Recensione Dodge Challenger: la regina delle muscle car

La Dodge Challenger rappresenta un pilastro leggendario nella storia del Marchio americano di preservare l’essenza delle muscle car, tanto che per molti, specie oltreoceano, è una vera e propria icona.

Lanciata ormai più di cinquant’anni fa, è tornata con la terza generazione nel 2008 e, fino al 2023, è stata un simbolo che andava in deciso contrasto con un mercato ormai orientato verso l’elettrificazione.

La sua storia inizia nel 1969, mentre l’uomo andava alla conquista della Luna, per sfidare la Ford Mustang con un design iconico e motori decisamente fuori dall’ordinario. La svolta “moderna” arriva con la terza generazione del 2008, una vera e propria reinterpretazione del modello originale che ha saputo resistere per ben 15 anni senza mai snaturarsi. Quando la stessa Dodge ha iniziato a pensare a una muscle car elettrica, la Charger, è finita la storia di questo modello che nel frattempo lasciava il palcoscenico con versioni sempre più estreme: una fra tante è stata la “Last Call” del 2023, a determinare la fine della produzione di questo modello.

Con l’ultima generazione, la gamma Challenger ha continuato a puntare su performance brutali e dimensioni molto imponenti, con oltre 5 metri di lunghezza. Qui c'è tutta l'esperienza americana nella creazione di "incrociatori" da strada, capaci di unire lo stile retrò a una cattiveria meccanica senza pari. La Challenger è stata una presa di posizione in un mercato sempre più orientato a cambiare rotta verso lidi più sostenibili. Simbolo di questa rivalsa è stato il 6.2 HEMI V8 sovralimentato con compressore volumetrico, cosa volere di più per un appassionato di muscle car?

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La Dodge Challenger in 5 punti

  • Motorizzazioni – Tra i motori più simbolici della Challenger sicuramente il poderoso V8 HEMI (capace di raggiungere i 717 CV sulla Hellcat grazie al compressore volumetrico e a una speciale chiave che libera la massima cavalleria) ma anche il 3.6 V6 Pentastar.
  • Design – Look da muscle car pura con cofani a doppia presa d'aria, fari circolari a LED, carreggiate allargate nelle versioni Widebody e cerchi fino a 20 pollici.
  • Interni – Abitacolo orientato al guidatore con Driver Display digitale, sistema Uconnect fino a 8,4 pollici, sedili in pelle/Alcantara e impianto audio Harman Kardon.
  • Tecnologia – Sistemi di assistenza alla performance come Launch Control, Line Lock, sospensioni adattive Bilstein e modalità di guida SRT personalizzabili.
  • Prezzi – Importata da un concessionario ufficiale in Italia, cui Dodge si appoggiava per la distribuzione in Europa, il suo prezzo considerati i costi di importazione non erano molto distanti da quelli del mercato statunitense. Per una Hellcat 6.2 HEMI V8 si parla di cifre attorno ai 100.000 euro, diverse le stime nel mondo dell’usato.

Com’è fuori

dodge challenger srt super stock 6

All’esterno, la Challenger sfoggia un design che mescola la stazza di una coupé full-size con il look di un'auto da drag strip, incarnando la vera identità Dodge. Le proporzioni sono generose, pensate per dominare la strada. Unica nota caratteristica è la larghezza, che nelle versioni Widebody aumenta di circa 9 centimetri grazie ai passaruota allargati: un elemento che ne esalta la stabilità e la presenza scenica. Il frontale è dominato dalla griglia rettangolare con fari integrati, affiancata dai gruppi ottici circolari con firma a LED, che richiama il modello del 1971 donandole un’aria ovviamente più moderna. Le linee di fiancata sono arricchite da muscoli evidenti, mentre il posteriore è reso solido dai fari orizzontali e dagli scarichi attivi che variano la sonorità a seconda del motore.

