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Piaggio Porter

Piaggio Porter: piccolissimo tuttofare

Veicolo commerciale leggero, il Piaggio Porter ha debuttato sul mercato nel 1993. Inizialmente nato dalla collaborazione tra la Casa di Pontedera e la nipponica Daihatsu, su altri mercati europei proprio con questo marchio si è presentato (si chiamava Hijet). Il Piaggio Porter, al momento del lancio, era disponibile con un solo motore a tre cilindri a benzina da un litro di cilindrata, di origine Daihatsu, ed era offerto in tre varianti di carrozzeria: furgone, pulmino a quattro posti e pick-up. L’idea alla base del progetto era semplice, si voleva creare un mezzo dalle dimensioni molto compatte che fosse in grado di offrire tanto spazio interno, sia nel caso si fossero dovute trasportare persone sia nel caso fosse servito per il trasporto di oggetti o attrezzi da lavoro. Fin da subito ne fu presentata anche una variante “ambulanza” che operava soprattutto nei vicoli stretti dei centri storici. Generazione dopo generazione il Piaggio Porter si è evoluto nelle motorizzazioni e nelle varianti di carrozzeria, restando sempre fedele al concetto iniziale.

Piaggio Porter: com’è fatta, pro e contro

Lungo 3,4, metri, largo 1,6 e alto 1,67, il Piaggio Porter, che è giunto alla terza generazione, ha dimensioni da citycar ma buona capienza grazie ad una forma molto regolare. Esteticamente il mezzo si è evoluto mantenendo intatte alcune costanti come i paraurti in plastica e i fari rettangolari. Da sempre di due porte anteriori ad apertura tradizionale e di due porte posteriori scorrevoli, sia per la versione passeggeri sia per quella furgonata, offre anche un ampio portellone posteriore, che insieme ad un vano regolare e a una soglia a filo facilita il carico anche di oggetti ingombranti. Negli anni, il Piaggio Porter è stato sottoposto a varie evoluzioni.

Nel 1995, due anni dopo il debutto, ha ricevuto la motorizzazione turbodiesel 1.2 prodotta dall’azienda emiliana Lombardini e, poco tempo dopo, amplia la gamma con la variante a trazione integrale e con quella con pianale ribaltabile. Sul finire degli Anni ‘90, infine, il mezzo debutta con una versione elettrica, mentre nel 2003, con la seconda generazione realizzata in autonomia da Piaggio, che intanto scioglie la joint-venture con Daihatsu, si mostra (siamo ormai alla seconda generazione) anche a Gpl. Questo peso piuma commerciale esce dal mercato nel 2013, ma dopo una pausa di due anni, nel 2015, torna in vendita in versione completamente rinnovata.

Il Piaggio Porter odierno, dal punto di vista della qualità, ha fatto un buon passo in avanti rispetto al passato. Sia in termini di qualità dei materiali all’interno dell’abitacolo sia per quanto riguarda la dotazione di serie, che comprende sensori di parcheggio, autoradio, antifurto e vetri elettrici anteriori. La massimizzazione dello spazio a disposizione è garantita anche dalla disposizione degli organi meccanici, con il motore anteriore, che permette di avere una migliore distribuzione del carico nel momento in cui il mezzo trasporta oggetti nel vano posteriore. Per quanto riguarda le caratteristiche strutturali, il Piaggio Porter ha una portata che su alcuni modelli raggiunge i 1.120 kg e un cassone in grado di ospitare due pallet. Grazie alle già citate dimensioni ridotte, garantisce ottima manovrabilità, con un raggio di sterzata di soli quattro metri.

Il Piaggio Porter non ha molte concorrenti dirette. La più temibile, soprattutto sui mercati esteri, è stata la sorella Daihatsu, che dopo la fine della partnership ha proseguito a costruire l’Hijet fino ai giorni nostri.

Marca modello: allestimenti, motori e prezzi

La gamma attuale della Piaggio Porter si articola su vari modelli. C’è quello furgone (vetrato o lamierato), quello Chassis, con telaio “nudo” nella parte posteriore, quello con pianale fisso e quello con pianale ribaltabile. A questi si aggiungono la versione EL, versione d’ingresso del veicolo, che adotta soluzioni semplificate come ad esempio il sistema frenante e il sistema di sterzo tradizionali, e che è disponibile nella versione a Pianale fisso e nella versione Chassis, e la gamma Electric Power, ad alimentazione elettrica, che garantisce fino a 110 km di autonomia e che ricarica completamente le batterie in un tempo di 2 ore se attaccato a colonnine di ricarica rapida e di 8 ore se si utilizza la normale rete elettrica.

I Porter Electric Power, declinati in tutte le varianti di carrozzeria (pianale fisso, pianale ribaltabile, furgone e chassis) hanno una potenza massima di 11 kW- 15 CV e una coppia massima di 215 Nm e raggiungono una velocità massima di 57 km/h.

Per quanto riguarda il listino prezzi, i Porter EL costano 11.518 euro nella variante chassis e 12.133 euro in quella con pianale fisso. I Porter “normali” si articolano su una gamma che comprende sia modelli da 1,5 tonnellate sia da 1,7 tonnellate e sono disponibili in versione Multitech, con motore benzina, o nelle varianti Eco Power (benzina e Gpl) e Green Power (benzina e metano). Hanno prezzi compresi tra i 13.513 e i 17.123 euro. Esistono anche in versione Maxxi (con ruote posteriori gemellate, telaio rinforzato e differenziale a slittamento ridotto), con prezzi compresi tra i 16.448 e i 21.483 euro.

Disponibili in un solo livello di allestimento, offrono a richiesta un pacchetto “tunnel cruscotto, antifurto e chiusura centralizzata” a 500 euro e la radio con cd e lettore mp3 a 173 euro. I Piaggio Porter Electric Drive, infine, in base ad allestimento e dimensioni hanno prezzi compresi tra i 25.578 e i 29.628 euro.

Per quanto riguarda i Piaggio Porter di seconda mano, questi sono disponibili sul sito di AutoScout24.

Piaggio Porter: conclusioni

Agile e versatile, economico e con una gamma molto articolata, il Piaggio Porter ha alcuni limiti legati alla capienza e alla portata, ma non teme rivali se deve muoversi nello stretto. Realizzato come furgone, pulmino, cassonato e in altre varianti, ha dalla sua anche una vasta scelta di alimentazioni: benzina, Gpl, metano ed elettrica.