Monopattini elettrici, dal 16 luglio arriva l’assicurazione obbligatoria

Dal 16 luglio 2026 i monopattini elettrici che circolano in Italia dovranno avere una copertura RC Auto dedicata.

Dopo l’obbligo di contrassegno identificativo, entra così in vigore il passaggio più concreto della nuova disciplina: il monopattino non sarà più trattato come un semplice dispositivo di micromobilità, ma come un mezzo da assicurare e rendere tracciabile.

La scadenza del 16 luglio non arriva all’improvviso. MIMIT e MIT avevano fissato questa data con una circolare del 17 aprile 2026, accogliendo la richiesta dell’ANIA di avere più tempo per completare gli adeguamenti tecnici e organizzativi del settore assicurativo. Il rinvio ha spostato in avanti l’obbligo RC, mentre il contrassegno identificativo era già stato confermato come requisito separato e necessario per regolarizzare il mezzo.

La novità riguarda tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica che circolano sul territorio nazionale. La polizza dovrà essere collegata al contrassegno del mezzo, non a una generica copertura personale. È un punto importante: secondo le FAQ del MIMIT, una normale RC famiglia o una polizza per la vita privata non basta, perché la copertura obbligatoria deve essere registrata come RC Auto e associata al codice identificativo del monopattino.

Il sistema nasce per consentire controlli più rapidi e meno ambigui. Il contrassegno viene collegato alla copertura assicurativa attraverso le piattaforme del MIT e dell’ANIA, così da permettere verifiche incrociate da parte delle forze dell’ordine. Per chi usa il monopattino ogni giorno, questo significa che la regolarità del mezzo non dipenderà più solo dal possesso di una ricevuta o da una dichiarazione del proprietario, ma da una posizione assicurativa formalmente registrata.

La riforma cambia anche il modo in cui vengono gestiti i danni in caso di incidente. Consap ha chiarito che dal 16 luglio troveranno applicazione anche le disposizioni sul Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada e la disciplina del Sistema Carta Verde. In pratica, l’inserimento dei monopattini nel perimetro della RC Auto punta a dare maggiore tutela a chi subisce un danno, avvicinando la micromobilità elettrica alle regole già note per auto, moto e ciclomotori.

Resta da valutare con attenzione il contenuto delle singole polizze. Il MIMIT ricorda che, se il mezzo viene usato da più persone, conviene verificare se la copertura vale per tutti i conducenti o solo per l’intestatario. Un altro aspetto delicato è la rivalsa: in caso di violazioni gravi del Codice della Strada o delle condizioni contrattuali, la compagnia potrebbe pagare il danno e poi rivalersi sul proprietario o sul conducente effettivo.

La scadenza si inserisce in un quadro normativo già più severo. La riforma del Codice della Strada ha introdotto regole su casco, contrassegno, limiti di circolazione e requisiti tecnici dei mezzi. I monopattini non possono essere usati liberamente ovunque: sono vietati sui marciapiedi, contromano, sulle strade extraurbane e sulle strade urbane con limite superiore a 50 km/h. Restano vietati anche il trasporto di passeggeri e le modifiche per aumentare le prestazioni.

Per i proprietari, il messaggio è semplice: prima del 16 luglio bisogna verificare che il monopattino abbia il contrassegno e che la compagnia assicurativa possa emettere una polizza RC Auto specifica, collegata a quel codice. Per chi usa mezzi in sharing, il tema ricade soprattutto sugli operatori, ma l’obbligo del casco e le regole di circolazione restano centrali anche per l’utilizzatore.

La nuova RC obbligatoria segna una fase diversa per la micromobilità urbana. Dopo anni di diffusione rapida, spesso più veloce delle norme, il monopattino elettrico entra in una stagione di maggiore responsabilità: meno informalità, più controlli, più tutela per le vittime degli incidenti. Per chi lo usa come alternativa all’auto nei tragitti brevi, non è la fine della praticità. È piuttosto il passaggio a una mobilità leggera che deve convivere con regole simili a quelle degli altri mezzi su strada.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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