Recensione BMW M3: è cambiata tanto, ma è ancora una sportiva da urlo

Fin dall’introduzione della prima generazione nel 1988 con la leggendaria M3 E30, la variante sportiva della più piccola delle berline dell’Elica è riuscita ad incapsulare in un unico modello tutte le caratteristiche che rendono le BMW tra le automobili più amate dagli appassionati. Motori di livello assoluto, un’attenzione speciale per la dinamica di guida e uno stile che, da sempre, si differenzia per i passaruota allargati, gli scarichi sportivi e gli iconici loghi M con i colori blu, azzurri e rossi.
Nella storia di questo iconico modello, la M3 ha adottato motori a quattro, sei e otto cilindri, partendo dai 215 CV della M3 E30 agli oltre 5.000 CV della attuale M3, e con l’arrivo della sesta generazione della più iconica delle “M Car”, la G80, è arrivata una variante di carrozzeria inedita. Insieme alla M3 berlina e alle versioni Coupé e Cabrio, che da due generazioni si chiamano M4, è arrivata l’attesa M3 Touring, la versione familiare della superberlina tedesca. Dotata di dimensioni più generose del passato, la M3 è cambiata molto, passando dalla piccola tre volumi sportiva, leggera e agile all’attuale berlina più raffinata, più sportiva e più tecnologica. Non siamo, quindi, più di fronte ad una ammazza-sportive, ma ad una vera superberlina (o super-Wagon) capace di unire tecnologia, prestazioni e presenza, il tutto ad un prezzo da sportiva di razza.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La BMW M3 in 5 punti
- Motorizzazioni – Per la più sportiva delle Serie 3, il motore è l’eccezionale 3.0 sei cilindri in linea biturbo S58, con potenza compresa tra i 480 e i 510 CV. Sulla M3 berlina, è possibile scegliere la trazione posteriore o integrale e, sulla versione meno potente, il cambio manuale. Trazione integrale e cambio automatico sono di serie sulla M3 Touring.
- Design – Rispetto alle già sportive Serie 3 G20, la M3 ha un’estetica molto più aggressiva, con passaruota bombati, assetto ribassato, paraurti sportivi e, soprattutto, l’enorme mascherina a doppio rene “XXL”, che occupa l’intero frontale e incattivisce la M3.
- Interni – Dopo il restyling arrivato nel 2022, la M3 ha adottato, come le altre Serie 3, l’abitacolo con il grande display curvo per quadro strumenti e infotainment da 14,9 pollici l’uno, privo di comandi fisici (resta il comodo rotore dell’iDrive). Ottima la qualità costruttiva, molto sportivi i sedili optional in carbonio.
- Tecnologia – Di serie su tutte le M3 il Cruise Control e la frenata automatica di emergenza. Per avere la guida autonoma di Livello 2, è necessario acquistare i pacchetti di assistenza opzionali. Il display curvo è di serie, mentre Android Auto ed Apple CarPlay sono wireless, il navigatore proprietario è optional.
- Prezzi – La più economica è la M3 berlina con cambio manuale e 480 CV, offerta a 104.000 euro. Servono 6.000 euro in più per la Competition da 510 CV, mentre la Competition xDrive a trazione integrale parte da 115.100 euro. La M3 Touring Competition xDrive, invece, parte da 120.000 euro.
Com’è fuori
A livello estetico, la M3 G80 è realizzata sulla base della Serie 3 di settima generazione, la G20, riprendendone lo stile generale ma incattivendola sia nel frontale che in altri dettagli. Disponibile, per la prima volta, sia in versione berlina che Touring, la Station Wagon, la M3 non è più proposta con carrozzeria Coupé o Cabrio. Dalla sesta generazione della berlina più amata dell’Elica, la F30, la Serie 3 Coupé ha preso il nome di Serie 4, e di conseguenza la due porte con la stessa meccanica si chiama, appunto M4. Tornando a noi, la M3 è più lunga della Serie 3 di base, aggiungendo ben 9 cm (passa da 4,71 a 4,80 metri di lunghezza) attribuibili, principalmente ai più massicci paraurti anteriori e posteriori.
