Recensione Citroen C4: la compatta fa la crossover e punta sul comfort

Il Double Chevron, infatti, ha prodotto tre generazioni di C4 tra il 2004 e oggi, cambiando completamente registro. La prima serie, lanciata nel 2004, era una compatta media dallo stile fuori dagli schemi, con un abitacolo altrettanto originale (indimenticabile, per la sua follia, il volante con la parte centrale fissa) e due carrozzerie completamente differenti tra la 3 porte, più sportiva, e la 5 porte, più tondeggiante e familiare. A seconda generazione, lanciata nel 2010, ha perso l’originalità della prima, adottando al suo posto un look classico sia fuori che dentro.
L’obiettivo dichiarato era quello di essere un’auto decisamente più “normale”, in grado di attirare i clienti che non avevano scelto la prima C4 per lo stile così divisivo. Il design, però, era fin troppo semplice, e non riuscì a scalzare le compatte medie tedesche alle quali si ispirava. La C4 II ha abbandonato il mercato nel 2018, senza essere sostituita per due anni. Il ritorno del Double Chevron nel segmento delle compatte medie è arrivato, infatti, nel 2020, con il lancio della nuova e rinnovata C4 III. La terza serie ha abbracciato nuovamente l’originalità, scegliendo però un approccio ancora diverso: questa volta, la cinque porte ha una carrozzeria con tetto spiovente e altezza da terra generosa, ispirata ai SUV-Coupé ma rimanendo una compatta media. Lo stile originale, rinnovato nel 2024, prosegue anche all’interno, dove è semplice ma diversa, mentre alla guida punta tutto sul comfort, il tutto ad un prezzo concorrenziale. Per i più tradizionalisti, poi, è disponibile anche una versione a tre volumi più lunga, la C4 X.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Citroen C4 in 5 punti
- Motorizzazioni – Dopo il restyling di fine 2024, la C4 è disponibile con due motorizzazioni Mild Hybrid a benzina, spinte dal classico 1.2 PureTech Turbo (con distribuzione a catena) e due varianti elettriche, con autonomia fino a 414 km WLTP.
- Design – Lo stile si ispira ai SUV per l’altezza da terra superiore alla media, mentre la coda spiovente le dona una personalità spiccata. Il restyling ha cambiato parecchio il frontale, ora più particolare, e il posteriore, più pulito.
- Interni – L’abitacolo è è fatto con materiali discreti, e tutto è pensato per il massimo comfort. Il semplice quadro strumenti digitale e il completo sistema di infotainment fanno il paio con i comandi fisici per il clima, i sedili sono soffic e i portaoggetti numerosi.
- Tecnologia – Di serie, la dotazione è buona: Cruise Control, frenata automatica e fari a LED ci sono su tutte le versioni. Per la guida autonoma di Livello 2 bisogna scegliere la Max, la top di gamma.
- Prezzi – La gamma C4 parte da 26.400 euro con il 1.2 Hybrid da 110 CV e allestimento base You, mentre la più ricca Max con motore da 145 CV arriva a 31.400 euro. L’elettrica e-C4, invece, parte da 35.350 euro. A parità di allestimento, la C4 X costa 1.500 euro in più.
Com’è fuori
Lo stile della Citroen C4 è sicuramente divisivo. Lunga 4,36 metri, è una vera compatta di segmento C, ma rispetto ai modelli più classici ha un’altezza da terra generosa, di circa 16 cm, che permette alla compatta francese di avere una versatilità superiore sui fondi difficili. Il frontale, più classico sulla versione pre-restyling, è stato rivisto alla fine del 2024, adottando una mascherina con un grande logo Citroen tondo e fari su due livelli, che l’hanno resa ancora più fuori dagli schemi. Lateralmente, si nota il passo piuttosto lungo e, soprattutto, il tetto spiovente, ancora più appariscente se la si sceglie con verniciatura bicolore e tetto nero.
