Recensione Polestar 2: l'anti-Tesla punta su potenza e qualità

Il marchio svedese, nato come divisione ad alte prestazioni di Volvo e successivamente evolutosi in costruttore indipendente specializzato nelle auto a zero emissioni, rappresenta oggi una delle realtà più interessanti del panorama premium elettrico.
La gamma si è sviluppata partendo dalla esclusiva Polestar 1, una coupé ibrida prodotta in numeri contenuti, per arrivare alla più accessibile Polestar 2, modello che ha segnato la vera espansione commerciale del brand. Questa berlina fastback è disponibile con diverse configurazioni meccaniche: si parte dalla variante a motore singolo da 299 CV fino alla più performante versione Dual Motor Performance da 476 CV, con la possibilità di scegliere tra trazione posteriore o integrale a seconda dell'allestimento.
Per caratteristiche tecniche e posizionamento sul mercato, la Polestar 2 si confronta direttamente con alcune delle elettriche più apprezzate del segmento premium. Tra le rivali figurano modelli come la Tesla Model 3, soprattutto nelle versioni più sportive, ma anche alternative come la Hyundai Ioniq 5, distinguendosi però per un approccio più orientato all'eleganza, alla qualità costruttiva e al comfort tipico della tradizione scandinava.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Polestar 2 in 5 punti
- Motorizzazioni – In Italia, la Polestar 2 è proposta solamente con trazione elettrica in diversi tagli di potenza che spaziano da 299 a 476 cavalli. Oltre alla potenza a cambiare tra le diverse versioni è l’autonomia che nel caso della versione Long Range raggiunge i 659 km.
- Design – Lo stile della Polestar 2 è sicuramente riconoscibile: a colpire sono le linee minimaliste che incarnano appieno la filosofia del marchio svedese. A colpire sono le superfici pulite, proporzioni equilibrate e un minimalismo raffinato che evita ogni eccesso, oltre ad alcuni stilemi come i fari a martello di Thor che sposano un disegno semplice ma d’impatto.
- Interni – L’abitacolo è fortemente moderno con una notevole precisione delle forme che incontra un’impostazione curata ed una qualità dei materiali di livello eccellente. La maggior parte delle impostazioni si comandano dal display centrale mentre alcune versioni vedono delle configurazioni particolari che giocano sull’originalità dell’abbinamento dei colori soprattutto se si opta per il Performance Pack.
- Tecnologia – L’alto livello tecnologico è uno degli elementi caratterizzanti di questa vettura. Gran parte dell’elevato valore costruttivo è legato alle motorizzazioni elettriche che ben si abbinano all’infotainment che si sviluppa in verticale, ad una dotazione di ADAS molto completa e da alcune soluzioni ingegneristiche di pregevole livello come i raffinati ammortizzatori regolabili disponibili sulla Performance.
- Prezzi – La Polestar 2 punta su un listino particolarmente convincente che coniuga ottimamente dotazioni e prezzo. La versione base con batteria da 78 kWh parte da un listino di 44.900 euro offrendo prestazioni di tutto rispetto con 299 cavalli ed uno 0-100 km/h coperto in soli 6,2 secondi. A metà della gamma a 58.700 euro si trova poi la Prime che aggiunge il tetto panoramico, il sistema audio Harman Kardon e la pompa di calore. Al top della gamma troviamo la Performance che con i suoi 476 cavalli arriva a sfiorare i 70.000 euro di listino.
Com’è fuori
La Polestar 2 interpreta il design secondo la tradizione scandinava, dove ogni elemento è ridotto all'essenziale senza rinunciare alla personalità. Le linee sono pulite, le superfici tese e i dettagli studiati per creare un insieme moderno ed elegante. Il frontale è dominato dalla caratteristica firma luminosa a LED ispirata al "Martello di Thor", ormai un tratto distintivo della famiglia Volvo-Polestar, mentre il restyling ha introdotto il nuovo SmartZone, un pannello chiuso che sostituisce la tradizionale calandra e integra sensori e telecamere dedicati ai sistemi di assistenza alla guida.
Il posteriore mantiene un'identità altrettanto riconoscibile grazie al grande gruppo ottico a LED che attraversa l'intera larghezza della vettura, enfatizzando l'andamento della coda e conferendo alla berlina una presenza scenica immediatamente identificabile anche di notte. Con i suoi 4,61 metri di lunghezza, la Polestar 2 si colloca nel segmento D premium e propone proporzioni equilibrate, con una silhouette da fastback che unisce l'eleganza di una berlina alla praticità di un portellone. L'attenzione per la qualità costruttiva emerge nell'utilizzo di materiali ricercati e nell'accurata integrazione della tecnologia, sempre discreta e mai invasiva.