Il frontale, infatti, è dominato dall’enorme calandra a doppio rene di dimensioni extralarge, che occupano l’intero muso per altezza ed essendo sostanzialmente prive di griglie danno uno sguardo iper-aggressivo alla berlina sportiva bavarese. Anche i fari sono più affilati e il paraurti è ancora più cattivo, mentre lateralmente si notano i passaruota bombati, che allargano la M3 di ben 7 cm rispetto alla Serie 3 di base, arrivando a 1,90 metri. Il cofano lungo e l’abitacolo arretrato fanno capire che la meccanica è quella “giusta”, con motore longitudinale e trazione posteriore, mentre in coda i fari a LED (dal 2022 con lente trasparente) fanno il paio con il paraurti molto aggressivo della M3 e i quattro scarichi che, a richiesta, possono anche essere posizionati al centro del paraurti scegliendo il sistema di scarichi più sportivo. La M3 Touring condivide frontale e passaruota allargati con la berlina, e la coda è ben raccordata tra l’animo familiare della Touring con la sportività della M3. Nella media del segmento il bagagliaio, da 480 litri per la berlina e 500 per la Touring.
Sono queste, quindi, le dimensioni della BMW M3:
- Lunghezza: 4.801 mm
- Larghezza: 1.903 mm
- Altezza: 1.438 mm
- Passo: 2.857 mm
- Bagagliaio: 480-n.d. litri (Touring 500-1.510 litri)
Com’è dentro
Salendo a bordo, la M3 condivide quasi interamente gli interni con la Serie 3 G20 da cui deriva. Come sulla media della Casa di Monaco, infatti, troviamo il pannello curvo dove trovano posto i due schermi da 14,9 pollici di quadro strumenti digitale e sistema di infotainment iDrive, mentre la plancia è pressoché priva di tasti fisici. Sia i comodi comandi del clima che quelli per radio e preset sono stati eliminati, ed è tutto accessibile tramite il display, di ottima qualità ma un po’ complesso da usare per le tante funzioni che ci sono. Sul tunnel centrale, invece, troviamo la leva del cambio che, nelle versioni automatiche, è dotata di tasti per velocizzare la cambiata, mentre più indietro c’è il comodissimo rotore per comandare l’infotainment, ancora presente su questa generazione.
Non mancano, poi, il selettore per le modalità di guida e, soprattutto, per gestire tutte i settaggi “M” per cambio, ESP, differenziale, scarichi attivi e motore. La M3 si differenzia per un volante più sportivo, sedili più contenitivi, delle grafiche specifiche nel quadro strumenti e nell’infotainment e per degli inserti più spinti, personalizzabili nei materiali e nei colori. Come sulle altre Serie 3, lo spazio è ottimo davanti e la posizione di guida è da sportiva, distesa e alla giusta altezza da terra (anche se i più “pistini” avrebbero gradito un sedile ancora più basso). Dietro, lo spazio è nella media sia sulla berlina (dove il tetto non è così spiovente) che sulla Touring, risultando comoda per due persone. Ottima, invece, la qualità costruttiva, ormai a livello delle migliori rivali.
Come si guida la BMW M3: più potente e veloce che mai
Alla guida, la BMW M3 è un’auto che sa ancora emozionare. Rispetto ad alcune generazioni iconiche, come la leggendaria M3 E46 con il suo 3.2 aspirato da 343 CV e un peso relativamente contenuto, questa M3 è più grande, pesante e meno agile. La più leggera, la M3 manuale, ferma la bilancia a 1.630 kg, mentre la Touring con trazione integrale arriva a 1.865 kg. Nonostante la massa, però, riesce ad essere veloce nei cambi di direzione grazie all’ottimo pianale modulare CLAR su cui è realizzata, allo sterzo a rapportatura variabile e alle sospensioni raffinate. Il suo “regno” è, però, il misto veloce, dove può dare sfogo al suo eccezionale 3.0 sei cilindri in linea S58 da 480 CV sulla M3 manuale (il cambio è piacevole, ma non cambia completamente l’esperienza di guida: da provare per fare la scelta giusta), che salgono a 510 CV sulla M3 Competition con cambio automatico ZF a 8 rapporti, rapidissimo e a fuoco per la vettura.
