Dacia Duster VS Dacia Bigster: l’agilità della Duster contro il grande comfort della Bigster. Qual è la più giusta per te?

Quando è arrivata sul mercato nel 2010, il SUV della Casa di Pitesti ha realmente cambiato la percezione del pubblico verso i SUV, democratizzando la guida rialzata e rendendo accessibili ruote alte e ottime capacità in offroad a poco più di 10.000 euro, prezzi che a ripensarci oggi fanno pensare. Da quel primo modello spartano e semplice, di strada il Marchio romeno ne ha fatta tanta, tanto da arrivare a essere presente in quasi tutti i segmenti con vetture termiche, elettriche, ibride e GPL. Oggi la terza generazione della Duster, lanciata nel 2024, si presenta come un crossover bello da vedere, tecnologico e moderno, da anni prima scelta per chi cerca un SUV economico ma non "cheap".
In questa guida all’acquisto, però, la bestseller romena deve vedersela con una rivale “domestica”: la Dacia Bigster. Se è vero che le due vetture condividono la stessa base e sono tante le caratteristiche estetiche che le accomunano, è altrettanto vero che la Bigster si è presentata come una vera e propria ammiraglia del brand, tanto da essere stata progettata per essere più confortevole, ricercata nelle soluzioni e, non ultima, capiente. Così simili, quindi, ma così diverse: andiamo a scoprire tutte le differenze strutturali, di vita a bordo e dinamiche per capire quale risponda meglio alle vostre esigenze.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
Dacia Duster VS Dacia Bigster in 5 punti
- Proporzioni e ingombri a confronto: la Duster è un SUV compatto da 4,34 metri perfetto per l'agilità urbana; la Bigster cresce di ben 23 centimetri raggiungendo i 4,57 metri, diventando la Dacia più lunga di sempre con un passo esteso a 2,70 metri che significa essenzialmente maggior confort per gli occupanti.
- Look giovanile contro anima da ammiraglia: la Duster punta su un aspetto aggressivo con vistosi fascioni protettivi in plastica riciclata; la Bigster risponde con un approccio più elegante, paraurti quasi interamente verniciati e un terzo finestrino triangolare più generoso tanto da fornire una maggiore vista in fase di parcheggio.
- Motorizzazioni ed esclusive meccaniche: la gamma condivide l'ottimo 1.2 TCe Mild Hybrid da 140 CV. La Duster vanta l'esclusiva del 1.2 Eco-G a GPL non elettrificato da 122 CV, mentre la Bigster porta al debutto l'inedito 1.2 Hybrid-G a GPL Mild Hybrid da 140 CV, disponibile anche in un'efficiente variante 4x4 con trazione integrale "virtuale".
- Abitabilità e volumetria del bagagliaio: la plancia è simile, ma la Bigster offre finiture più curate, un quadro strumenti digitale da 10 pollici (contro i 7" della Duster) e un vano di carico che non teme confronti: spazia da 609 a 667 litri in base alle motorizzazioni, staccando di circa 160 litri la sorella minore. Quei 23 centimetri a vantaggio della Bigster si vedono tutti qui e sull’abitabilità della seconda fila.
- Rapporto qualità-prezzo imbattibile: la Duster mantiene un prezzo d'attacco record di 19.900 euro per la versione base a GPL. Per la Bigster si parte da 24.800 euro con il Mild Hybrid, con un sovrapprezzo a parità di allestimento che oscilla tra i 1.500 e i 3.000 euro.
Com’è fatta fuori
La Dacia Duster si inserisce perfettamente nel cuore dei SUV compatti con i suoi 4,34 metri di lunghezza. La terza serie si distingue per un look marcatamente aggressivo, meno ingentilito e morbido rispetto alle sue progenitrici: il frontale sfoggia una calandra a sviluppo orizzontale con il logo bianco, fari con l'iconica firma a Y e un cofano bombato e squadrato. Il dinamismo laterale è sottolineato dai passaruota bombati, dalle maniglie annegate nel montante posteriore e da un vistoso inserto verticale in plastica riciclata. In coda, il lunotto inclinato e i gruppi ottici a Y completano un insieme decisamente giovanile e simpatico.
La Dacia Bigster risponde con le proporzioni tipiche del SUV di segmento C quasi al confine con il D, toccando i 4,57 metri. Il frontale tradisce lo status di ammiraglia: il vistoso fascione in plastica grezza della Duster lascia il posto a un paraurti quasi interamente verniciato in tinta carrozzeria e a una mascherina dai listelli obliqui più eleganti.
Lateralmente, la fascia plastica sulle portiere scompare, sostituita da un inserto in tinta con un rettangolo a contrasto, mentre il passo allungato a 2,70 metri della Bigster promette una superiore abitabilità. La coda è più massiccia e da classica familiare: il lunotto è più verticale e il terzo finestrino triangolare ospita un inserto specifico con il logo Bigster, mentre il fascione lucido sul portellone occupa quasi tutta la larghezza.
Com’è dentro
L’’abitacolo delle due Dacia gioca sulla condivisione di molti elementi con il focus sulla robustezza e la durabilità. Partendo con Duster, l'ambiente si presenta concreto fin dal primo sguardo: le plastiche sono rigide al tatto e talvolta lucide alla vista, ma gli assemblaggi sono solidi e privi di scricchiolii. Davanti al passeggero spicca un inserto con il logo Duster incastonato, affiancato da grandi bocchette del clima a Y e da un volante a tre razze quasi quadrato. Al centro della consolle troneggia il display dell'infotainment da 10 pollici basato su Android Automotive, fluido e rapido, mentre la strumentazione digitale dietro al volante si affida a un piccolo pannello da 7 pollici.