A catturare lo sguardo sono anche i cerchi in lega da 20 pollici, dietro ai quali trovano posto le grandi pinze freno Brembo verniciate in oro, uno degli elementi distintivi del pacchetto Performance. È proprio l'impianto frenante a suggerire le reali potenzialità dinamiche dell'auto, perché il resto della carrozzeria preferisce mantenere un'impostazione volutamente discreta. I passaruota rivestiti in materiale plastico e l'assetto leggermente rialzato richiamano infatti il mondo dei crossover e ricordano, per impostazione, alcuni modelli Volvo della famiglia Cross Country.
Sono queste, quindi, le dimensioni della Polestar 2:
- Lunghezza: 4.606 mm
- Larghezza: 1.859 mm
- Altezza: 1.479 mm
- Passo: 2.735 mm
- Bagagliaio: 407 (+ 41 all’anteriore)– 1.097 litri
Com’è dentro
L'abitacolo della Polestar 2 rispecchia perfettamente la filosofia del marchio, puntando su un design essenziale in cui ogni elemento è studiato per essere funzionale prima ancora che appariscente. L'impostazione richiama la tradizione scandinava, con linee pulite, materiali di elevata qualità e assemblaggi curati, capaci di trasmettere una piacevole sensazione di solidità grazie alla cura dimostrata nello stabilimento cinese del Gruppo Geely.
L'allestimento Performance aggiunge alcuni dettagli esclusivi che spezzano la predominanza del nero. Le cinture di sicurezza giallo oro richiamano, infatti, le pinze freno Brembo esterne, creando un filo conduttore tra abitacolo e meccanica. Le superfici opache prevalgono su tutta la plancia, mentre inserti lucidi impreziosiscono la console centrale e il volante. A completare l'ambiente troviamo rivestimenti in tessuto grigio sulle portiere e sul lato passeggero della plancia, una scelta che contribuisce a rendere l'atmosfera ancora più moderna e accogliente.
Protagonista della plancia è il display centrale da 11,2 pollici disposto in verticale, cuore del sistema multimediale basato sul sistema operativo Android Automotive. L'integrazione nativa con i servizi Google permette di utilizzare Google Maps, Assistant e Play Store senza collegare lo smartphone, oltre a beneficiare degli aggiornamenti software over-the-air che mantengono la vettura costantemente aggiornata. La navigazione è particolarmente evoluta, poiché calcola automaticamente il livello di batteria previsto all'arrivo e pianifica eventuali soste di ricarica. Non manca Spotify integrato e, per chi preferisce utilizzare il proprio telefono, è disponibile anche Apple CarPlay in modalità wireless. Come accade su molte vetture moderne, quasi tutte le funzioni, incluso il climatizzatore, vengono gestite attraverso il touchscreen: una soluzione esteticamente pulita ma che richiede qualche tocco in più durante la guida rispetto ai tradizionali comandi fisici.
Davanti al conducente trova posto il quadro strumenti digitale, caratterizzato da una grafica semplice e leggibile che visualizza tutte le informazioni essenziali sulla marcia, sullo stato della batteria e sul funzionamento dei sistemi di assistenza alla guida. L'illuminazione ambientale è volutamente discreta, ma non manca un dettaglio scenografico: il logo Polestar retroilluminato integrato nel tetto panoramico in vetro, disponibile come optional, che diventa visibile anche osservando l'auto dall'esterno.
Come si guida la Polestar 2: una berlina comoda nei lunghi viaggi ma capace di emozionare tra le curve
A seconda delle versioni la Polestar 2 cambia notevolmente il suo carattere: la più bella da guidare è senza dubbio la Performance in grado di regalare un piacere di guida di livello.
In questa versione, infatti, sono ben due i motori che in combinata riescono ad esprimere 476 CV e ben 740 Nm di coppia, valori che consentono alla berlina svedese di scattare da 0 a 100 km/h in appena 4,2 secondi, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 205 km/h. La spinta è uno degli aspetti che colpisce maggiormente: l'erogazione è immediata, lineare e poderosa, rendendo fulminee le riprese e i sorpassi anche alle velocità autostradali. Tutto questo avviene senza rumori o vibrazioni, confermando come il comfort acustico rappresenti uno dei punti di forza della Polestar 2, persino nell'allestimento più sportivo della gamma.
Interessante la scelta di rinunciare alle classiche modalità di guida predefinite. Il conducente può, infatti, personalizzare singolarmente diversi parametri della vettura, dalla consistenza dello sterzo all'intensità della frenata rigenerativa, fino alla “guida One Pedal”, particolarmente efficace nell'utilizzo quotidiano. È inoltre possibile selezionare una taratura più permissiva del controllo elettronico di stabilità, pensata per lasciare maggiore libertà di movimento durante una guida più dinamica.