Sia la berlina che la versione Touring hanno un assetto con ammortizzatori regolabili, ma in ogni settaggio si tratta di un’auto rigida e con poche concessioni al comfort, com’è giusto che sia per quella che è, a tutti gli effetti, una sportiva a quattro (o cinque) porte. Lo sterzo è preciso e diretto, mentre i freni sono potenti in versione di serie, e davvero cattivi se si scelgono quelli carboceramici. Si può usare tutti i giorni, ma i consumi (il dato omologato è di 10,0 km/l per entrambe le versioni), l’assetto e il piacere di guida che porta a spingere possono non essere adatti a tutti nella vita di tutti i giorni.
Gli ADAS e la sicurezza
Nonostante si tratti del punto d’arrivo della gamma Serie 3, la M3 non è troppo dotata in termini di sicurezza. La dotazione di serie, infatti, offre la presenza di mantenitore di corsia, Cruise Control “tradizionale”, fari full LED, frenata automatica d’emergenza e riconoscitore dei segnali stradali, oltre ai sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Per avere una M3 più dotata dal punto di vista della sicurezza attiva, è necessario scegliere tra i tanti optional a pagamento.
Il Cruise Control Adattivo, ad esempio, costa 670 euro se scelto da solo, mentre il pacchetto Driving Assistant è offerto a 920 euro e, a oltre 2.000 euro, il pacchetto Driving Assistant Professional, che prevede in opzione il mantenitore attivo di corsia, il Cruise Control Adattivo, il sistema di retromarcia automatica, l’assistente al parcheggio e, ulteriormente a richiesta, il sistema di telecamere a 360 gradi o l’Head-Up Display. Sebbene la M3 non sia stata direttamente testata dall’ente indipendente EuroNCAP, la Serie 3 G20 su cui è basata è stata testata al lancio della settima serie, nel 2019, ottenendo il massimo dei voti, 5 stelle.
Perché scegliere la BMW M3 e perché no
Come tutte le vetture sportive, la BMW M3 non si acquista con razionalità. Se si cerca un’auto adatta alla famiglia, veloce, versatile e divertente da guidare, la risposta è già nella gamma Serie 3, con le già rapide e appaganti M340i ed M340d, quest’ultima con consumi davvero ottimi per le prestazioni. Sebbene, poi, siamo di fronte ad un’auto da oltre 100.000 euro nella sua versione più abbordabile, la dotazione (soprattutto di sicurezza) è da integrare. Rispetto al passato, poi, l’aumento delle dimensioni, del peso e della potenza ha tolto un po’ di “purezza” dall’esperienza di guida, rendendo questa M3 ancora più veloce, rapida ed emozionante, ma forse un po’ meno divertente.
Al netto di tutto questo, questa generazione ha uno dei migliori motori (a livello assoluto, più che dal punto di vista emozionale) della storia del modello, capace di spingere dai bassi e tirare fino agli alti regimi, senza avere quel comportamento da motore turbo scorbutico e offrendo una curva di potenza regolare e instancabile. Lo sterzo preciso, l’eccellente telaio, la dinamica di guida precisa e ancora improntata al divertimento (e al sovrasterzo: attenzione quando si staccano i controlli, perché qui si staccano del tutto) la rendono una delle migliori berline sportive in circolazione. La versione Touring, poi, aggiunge ancora più praticità e permette di avere livelli di usabilità da SUV, ma con una dinamica di guida nettamente migliore, più divertente e più appagante.
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