Recensione Audi Q5: completa ed equilibrata, ma le manca qualcosa

Tra i modelli di più recente introduzione nella storia Audi, la Q5 è forse quella che ha avuto il maggior impatto

Se, infatti, lo scettro di primo SUV della storia della Casa degli Anelli va al più grande Q7, presentato nel 2006, è la Q5, lanciata tre anni dopo nel 2009, che ha reso Audi una delle Case più amate nel campo degli Sport Utility. Da diversi anni, infatti, la Q5 è l’Audi più venduta al mondo, e in Europa è seconda alla sorella minore Q3. Il merito del successo delle prime due generazioni è dovuto ad una ricetta apparentemente semplice, ma efficace: replicare i punti di forza delle berline Audi come A4 e A6 con un assetto rialzato, a partire dallo stile maturo e appagante e finendo con un'ottima dinamica di guida per un veicolo a ruote alte, passando per degli interni che non accettano compromessi dal punto di vista della qualità costruttiva.

Il successo delle prime due generazioni della Q5 è certificato dai numeri di vendita, che con oltre 2,7 milioni di unità posiziona il D-SUV tra i modelli più venduti della storia della Casa di Ingolstadt. Alla fine del 2024 è stata presentata la terza serie, che cambia parecchio a livello estetico, interno e meccanico. La piattaforma su cui è basata, infatti, è la nuova PPC, condivisa anche con le altre termiche di ultima generazione degli Anelli, la A5 e la A6. Più morbida, tondeggiante e disponibile anche in versione Sportback, con tetto spiovente e linee più da coupé, la Q5 è cambiata tanto anche all’interno, con un abitacolo più tecnologico, ma con una minor qualità costruttiva percepita. La gamma motori è completamente elettrificata, con motori benzina e Diesel con potenze comprese tra i 204 e i 367 CV, con la versione elettrica “coperta” dalla sorellastra a batterie, la Q6 e-tron.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

L’Audi Q5 in 5 punti

  • Motorizzazioni – La gamma motori della Q5 è interamente elettrificata, con due motori Diesel Mild Hybrid (il 2.0 TDI da 204 CV e il 3.0 V6 TDI da 299 CV), altrettante versioni benzina Mild Hybrid (il 2.0 TFSI da 204 CV e la SQ5 con motore 3.0 V6 da 367 CV) e due Plug-In, le e-Hybrid da 299 e 367 CV.
  • Design – Lo stile è più aggressivo e moderno che in passato, “rompendo” con alcuni canoni stilistici della gamma Q5. Disponibile anche in versione con tetto spiovente, la Sportback, è un po’ meno aggraziata che in passato, soprattutto in variante coupé.
  • Interni – C’è stato un passo indietro in termini di qualità costruttiva ed ergonomia rispetto alla generazione precedente. A dominare sono i tre display anteriori, mentre mancano comandi fisici sulla plancia. Generoso lo spazio.
  • Tecnologia – Di serie ci sono quadro strumenti digitale e infotainment da 14,9 pollici, e a richiesta si può avere un terzo schermo per il passeggero anteriore da 10,9 pollici. Bene la dotazione di sicurezza, con la guida autonoma di Livello 2 già di serie dall’allestimento base.
  • Prezzi – La terza generazione della Q5 parte da circa 63.000 euro, mentre la top di gamma SQ5 con allestimento sport attitude, il più ricco, supera i 100.000 euro. A parità di allestimento, la Q5 Sportback costa 3.000 euro in più.

Com’è fuori

audi q5 tfsi quattro s line 31

Più lunga di soli 4 cm rispetto alla precedente, a livello estetico l’Audi Q5 cambia completamente il suo stile, rompendo con il suo passato più squadrato e riconoscibile. Se, infatti, la prima generazione aveva rivoluzionato il mondo dei SUV e introdotto degli stilemi conservati anche dalla seconda serie, come i fari posteriori interamente contenuti nel portellone o il frontale alto e squadrato con la calandra Single Frame, questa terza Q5 è più morbida, filante e visivamente sportiva. Con i suoi 4,72 metri, è un’auto dalle dimensioni generose, che davanti adotta una calandra ottagonale più piccola che in passato, ma affiancata da due prese d’aria aggiuntive più grandi, e una grande “bocca” nella parte bassa.

