Audi RS 3 e Giulia Quadrifoglio: l’ultimo viaggio in Italia

Audi RS 3 e Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio a confronto
- Cinque cilindri da 2,5 litri vs. sei cilindri da 2,9 litri
- 400 CV a trazione integrale contro 520 CV a trazione posteriore
- Due concetti diversi che continuano a entusiasmare
- La Giulia QV non è più ordinabile, fine prevista per la RS 3 nel 2027
- Prezzi base : 111.960 euro (Giulia QV), 68.000 euro (RS 3 berlina)
Aggiornamento del 24.10.2025
Al momento del nostro test drive e della pubblicazione di questo articolo, il capitolo dell’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio sembrava chiuso: a marzo 2025 la berlina sportiva avrebbe dovuto essere definitivamente ritirata. Alfa Romeo ha però annunciato un cambio di rotta: la variante V6 della Giulia tornerà nuovamente dal 2026.
Articolo originale dell'11.10.2025
Una è già uscita di scena, l’altra la seguirà a breve
L’Italia vale sempre un viaggio, dicono le guide turistiche più accreditate. Soprattutto se ci si prende il tempo di esplorare Piemonte ed Emilia-Romagna al volante. Certo, avremmo potuto scegliere una Maserati GranTurismo o una BMW M3; ancora più esclusivo sarebbe stato farlo con una Porsche 911 GT3 Touring, una Ferrari Roma o una delle poche hypercar oggi realmente disponibili.
Ma tutto questo ci è parso troppo scontato. Troppo facile. Un viaggio in Italia in 911? Lo fanno in molti ogni anno. Così in redazione abbiamo scelto due berline che uniscono carattere, personalità e una certa accessibilità: l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio e l’Audi RS 3.
La prima non è più ordinabile da marzo, la seconda dovrebbe uscire di scena nel 2027 secondo il CEO Audi Gernot Döllner. Questo viaggio è quindi anche un tour d’addio: un ultimo itinerario con due berline sportive solo termiche, in un’epoca che guarda altrove.
Audi RS 3 e Alfa Romeo Giulia QV: di cosa stiamo parlando
Partiamo dall’Audi. Il cinque cilindri di Ingolstadt è ormai un elemento identitario anche all’interno della gamma, e la distribuzione della potenza su tutte e quattro le ruote resta una tradizione del marchio. Il turbo da 2,5 litri eroga 400 CV e 500 Nm, portando la berlina da poco più di 1,6 tonnellate da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi.
La Giulia Quadrifoglio, dal canto suo, è stata fino alla fine della produzione una delle pochissime berline sportive europee di segmento medio a trazione posteriore pura con oltre 500 CV. Dove BMW M e Mercedes-AMG hanno ormai scelto la trazione integrale, Alfa ha continuato a scaricare 520 CV e 600 Nm esclusivamente sulle ruote posteriori. I 100 km/h arrivano in 3,9 secondi, la velocità massima dichiarata è 308 km/h.
Al debutto nel 2016, la QV era disponibile anche con cambio manuale: una scelta allora di nicchia, oggi rarissima e molto ricercata.
Da Francoforte sul Meno al Col du Galibier
Per raggiungere il Piemonte partiamo da Francoforte sul Meno. Non scegliamo il percorso più veloce né il più breve, ma quello più vario. Alle spalle lasciamo il traffico mattutino tedesco, l’autostrada svizzera disseminata di autovelox e le costose arterie francesi.
Già salendo verso il Col du Galibier l’umore a bordo cambia. Qui RS 3 e Giulia QV iniziano a mostrare il loro carattere: l’Audi impressiona per trazione e sicurezza, l’Alfa per reattività e temperamento, soprattutto in modalità Race.
Varcato il confine piemontese diventa evidente un’altra verità, ben nota a chi frequenta spesso l’Italia: puoi avere 400 o 520 CV, ma una Fiat Panda sembra avere sempre la precedenza. Non è una regola scritta, ma una legge non ufficiale del traffico locale. E funziona.
Cuneo e Autostrada: quando i sorpassi diventano emozione
Anche i sorpassi diventano emozionanti solo quando si superano il maggior numero possibile di auto in una sola manovra con la minor potenza possibile. Notoriamente nessuno se ne preoccupa. Nessuno sembra farci troppo caso: né chi arriva in senso opposto né chi osserva dal bordo strada. È il classico vivi e lascia vivere. Cuneo, città alpina dell’anno 2024, è la tappa ideale per la notte.
La cittadina ai piedi delle Alpi Marittime si presta per un pernottamento, per poi partire la mattina seguente riposati verso l'Emilia-Romagna. Chi fa qui una sosta da giovedì a venerdì dovrebbe visitare il mercato locale. La varietà e la qualità della frutta e verdura regionali offerte sono impressionanti. Poi per l'Audi RS 3 e l'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio è il momento di: macinare chilometri sull'Autostrada. L'uscita prevista è Castel San Giovanni al confine con la Lombardia.
Durante questa tappa di circa due ore e mezza conosciamo meglio gli artigiani e corrieri italiani. I conducenti di ogni tipo di Ducato e Doblò sono sempre di gran fretta, ma non esitano, con la sigaretta mattutina in una mano, il telefono nell'altra e il caffè da qualche parte nel mezzo, a esprimere ancora il loro apprezzamento per la Giulia verniciata in Rosso Competizione. Durante il nostro viaggio abbiamo ricevuto ripetutamente anche feedback positivi sulla RS 3.
Emilia-Romagna: curve, asfalto imperfetto e puro piacere di guida
Ora si prosegue verso Corano, il paesaggio diventa di nuovo più montuoso, e proprio in questo paese possiamo raccomandare caldamente un ristorante (è l'unico). Da questo momento in poi inizia a diventare emozionante non solo dal punto di vista culinario. Nell'Italia centrale, si dice, tutte le strade sono fantastiche. E possiamo solo concordare. Evitiamo qui raccomandazioni di percorsi esatti, per non esporre da un lato questi angoli tranquilli della terra a un'orda di instagrammer e dall'altro perché molte auto (sportive) ribassate semplicemente non sono adatte per i tratti che seguono.
Lasciamo le normali strade di campagna per dedicarci a migliori strade forestali, boschive e campestri. Quelle che usano gli abitanti del posto, strette e tutt'altro che pianeggianti (scusa, Giulia). Fino a Varano de' Melegari (noto per l'Autodromo Riccardo Paletti e il Museo Dallara, ma eccezionalmente non per i suoi buoni ristoranti) ci vengono offerte curve quasi infinite. Sono contemporaneamente le ore migliori della RS 3: emozioni pure attraverso il cinque cilindri dal suono più caldo, un assetto che perdona tutto e lo sterzo preciso lasciano riconoscere il vecchio legame di Audi con lo sport dei rally. Anche Walter avrebbe avuto la sua massima gioia su queste stradine.