Tra le curve emerge però la vera natura della Polestar 2. Pur essendo estremamente veloce, non nasce con l'obiettivo di diventare una sportiva estrema. Lo sterzo è preciso e progressivo, ma restituisce un feedback limitato anche con la taratura più consistente, privilegiando una guida rilassata piuttosto che il massimo coinvolgimento. A sostenere la dinamica interviene l'assetto dotato di ammortizzatori Öhlins regolabili manualmente, una soluzione raffinata che permette di adattare il comportamento della vettura alle preferenze del conducente.
La taratura delle sospensioni garantisce un ottimo compromesso tra precisione e comfort.
L'inserimento in curva è pulito e sicuro, con una leggera tendenza al sottosterzo quando si aumenta il ritmo. In uscita di curva la gestione della trazione integrale privilegia un comportamento stabile e prevedibile, distribuendo la coppia in modo da massimizzare sicurezza e motricità piuttosto che ricercare un carattere particolarmente sovrasterzante. Certo di contro vi è il peso elevato della vettura che si avverte nei cambi di direzione più rapidi.
Gli ADAS e la sicurezza
Sul fronte della sicurezza, la Polestar 2 si conferma una delle proposte più avanzate del segmento, come dimostra il massimo riconoscimento ottenuto nei test Euro NCAP con le cinque stelle. La berlina svedese eredita il know-how sviluppato da Volvo Cars nel corso di decenni di ricerca sulla protezione degli occupanti, integrandolo con una sofisticata dotazione di sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione.
L'architettura elettronica sfrutta una rete composta da tre radar, cinque telecamere e dodici sensori a ultrasuoni che monitorano costantemente l'ambiente circostante. Tutti i dati vengono elaborati dal processore dedicato Active Safety Domain Master, in grado di riconoscere veicoli, pedoni, ciclisti e potenziali situazioni di rischio, intervenendo con i principali sistemi di assistenza per supportare il conducente e contribuire a prevenire eventuali collisioni.
Una delle soluzioni più innovative è rappresentata dalla SmartZone, il pannello anteriore che sostituisce la tradizionale calandra. Al suo interno trovano posto una telecamera e un radar riscaldato, progettati per garantire un funzionamento ottimale anche in condizioni climatiche avverse. Questo sistema migliora la capacità della vettura di "leggere" la strada e di assistere il guidatore anche in presenza di pioggia, nebbia o scarsa illuminazione.
Molto evoluto anche il comparto dedicato all'illuminazione. I fari Pixel LED adottano una tecnologia composta da 84 LED indipendenti per ciascun proiettore, controllati da una telecamera frontale che regola automaticamente il fascio luminoso. Il sistema è in grado di oscurare selettivamente fino a cinque aree contemporaneamente, mantenendo la massima visibilità senza abbagliare gli altri utenti della strada. A completare il pacchetto contribuisce anche la firma luminosa posteriore adattiva, che varia l'intensità in funzione delle condizioni di guida, aumentando ulteriormente sicurezza e visibilità.
Perché scegliere la Polestar 2 e perché no
La Polestar 2 è una delle elettriche premium più interessanti per chi cerca un'alternativa ai marchi tedeschi e soprattutto a Tesla che ha scelto di credere nell’elettrico fin da subito. La vettura svedese convince per il design essenziale ma ricercato, per l'elevata qualità costruttiva e per un'esperienza di guida che mette al primo posto comfort, tecnologia e prestazioni.
La scelta maggiormente consigliata ricade sulla versione Performance che con i suoi 476 CV offre accelerazioni di assoluto livello senza rinunciare a un'eccellente silenziosità, mentre il sistema Android Automotive con i servizi Google integrati rappresenta ancora oggi uno dei migliori infotainment presenti sul mercato. Ottima anche la dotazione di sicurezza, così come la possibilità di ricevere aggiornamenti software over-the-air che mantengono l'auto costantemente al passo con i tempi.
Non mancano, però, alcuni aspetti meno convincenti. Il peso superiore alle due tonnellate si avverte nella guida più sportiva, lo sterzo privilegia precisione e comfort piuttosto che il coinvolgimento, mentre l'abitabilità posteriore e il bagagliaio risultano soltanto nella media del segmento considerate le proporzioni esterne nonostante questa berlina disponga anche di un vano all’anteriore. Anche la gestione quasi totale delle funzioni attraverso il touchscreen richiede un periodo di adattamento e può risultare meno pratica rispetto ai tradizionali comandi fisici.