La scelta di cerchi fino a 20 pollici neri o satinati e la possibilità di personalizzare l'estetica con tinte storiche come Plum Crazy o Go Mango consente di dare carattere a una vettura grande e intimidatoria. La palette colori, che include tonalità vivaci, contribuisce a modernizzare la presenza scenica di quella che resta l'ultima vera muscle car tradizionale. Con il restyling "Last Call" debuttano anche badge commemorativi specifici sotto il cofano. Vediamo le dimensioni della Dodge Challenger. Ecco i dati principali relativi alle sue misure che ne sottolineano la vocazione da incrociatore stradale, mantenendo una capacità di carico insolita per una coupé:

  • Lunghezza: 5,02 metri
  • Larghezza: 1,92 metri (fino a 1,99 metri per le Widebody)
  • Altezza: 1,46 metri
  • Passo: 2,95 metri
  • Bagagliaio: 458 litri (un record per la categoria coupé)

Com’è dentro

dodge challenger srt hellcat widebody 602

Gli interni della Challenger rappresentano l’esempio di un giusto equilibrio tra stile retrò e tecnologie digitali necessarie oggi. L’elemento più caratteristico introdotto nell’ultimo periodo della sua carriera è stato il Driver Display configurabile, che fornisce informazioni chiare sui dati di performance, come i tempi sul quarto di miglio e le temperature dei fluidi. Al centro della plancia spicca lo schermo touch da 8,4 pollici del sistema Uconnect, capace di integrare un infotainment moderno, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e dotato di telecamera posteriore ParkView per facilitare le manovre. Pur non essendo una plancia dal design minimalista, la disposizione dei comandi orientata verso il pilota torna sempre utile durante la guida sportiva.

La qualità percepita in abitacolo non è l'unico pro di questa vettura, ma è solida e arricchita da inserti in fibra di carbonio o alluminio. L’allestimento SRT offre sellerie specifiche in pelle Nappa e Alcantara, mentre la funzionalità è esaltata dalle Performance Pages che permettono di regolare ogni parametro meccanico della vettura. Lo spazio a bordo è omologato per cinque passeggeri, con un divano posteriore che, a differenza della concorrenza, offre una abitabilità reale, espandibile abbattendo lo schienale per caricare oggetti lunghi.

Il comfort a bordo è garantito da soluzioni come i sedili anteriori riscaldati e ventilati, peccato per la visibilità posteriore ridotta e per la dimensioni estremamente contenute degli specchietti retrovisori. Nuova è la gestione del cambio, sia esso il manuale a 6 marce o l'automatico a 8 rapporti con paddle al volante per una gestione istantanea della coppia. Di chiaro stampo FCA, prima della fusione con PSA per creare Stellantis, alcuni comandi fisici presenti in abitacolo e in parte condivisi con altri brand americani ex FCA tra i quali Jeep. Colpisce la presenza del freno di stazionamento azionabile tramite un pedale: si tratta di un retaggio dell’era Daimler Chrysler.

Come si guida la Challenger: brutale sul dritto, punta tutto sulla coppia

Con il volante tra le mani, la Challenger conferma che la sua dinamica di guida è studiata per dominare le strade dritte, non per forza le autostrade, e le piste di accelerazione. Con uno 0-100 km/h coperto in soli 3,4 secondi per la versione Redeye da 808 CV (tra le più potenti Challenger mai prodotte, anche se il primato spetta alla SRT Demon con i suoi 840 CV e l’assetto dedicato), sono lontani i tempi delle muscle car poco reattive. Evoluta nella potenza, il segreto sta nella coppia generosa degli HEMI V8 che la rende fulminea nelle ripartenze e capace di allunghi poderosi fuori città, nonostante il peso che supera i 2.000 kg. Grazie al servosterzo configurabile, si può scegliere tra una leggerezza cittadina o una risposta più pronta. La posizione di guida è infossata, così da garantire una sensazione di controllo totale sulla carreggiata. Bene anche il cambio, con lo ZF a 8 rapporti capace di gestire la potenza monstre proveniente dai motori ad alta cilindrata a cui viene accoppiato.

La gamma motori offre prestazioni molto diverse: il V6 da 307 CV, ideale per chi cerca un uso quotidiano anche con trazione integrale AWD, e le versioni V8 da 380 CV o 492 CV, che permettono sorpassi più sicuri e una marcia esaltante. La batteria qui serve solo all'avviamento, mentre l'autonomia è dettata dal serbatoio di benzina che garantisce lunghi viaggi, sebbene con consumi impegnativi.

