la BYD Atto 2 DM-i e perché no
La BYD Atto 2 DM-i è senza dubbio l'auto ideale per chi cerca comfort totale, un abitacolo spazioso e una guida rilassata. Se il vostro percorso quotidiano prevede traffico cittadino o tratte extraurbane disseminate di buche, l'eccezionale morbidezza delle sospensioni e la fluidità del powertrain elettrico vi conquisteranno. Il fattore cruciale resta il prezzo: offrendo un listino di partenza di circa 27.000 euro (poco più di 30.000 per la ricca Boost in prova), si incorona come la plug-in più accessibile e razionale del mercato italiano, garantendo per giunta lo spazio di un bagagliaio da prima della classe. Il fatto che sia costruita in Europa rappresenta inoltre una garanzia in più a livello logistico e di rassicurazione per i clienti.
Tuttavia, bisogna fare i conti con i suoi limiti. Non sceglietela se avete ambizioni sportive o cercate un'auto divertente tra le curve: l'eccessivo rollio e uno sterzo molto vago sono l'altra faccia della medaglia del suo grande comfort. Inoltre, il cruscotto digitale dalle grafiche confuse, alcuni menù macchinosi da interpretare e la mancanza di piccole raffinatezze (come l'apertura keyless sulle portiere posteriori e un portellone elettroattuato) potrebbero far storcere il naso ai guidatori più esigenti in fatto di user experience.
La motorizzazione DM-i plug-in, forte di un sistema che protegge la batteria per non farla mai scaricare completamente, permette di usare l'auto brillantemente anche senza mai collegarla alla presa. Tuttavia, per ammortizzare l'investimento e godere della totale silenziosità della trazione EV per i 75-90 km reali a disposizione, l'accesso a una comune presa domestica nel box o una ricarica aziendale rimane la condizione raccomandata.
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