Hyundai Ioniq 3, la compatta elettrica che punta su autonomia e design

La produzione è prevista a Izmit, in Turchia, mentre l’arrivo in concessionaria è atteso per l’autunno.
Anche il posizionamento sembra piuttosto chiaro. Il prezzo d’ingresso, almeno secondo le prime stime in attesa del listino ufficiale, dovrebbe restare poco sotto i 30 mila euro. Ci saranno due batterie e, nella versione più efficiente, l’autonomia dichiarata arriva fino a 490 chilometri.
Dal punto di vista dello stile è presente uno spoiler in coda e davanti spiccano i Pixel LED, che ormai sono diventati quasi una firma per Hyundai. Le luci diurne, sottilissime, danno al frontale un aspetto molto netto.
Lo spoiler è un indizio che c’è stato anche un lavoro evidente sull’aerodinamica. Il Cx dichiarato è di 0,26, un valore niente male per una compatta di questo tipo. Chi vorrà un aspetto più aggressivo potrà orientarsi sulla N Line, che aggiunge una mascherina più cattiva in nero lucido, cerchi scuri da 19 pollici, uno spoiler posteriore più pronunciato e un abitacolo impostato su toni più scuri, con qualche finitura dedicata.
Dentro, la Ioniq 3 cerca di tenere insieme stile e praticità senza far pesare troppo la forma esterna. Le dimensioni restano da compatta vera, 4,16 metri di lunghezza, 1,80 di larghezza e 1,51 di altezza, con un passo di 2,65 metri, però lo spazio a bordo sembra sfruttato bene. Sul divanetto posteriore ci stanno senza troppi sacrifici anche persone alte, almeno per quello che si è visto finora.
Interessante il bagagliaio. Hyundai dichiara 441 litri complessivi, contando sia i 320 litri sopra il piano di carico sia lo spazio sotto, nella cosiddetta megabox. È una soluzione pratica, abbastanza furba, anche perché il pavimento del vano può essere regolato su due livelli.
L’abitacolo ha diversi dettagli particolari, alcuni riusciti più di altri, ma nel complesso ha una sua personalità. I materiali promettono una certa cura e c’è attenzione all’uso di rivestimenti sostenibili. La plancia è attraversata da una lunga tasca che ricorda, sicuramente comoda, anche se si tratta di una soluzione già vista.
Sul fronte tecnologico, la novità più interessante è forse l’arrivo di Pleos, il nuovo sistema infotainment della casa, basato su Android Automotive. Hyundai parla di un salto in avanti sul piano della fluidità, della grafica e della connettività. Durante la presentazione, però, il sistema era ancora in modalità demo, quindi su questo conviene aspettare una prova più concreta.
La strumentazione ha uno sviluppo minimale, mentre il display centrale cambia a seconda dell’allestimento. Nelle versioni più ricche arriva a 14,6 pollici, nelle altre si ferma a 12,9. In ogni caso, la sensazione è che Hyundai abbia voluto costruire un ambiente piuttosto pulito, senza riempirlo troppo.
La Ioniq 3 nasce sulla variante più accessibile della piattaforma E-GMP, quella pensata per modelli elettrici a trazione anteriore. L’architettura è a 400 volt e la gamma prevede due batterie, da 42,2 e 61 kWh. In entrambi i casi la coppia massima è di 250 Nm, mentre cambiano i livelli di potenza.
Qui i dati diffusi da Hyundai fanno un po’ alzare il sopracciglio, perché la batteria più grande viene indicata insieme a un motore da 135 CV, mentre la standard range avrebbe 147 CV. È un’impostazione un po’ insolita, ma sulla carta è questa. L’autonomia dichiarata arriva fino a 490 chilometri per una versione e a 335 per l’altra. Anche le prestazioni cambiano, anche se non in modo radicale: nello 0-100 km/h si parla di 9,0 e 9,6 secondi.
Per la ricarica in corrente alternata c’è l’11 kW di serie, con possibilità di avere il caricatore da 22 kW. In corrente continua, Hyundai indica circa mezz’ora per passare dal 10 all’80%, un valore in linea con quello che ci si aspetta da un’elettrica di questa fascia.
I prezzi ufficiali ancora non ci sono. L’idea, comunque, è che la Ioniq 3 si collochi appena sopra la Inster, con un listino d’attacco inferiore ai 30 mila euro. Se le cifre saranno confermate, potrebbe ritagliarsi uno spazio interessante, soprattutto perché prova a presentarsi in modo diverso: meno vicina ai soliti codici da crossover, più concentrata su linea, efficienza e identità visiva.
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