Il sistema di gestione della potenza è configurabile tramite i Drive Modes, ma per chi ha fretta è disponibile il Launch Control grazie al quale sfruttare partenze brucianti senza perdite di trazione. Una novità interessante è l’SRT Power Chiller, che usa il climatizzatore per raffreddare l'aria in ingresso al compressore, elevando le sue prestazioni. Peccato per le dimensioni esterne: nei parcheggi stretti, i suoi 5 metri possono creare problemi.

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Gli ADAS e la sicurezza

L'evoluzione della terza generazione, lanciata nel 2008, ha portato un salto di qualità importante nella dotazione di sicurezza, equipaggiando la Challenger con un pacchetto di sistemi ADAS mirati a proteggere pilota e passeggeri senza essere troppo intrusivi, vista anche la tipologia di vettura ad alte prestazioni. Tra i principali dispositivi troviamo:

Frenata automatica d’emergenza con avviso di collisione Blind Spot Monitoring (monitoraggio dell'angolo cieco) Rear Cross Path Detection (rilevamento traffico posteriore) Adaptive Cruise Control ParkView Rear Back Up Camera Rain Brake Support (sistema che mantiene i freni asciutti lavorando in sintonia con i tergicristalli)

Sono di serie anche il controllo elettronico della stabilità e della trazione. Con il Technology Group si possono aggiungere i fari abbaglianti automatici sulla base di gamma, sprovvista di serie di questi accessori. In linea generale, pur essendo una vettura pesante con una meccanica classica, la presenza di questi sistemi di sicurezza attiva riduce drasticamente il rischio di collisioni e facilita la guida nei contesti più trafficati.

Perché scegliere la Dodge Challenge e perché no

La Dodge Challenger, nonostante la sua storia sia terminata da poco, si propone ancora oggi sul mercato dell’usato come la muscle car più onesta e spaziosa in circolazione. Una vera e propria icona per chi ama i motori termici duri e puri, tra i motivi per sceglierla vi sono il design iconico che rimanda alle sue origini, un esperimento che si è visto funzionare molto bene nel mondo dell’auto, le prestazioni e il sound dei motori V8 che trovano un perfetto equilibrio con la comodità di bordo e la buona gestione dei sistemi di assistenza alla guida che rendono la guida volutamente rischiosa solo quando si vuole esagerare disattivando i controlli. La dotazione tecnologica delle ultime versioni, con interni curati e il display del sistema Uconnect condiviso con altre auto del gruppo ex FCA, la rende decisamente appetibile rispetto al passato.

D’altro canto, la Challenger non si erge a paladina dei consumi e dell’efficienza, anzi. I consumi elevati e la mole imponente virano contro un utilizzo quotidiano, così come l'insonorizzazione è meno curata rispetto alle sportive europee. Le finiture interne, pur solide, restano votate alla praticità con superfici che presentano plastiche rigide in alcune zone. Inoltre, molti elementi avanzati per la ricarica dei dati prestazionali sono vincolati ad allestimenti specifici.

In sintesi, la Challenger è la coupé ideale per chi cerca un'ultima connessione con l'era dei motori d’altri tempi, delle sgommate e di una presenza che non è sbagliato definire prepotente. Come auto da sogno, resta la proposta più concreta per chi riconosce nell’esuberanza, visiva e sonora, i valori cardine dell'auto americana.

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Guido Casetta

Guido Casetta è un __car expert__ e __car lover__, redattore freelance di Autoscout24 dal 2018. Cresciuto a pane e automobili, ha un debole per le piccole sportive "tutto pepe", che siano turbo o aspirate. Le vetture anni 90 rappresentano la sua passione e nel cuore porta la sua Renault 5 GT Turbo, vera youngtimer che gli ha insegnato il puro piacere di guida. Oltre 10 anni di esperienza nel mondo del giornalismo automotive, migliaia di articoli scritti e centinaia di vetture guidate, tra Auto Storiche, Berline, SUV, Sportive, Citycar, ibride, termiche ed elettriche, lo hanno portato ad avere un’idea chiara di come deve essere l’auto del presente e del futuro.