Il cofano è alto ma più sinuoso, mentre i fari full LED sono più sottili e hanno una firma luminosa più riconoscibile di notte. Lateralmente, le fiancate rigorose delle precedenti lasciano spazio a passaruota bombati e a linee più morbide, mentre è forse la coda il lato cambiato maggiormente. Scompaiono, infatti, i fari “supplementari” nella parte bassa del paraurti, che servivano a rendere visibile il veicolo anche con il portellone aperto, in quanto i gruppi ottici principali erano incastonati proprio sul portellone, scomparendo quindi a bagagliaio aperto. I passaruota bombati e il lunotto inclinato anche sulla Q5 “normale” disegnano un posteriore decisamente più sportivo, dove la firma luminosa a LED unisce i due fari che, per la prima volta, arrivano fino ai passaruota. La Sportback, invece, condivide le stesse soluzioni ma con un lunotto ancora più inclinato, per un look meno armonioso che in passato e più “strano”. Il bagagliaio, invece, è buono ma non eccezionale: 520 litri, 515 per la Sportback.

Sono queste, quindi, le dimensioni del Audi Q5:

Lunghezza: 4.717 mm Larghezza: 1.900 mm Altezza: 1.647 mm Passo: 2.819 mm Bagagliaio: 520-1.473 litri (515-1.415 litri Sportback)

Com’è dentro

audi q5 tfsi quattro s line 824

Anche salendo a bordo, la terza serie della Q5 segna un cambio di rotta completo rispetto alla precedente generazione. Lanciata nel 2017, la Q5 seconda serie puntava su tanti comandi fisici tra plancia, consolle centrale e tunnel, così come sul volante, e tutti i tasti, le leve e i pulsanti erano molto curati a livello di finitura e realizzazione. Oggi, invece, l’attenzione si sposta totalmente sulla tecnologia, con l’addio a quasi tutti i comandi fisici (rimane solo il tasto per le quattro frecce, quello per l’accensione del veicolo e la rotella per alzare il volume dell’infotainment). La plancia è completamente dominata da display, con un unico schermo curvo che incorpora due display, uno da 11,9 pollici per il quadro strumenti digitale e il secondo, più grande, da 14,5 pollici per il sistema di infotainment MMI.

A questi, a richiesta, si può aggiungere un terzo schermo da 10,9 pollici dedicato esclusivamente al passeggero anteriore, con lo stesso sistema operativo (completo e piuttosto intuitivo, ma non modernissimo alla vista) dell’infotainment. L’ambiente che si crea è scenografico, ma poco ergonomico alla guida, e la qualità percepita è più bassa. Il quadro strumenti, poi, fa un passo indietro rispetto al precedente Virtual Cockpit, con un pannello di qualità più bassa e meno funzioni e personalizzazione (non si può più, ad esempio, mettere la mappa a tutto schermo). __Scende rispetto al passato anche la qualità costruttiva, che non è a livello della vecchia Q5, con assemblaggi non impeccabili e materiali ottimi in alcune parti, meno appaganti nella parte bassa. D’impatto, negli interni dell’Audi Q5, la curata illuminazione lounge personalizzabile dal sistema, mentre lo spazio è ottimo davanti e buono per due persone dietro. Il quinto passeggero deve fare i conti con una seduta rigida e con il tunnel di trasmissione voluminoso, che ruba centimetri preziosi. Nonostante il tetto spiovente, la Q5 Sportback ha un’abitabilità sostanzialmente sovrapponibile a quella della Q5 “normale”.

Come si guida l’Audi Q5: unisce comfort, completezza e una buona guidabilità

La base della Q5 è comune alle nuove vetture termiche di dimensioni medio-grandi del Gruppo Volkswagen. Sotto la scocca, infatti, si nasconde la piattaforma PPC (Premium Platform Combustion), una piattaforma dedicata a vetture termiche ed elettrificate e condivise, tra le altre, con la nuova A5, con la quale questa Q5 condivide anche parte del comportamento dinamico. Su strada, infatti, il D-SUV degli Anelli si comporta bene, con motori piuttosto vivaci su tutta la gamma, uno sterzo preciso e dal giusto peso (anche se molto filtrato) e un’ottima insonorizzazione. In città, le dimensioni generose la rendono meno agile che in passato, ma la tanta tecnologia, dalle telecamere a 360 gradi fino al parcheggio automatico (entrambi optional) aiutano a muoversi nel traffico senza impicci.

