BYD Dolphin G DM-i, la plug-in compatta che porta l’ibrido ricaricabile sotto i 25.000 euro

La nuova BYD Dolphin G DM-i arriva in Italia con un posizionamento insolito per il mercato europeo: dimensioni da segmento B, tecnologia ibrida plug-in, fino a 105 km in elettrico e un prezzo di lancio da 23.640 euro. Una formula che punta dritta al cuore delle compatte ibride tradizionali.

Il segmento B europeo è abituato a sfide combattute al centesimo, ma raramente vede arrivare una plug-in hybrid con ambizioni così chiare. La BYD Dolphin G DM-i nasce proprio per questo spazio: non è una SUV compatta mascherata da city car, non è una elettrica pura da usare con qualche compromesso sulle lunghe percorrenze, e non è nemmeno una full hybrid classica. È una compatta lunga 4,16 metri che prova a mettere insieme guida elettrica quotidiana, autonomia complessiva da grande viaggiatrice e prezzo da utilitaria ben equipaggiata.

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Il dato che colpisce per primo è il listino italiano. BYD indica prezzi da 24.790 euro per la versione Active, 27.290 euro per la Boost, 28.790 euro per la Comfort e 30.790 euro per la Sport. In fase di lancio, la Active scende a 23.640 euro, cifra che rende la Dolphin G DM-i una delle plug-in più accessibili oggi sul mercato italiano. Non è un dettaglio marginale: finora l’ibrido ricaricabile è rimasto spesso legato a modelli più grandi e costosi, lasciando alle compatte soprattutto soluzioni mild hybrid, full hybrid o elettriche pure.

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La base tecnica è il sistema Super Hybrid DM-i. La versione Active monta una batteria Blade da 7,42 kWh, con 40 km di autonomia elettrica dichiarata nel ciclo WLTP combinato e 1.020 km di percorrenza totale. Le versioni Boost, Comfort e Sport adottano invece una batteria da 18,3 kWh, che porta l’autonomia elettrica a 105 km e quella complessiva a 1.040 km. Il motore elettrico anteriore eroga 163 CV, affiancato da un quattro cilindri benzina 1.5 da 95 CV. La potenza di sistema arriva a 176 CV sulla Active e a 212 CV sulle altre varianti, con uno 0-100 km/h dichiarato in 8,3 secondi.

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La ricarica distingue nettamente le versioni. La Active ha un caricatore AC da 3,3 kW e recupera la batteria dal 15% al 100% in poco meno di tre ore. Le varianti con batteria più grande salgono a 6,6 kW in corrente alternata e aggiungono la ricarica rapida DC a 39 kW, con passaggio dal 10% all’80% in 26 minuti. Sono numeri interessanti perché avvicinano l’uso della plug-in a quello di una piccola elettrica per gli spostamenti quotidiani, ma senza obbligare chi percorre molti chilometri a pianificare ogni viaggio attorno alle colonnine.

Anche lo spazio è uno degli argomenti forti. Con 4.160 mm di lunghezza, 1.825 mm di larghezza e 2.610 mm di passo, la Dolphin G DM-i si colloca nella fascia alta del segmento B. Il bagagliaio parte da 425 litri e arriva a 1.225 litri abbattendo i sedili posteriori, valori più vicini a quelli di molte compatte che a quelli di una semplice utilitaria. Questo rende il modello interessante non solo per l’uso urbano, ma anche per famiglie piccole o pendolari che cercano un’auto unica, non una seconda vettura.

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La dotazione parte già ricca: fari LED, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera, climatizzatore automatico, quadro digitale da 8,8 pollici e infotainment da 10,1 pollici con Android Auto e Apple CarPlay. Salendo di allestimento arrivano lo schermo da 12,8 pollici, i sedili riscaldati, la ricarica wireless, la funzione Vehicle-to-Load, l’head-up display, il tetto panoramico e la telecamera a 360 gradi. Su tutte le versioni sono previsti diversi sistemi di assistenza alla guida, dal cruise control adattivo al monitoraggio dell’angolo cieco.

Il punto centrale, però, resta strategico. BYD non sta portando in Europa solo un altro modello elettrificato: sta provando a entrare nel segmento più sensibile del mercato con un prodotto pensato per l’Europa, già ordinabile in Italia e con una politica di prezzo aggressiva. Per chi valuta una compatta nuova, la Dolphin G DM-i cambia il confronto: non obbliga a scegliere tra benzina ibrida tradizionale ed elettrica pura, ma propone una terza via con molta autonomia elettrica e costi d’ingresso più vicini a quelli delle utilitarie alto di gamma.

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La riuscita commerciale dipenderà da rete, valore residuo, fiducia nel marchio e consumi reali, soprattutto per chi non ricarica regolarmente. Ma l’arrivo della Dolphin G DM-i segna comunque un passaggio importante: l’ibrido plug-in smette di essere una tecnologia quasi premium e scende nel territorio delle compatte popolari. Per il mercato europeo, è una notizia da osservare con attenzione.

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