Metà percorso: abbiamo scelto l’auto giusta?
Mentre la RS 3 affronta imperturbabile ampie crepe da gelo, deformazioni marcate, buche profonde e tratti di asfalto praticamente assente, con la Quadrifoglio è il momento dello slalom. D’altronde lei viaggia letteralmente una corsia più vicina all’asfalto. Ma indipendentemente dallo stile di guida, una cosa è certa: il divertimento è enorme. Anche perché, per diverse ore, possiamo contare il traffico in senso opposto sulle dita di una mano. Lo stesso vale, per inciso, per le stazioni di servizio decenti. La Super 95 è spesso il massimo disponibile. Non proprio l’ideale per due motori sportivi così esasperati.
Ripartiamo quindi in direzione Lama Mocogno, nel cui centro si trova un’altra ottima raccomandazione gastronomica, soprattutto per gli amanti della carne. Ogni anno, a ottobre, qui si svolge anche il festival “Parmigiano Reggiano da gustare”, chiaramente dedicato agli appassionati di formaggi. Da lì puntiamo verso Lamporecchio, nell’area metropolitana di Firenze. Metà percorso — e un ottimo momento per fermarsi a riflettere. Abbiamo scelto le auto giuste per questo viaggio? Sì, soprattutto la Giulia QV, ormai disponibile solo sul mercato dell’usato, continua a entusiasmare. Merito del suo handling leggero, del motore dalla risposta finissima e dei sedili sportivi ben sagomati, esplicitamente adatti anche alle lunghe percorrenze.
I punti deboli dell’una sono i punti di forza dell’altra
Che il V6 a 90 gradi a carichi parziali talvolta suoni quasi come un diesel, che il cambio automatico con convertitore richieda un attimo per chiudere la trasmissione in modalità automatica e che la logica dei comandi più profondi lasci qualche interrogativo — pazienza. Nessuno è perfetto, e anche la RS 3 ha le sue imperfezioni che contribuiscono al carattere. Per dirla con le parole del leggendario allenatore Giovanni Trapattoni: «Was erlauben Audi?» Un volante di questo tipo non dovrebbe stare su un’auto così, l’infotainment non digerisce al meglio Apple CarPlay e, da persone alte, nutriamo seri dubbi sull’effettiva necessità dei sedili a guscio RS.
Privo di critiche resta invece il cinque cilindri 2.5, che non solo gira alto e suona in modo selvaggio, ma — soprattutto in Svizzera — può essere guidato con consumi inferiori agli 8 litri. Va inoltre sottolineato che il cambio S tronic a sette rapporti lavora a un livello molto vicino a quello di un PDK.
Sulla via del ritorno
Purtroppo, per motivi di tempo, dobbiamo rinunciare a proseguire verso la Toscana. Da Lamporecchio risaliamo verso il piccolo centro di Mongardino Grotta, parallelo all’autostrada A1. Anche qui si mangia benissimo: un ristorante in particolare è riuscito addirittura a entrare nella Guida Michelin.
Decisamente meno esclusivo è lo scenario che troviamo poco dopo nella zona industriale di Campogalliano. Il sobborgo di Modena è stato fino al 1995 la casa di Bugatti e il luogo di nascita della supersportiva EB 110. Dell’antico splendore è rimasto ben poco. Loghi e scritte sono stati rimossi o coperti, anche se con un po’ di fantasia si riesce ancora a riconoscerli qua e là.

Fine corsa a Bugatti: visita all’ex stabilimento di Campogalliano
Entrando dal retro del complesso si parcheggia accanto a una Ford Ka malandata, ma si gode di una buona visuale sugli ex capannoni di produzione. Colpisce come gli edifici, dopo così tanto tempo, non siano crollati. La vista dell’ex fabbrica Bugatti invita in ogni caso alla riflessione — così come il traffico domenicale sull’autostrada verso Milano.
Prima di rientrare in Germania, trascorriamo un’ultima notte in Italia con le nostre berline sportive. A Intra, vicino al confine svizzero sul Lago Maggiore. In ottobre non è più invasa dai turisti, i prezzi degli hotel sono moderati e, sulle alture di San Martino, c’è una pizzeria straordinaria, il cui ambiente rustico non dovrebbe scoraggiare nessuno.
Testo e foto: Thomas Vogelhuber | Traduzione: Carlotta Ghigliotti
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