Fuori città, la Q5 convince per un buon comportamento dinamico, un anteriore piuttosto preciso e una buona gestione del peso, che parte da 1.835 kg a vuoto sulla 2.0 TFSI e supera i 2.200 kg sulle e-Hybrid. A gestire un corpo vettura così generoso ci pensano le sospensioni ad aria, un optional piuttosto costoso (oltre 2.400 euro sulle versioni Mild Hybrid) che trasformano l’esperienza di guida. Comoda e silenziosa, invece, in autostrada, dove non teme le lunghe percorrenze. A livello di motori, il 2.0 turbobenzina da 204 CV è vispo, ma non vivace, ed è l’unica motorizzazione disponibile anche a trazione anteriore. Tutte le altre sono esclusivamente integrali, con l’ottima trazione quattro ormai di tipo inseribile elettronicamente quando serve. Vivace ma non sportivo il 2.0 TDI, che ha consumi buoni ma non eccelsi, mentre per chi fa tanta strada è perfetto il 3.0 V6 TDI da 299 CV, davvero vigoroso e dai consumi bassi. Sportiva la SQ5 con motore V6 biturbo (0-100 km/h in 4,5 secondi), mentre le due e-hybrid hanno tra i 94 e i 100 km di autonomia in elettrico (WLTP) e si guidano bene, con una buona efficienza generale.

audi q5 tfsi quattro s line 289

Gli ADAS e la sicurezza

Come tutte le Audi, anche la Q5 ha un’attenzione particolare alla sicurezza, ma per avere la migliore esperienza d’uso bisogna mettere mano al portafogli. In realtà, rispetto al passato la dotazione di serie è più che buona, con la presenza su tutte le versioni di Cruise Control Adattivo, fari full LED, frenata automatica di emergenza, riconoscitore dei segnali stradali, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera e mantenitore di corsia. Sono optional, però, dotazioni che dovrebbero essere di serie come il sistema di controllo della pressione degli pneumatici, mentre il pacchetto per la guida autonoma completa di Livello 2+ è anch’esso un optional.

Nonostante la giovane età, la Q5 di terza generazione è stata già testata dal celeberrimo ente indipendente EuroNCAP, che ha valutato molto bene la performance del SUV tedesco nei suoi classici crash test. Secondo l’ente, infatti, la Q5 si è meritata le cinque stelle, ottenendo un ottimo punteggio in termini di protezioni degli adulti (85%) e dei bambini (86%). Bene anche la protezione degli utenti deboli della strada (79%), mentre la valutazione dei sistemi di sicurezza è pari al 77%. Nonostante i criteri dell’EuroNCAP siano diventati molto più severi, la terza serie ha dato seguito alle cinque stelle ottenute dalla seconda generazione nel 2017.

Perché scegliere l’Audi Q5 e perché no

L’Audi Q5 è uno dei SUV più desiderati e di maggior successo presenti sul mercato. Dopo due generazioni di enorme successo, che hanno reso la Q5 una delle Audi più vendute della storia in neanche 20 anni di esistenza, questa terza serie è più sportiva, dinamica e tecnologica che mai. All’esterno, le linee sono filanti, più coraggiose che in passato, anche se la Sportback è meno riuscita che in passato, risultando meno bilanciata della classica Q5 “normale”. All’interno, poi, è un tripudio di tecnologia, schermi e ambiente lounge, con il risultato però di aver perso un po’ di vista l’ergonomia e la qualità effettiva di materiali e assemblaggi.

Questa Q5 è infatti un’auto completa e piacevole, che però perde quella completezza e quel senso di appagamento che dava la generazione precedente. Dai comandi touch poco soddisfacenti da usare alla perdita di qualità e personalizzazione del quadro strumenti digitale, questa Q5 sembra dare più importanza all’apparenza che alla sostanza. Si rifà, però, con un comportamento dinamico più che buono, che la rende piacevole e precisa tra le curve, con un’ottima insonorizzazione e stabilità durante la marcia autostradale. I motori, invece, devono portare in giro una massa decisamente generosa, e se il sistema Mild Hybrid a 48 V rende più pronti tutti i motori, i 2.0 benzina e gasolio sono buoni, ma non così vivaci come in passato.

Meglio puntare sui due 3.0 V6, sia a benzina che Diesel, che (Superbollo a parte) rendono più vivace, appagante e valido tutto il pacchetto. Il prezzo, infine, è alto come da tradizione, con prezzi che partono da circa 63.000 euro ma che, scegliendo qualche optional, possono arrivare facilmente oltre quota 80.000 euro scegliendo uno dei 2.0 quattro cilindri.

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Giulio Verdiraimo

Giulio Verdiraimo è un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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