In coda, invece, il restyling ha portato in dote un’inedita fascia nera lucida alla base del lunotto, diviso in due da uno spoiler come sulla C4 Coupé di prima generazione, con la dicitura Citroen a tutta larghezza e dei fari rivisti, con una firma luminosa più moderna. Il bagagliaio, invece, è da 380 litri, nella media del segmento. In definitiva, non è un’auto sgradevole, ma sicuramente è anticonformista e diversa da tutte le altre compatte di Segmento C. Per chi cerca una carrozzeria più classica e un look ancora più particolare, c’è la C4 X, che aggiunge un posteriore più tondeggiante e con bagagliaio separato dalla carrozzeria, è più lunga di 24 cm (arriva a 4,60 metri) e ha un bagagliaio da 510 litri. Sono queste, quindi, le dimensioni della Citroen C4:
- Lunghezza: 4.360 mm
- Larghezza: 1.800 mm
- Altezza: 1.525 mm
- Passo: 2.650 mm
- Bagagliaio: 380-1.250 litri
Com’è dentro
Salendo a bordo, gli interni della C4 sono meno coraggiosi che all’esterno, ma porta comunque soluzioni particolari. Su tutte le versioni è di serie un quadro strumenti digitale che, rispetto al precedente da 5,5 pollici, è ora più grande e ha una diagonale da 7 pollici, che permette di avere lo stesso layout estetico delle altre vetture del Gruppo Stellantis. Il volante è nuovo e ha solo due razze, mentre la plancia ha un rivestimento morbido al centro, mentre nella parte alta e bassa e sui pannelli porta le plastiche sono rigide al tatto e piuttosto lucide. Molto valida la plancetta del clima automatico con comandi fisici, mentre il sistema di infotainment da 10 pollici è posizionato a sbalzo in cima alla plancia, in una posizione immediatamente visibile alla guida.
Convince la presenza dei due vani portaoggetti, uno con ricarica wireless nelle versioni più ricche, mentre davanti al passeggero c’è un particolare vano portaoggetti con un portatablet, per intrattenere chi siede davanti durante i viaggi. I sedili sono soffici e comodi, anche se non sono i più contenitivi in curva, mentre lo spazio è generoso sia davanti che dietro, nonostante il tetto spiovente. Tutte le C4 sono ora automatiche, lasciando così spazio al centro al piccolo selettore del cambio automatico, mentre i pannelli porta sono impreziositi da un inserto obliquo a contrasto che ricorda il mondo degli orologi.
Come si guida la Citroen C4: sospensioni morbide, ma il brio non manca
Il comportamento stradale della Citroen C4 riprende la storica attenzione al comfort della Casa francese, che proprio sulla C4 è tornata a spingere con forza sulla comodità. Tutte le versioni della compatta transalpina sono dotate, di serie, di un sistema di sospensioni con fine corsa idraulico, che riesce a garantire una maggior capacità di assorbimento delle buche e, soprattutto, la capacità di attutire i contraccolpi che arrivano agli occupanti. Le sospensioni, comunque, sono morbide, e anche lo sterzo è leggero. Tutto questo, unito a sedili soffici e a motori tarati per un’erogazione più fluida e regolare, rende la C4 un’auto confortevole e piacevole da usare tutti i giorni.
Non è, però, un’auto fatta per correre: l’assetto morbido, lo sterzo molto leggero e con poco feedback al guidatore e il cambio tarato in maniera tranquilla la rende un’auto pensata per la guida tranquilla. Tra i “trucchi” della C4 c’è, però, il telaio su cui è realizzata: è infatti basata sulla piattaforma CMP, la stessa delle compatte piccole di Segmento B del Gruppo. Questo la rende meno precisa e raffinata tra le curve, ma dall’altro canto regala alla C4 una sensazione di compattezza superiore alle altre compatte, nonché un peso ridotto che, sulla 1.2 Hybrid, non supera i 1.350 kg. Perciò, anche il 1.2 da 110 CV è sufficientemente vispo, mentre la versione da 145 CV è decisamente vispa, con uno -0-100 km/h coperto in 8,0 secondi netti. Non male anche le versioni elettriche, fluide e regolari, disponibili con due tagli di batteria. Quella da 46 kWh e 136 CV ha un’autonomia di 374 km (WLTP), mentre la più “autonoma” da 51 kWh e 156 CV riesce a fare 414 km con una ricarica. Nonostante la leggerezza, infine, l’insonorizzazione è buona, anche se non a livello delle migliori rivali.
Gli ADAS e la sicurezza
Nonostante si tratti di un’auto dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, non manca una certa attenzione a livello di sicurezza. Di serie, tutte le Citroen C4 sono dotate di Cruise Control, frenata automatica, sistema di monitoraggio della corsia, riconoscimento dei segnali stradali e fari full LED. Dall’allestimento intermedio Plus, poi, sono di serie la retrocamera (la versione d’accesso You ha solamente i sensori di parcheggio posteriori) e gli specchietti ripiegabili elettricamente, mentre la top di gamma Max aggiunge il Cruise Control Adattivo, il sensore per il monitoraggio dell’angolo cieco, i sensori di parcheggio anteriori e il mantenitore di corsia, seppur non continuo e attivo come su altri modelli del Gruppo.
Il noto ente indipendente che testa la sicurezza delle vetture vendute sul territorio europeo, l’EuroNCAP, ha messo alla prova nel 2021 la C4 nei suoi test standard, e la compatta francese ha ottenuto un ottimo risultato con 4 stelle. Ottimi i risultati in termini di sicurezza degli adulti (80%) e dei bambini (83%) in caso di incendio, mentre è di 57% il risultato in termini di protezione degli utenti deboli della strada. Più basso, invece, il risultato in termini di assistenti alla guida, pari al 63%. Il risultato non le ha permesso di raggiungere le 5 stelle, ma è da attribuire al fatto che l’EuroNCAP testa come benchmark la versione d’accesso, che nel 2021 era più povera di oggi in termini di assistenti.
Perché scegliere la Citroen C4 e perché no
Comoda, solida e con motori piuttosto vivaci, la Citroen C4 è una compatta fuori dagli schemi per la sua attenzione al comfort e, soprattutto, per il suo stile davvero divisivo. Lo stile, infatti, deve piacere, e dopo il restyling in molti hanno trovato la compatta francese ancora più particolare di quanto fosse già. Estetica a parte, la media del Double Chevron ha tante frecce al suo arco, a partire da un abitacolo robusto e razionale, con tanta attenzione all’ergonomia e soluzioni originali a livello estetico e di funzionalità. Lo spazio non manca nonostante il lunotto inclinato, e sebbene i materiali non siano da vettura Premium si sa difendere con materiali morbidi, sedili soffici e una buona tecnologia. Alla guida, non è la più avanzata né la più raffinata a livello di assistenti alla guida, e tra le curve lo sterzo leggero e le sospensioni morbide la rendono poco adatta alla guida sportiva.
Nonostante questo, la C4 è un’auto che si fa apprezzare grazie ad un’ottima capacità di assorbimento delle sospensioni, una grande facilità di utilizzo e alla leggerezza che la contraddistingue. Se le versioni elettriche non sono affatto male, anche se l’autonomia non è altissima, la C4 Hybrid con il suo 1.2 “Middle-Hybrid” convince sia in versione da 110 CV, vispa il giusto per l’utilizzo cittadino, che soprattutto nella variante più potente da 145 CV, che ha prestazioni vivaci e consumi contenuti (22,0 km/l nel ciclo WLTP). Se cercate un’auto comoda, diversa dalle altre e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, questa C4 è da tenere in seria considerazione, al netto dello stile.
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