Salendo sulla Bigster, la percezione di qualità compie un passo in avanti, e non potrebbe essere altrimenti. Il rivestimento davanti al passeggero è di fattura superiore e il quadro strumenti digitale cresce fino a 10 pollici, ereditando il pannello ad alta definizione dei modelli Renault. Se ordinata con cambio automatico, il tunnel centrale è più alto, voluminoso e sfoggia una finitura in simil-alluminio più estesa rispetto a quella della Duster. Nelle varianti a cambio manuale, come quella del nostro test, la Bigster mantiene la stessa configurazione della sorella minore, compresa la pratica "mensola" svuotatasche per appoggiare lo smartphone o le chiavi.
Menzione d'onore per lo spazio posteriore della Bigster: grazie ai 5 cm di passo in più e alla linea del tetto meno spiovente, l'abitabilità per testa e gambe è nettamente superiore, permettendo anche a passeggeri alti due metri di viaggiare in totale comfort. Entrambe le vetture beneficiano dei pratici agganci YouClip sparsi per l'abitacolo per montare accessori dedicati, ma condividono anche piccoli difetti: il satellite per i comandi radio ha un design ormai superato e il tessuto tecnico impermeabile dei sedili degli allestimenti ricchi tende a far sudare d'estate.
Il portellone posteriore rivela le differenze più grandi in termini di pura utilità, specie in ottica viaggi in famiglia: se la Duster si ferma a 517 litri sulla variante Mild Hybrid (scendendo a 348 litri per le varianti GPL-Mild Hybrid dotate di trazione 4x4), la Bigster fa valere i centimetri extra offrendo un'apertura elettroattuata (esclusiva di questo modello) su un vano che parte da 609 litri per la versione Hybrid-G e ben 667 litri per le varianti Mild Hybrid tradizionali. Impareggiabile la capacità a sedili abbattuti: la Bigster arriva a un massimo di 1.937 litri, contro i 1.609 litri della Duster.
Alla guida: piattaforma condivisa, ma non potrebbero essere più diverse
Sotto la pelle, entrambe le vetture sono sviluppate sulla piattaforma modulare CMF-B del Gruppo Renault, ma la risposta su strada evidenzia due caratteri ben distinti. La Dacia Duster di questo test è equipaggiata con il powertrain Full Hybrid da 158 CV, basato su un motore 1.8 aspirato a benzina, due motori elettrici e il sofisticato cambio MultiMode con innesti a denti. Alla guida si apprezza la grande fluidità di marcia delle ripartenze elettriche e la reattività nei contesti urbani. Il corpo vettura più compatto la rende agile e piacevole tra le curve, con uno sterzo leggermente più diretto e un rollio meno avvertibile rispetto alla sorella maggiore. Il punto di forza assoluto sono i consumi: in città si viaggia per chilometri a motore spento e in autostrada si attestano sui 18 km/l, con medie reali facilmente superiori ai 20-24 km/l con piede leggero.
La Dacia Bigster della nostra prova porta al debutto l’inedito 1.2 Hybrid-G da 140 CV, un tre cilindri turbo Mild Hybrid con impianto a GPL nativo sviluppato con l’italiana BRC, abbinato a un cambio manuale a 6 marce. Nonostante la mole, i comandi leggeri e il peso contenuto poco sopra i 1.400 kg la rendono incredibilmente facile da guidare. Il motore ha un'ottima spinta ma evidenzia un avvertibile ritardo di risposta del turbo (turbo lag) intorno ai 2.500 giri, caratteristica che rende l'erogazione meno fluida ma molto vivace, con uno 0-100 km/h coperto in 10 secondi netti.
Il comportamento dinamico della Bigster è marcatamente orientato alla famiglia: la taratura è paciosa e votata al relax, con un rollio più avvertibile nel misto. Dove l'ammiraglia romena stacca nettamente la Duster è nell'insonorizzazione, sinonimo di maggiore cura di dettagli e di quel “quid” in più che la pone su un piano più elevato. Gli ingegneri, infatti, hanno utilizzato una quantità nettamente superiore di materiali fonoassorbenti, isolando magistralmente l'abitacolo da fruscii aerodinamici, rotolamento degli pneumatici e vibrazioni del motore. Ottimi i consumi attivando il GPL da un pratico tasto facile da raggiungere, consumi che si attestano sui 14 km/l reali (un valore eccellente considerando il costo del GPL). Per entrambe, l'altezza da terra è di circa 22 cm il che permette di superare con disinvoltura le asperità cittadine o i percorsi in fuoristrada leggero.
Gli ADAS e la sicurezza
Il comparto di sicurezza attiva e di assistenza alla guida (ADAS) accomuna Duster e Bigster con una dotazione moderna ma che mostra qualche incertezza nelle tarature più avanzate. Su entrambe le plance è presente una più che valida scorciatoia hardware: i comandi a pianoforte sulla sinistra del volante, leggermente spostati in basso, ospitano il comodissimo tasto MySafety Perso. Questo pulsante permette di salvare un profilo personalizzato una tantum dei dispositivi di assistenza, consentendo al guidatore di disattivare con un solo click gli avvisi acustici più invadenti, come quello del superamento dei limiti di velocità basato sulla lettura dei cartelli stradali. Questa operazione, a scanso di equivoci, è sì rapida ma va effettuata a ogni riavvio della vettura.
Nella marcia di tutti i giorni si può fare affidamento sulle telecamere a 360 gradi: pur offrendo una risoluzione video solo discreta, si rivelano fondamentali nelle manovre e nei parcheggi stretti. Tuttavia, l'efficacia complessiva dei sistemi elettronici non è impeccabile: il Cruise Control Adattivo (disponibile solo sulle varianti dotate di cambio automatico) mostra risposte talvolta imprecise, e il mantenitore attivo della corsia di marcia non brilla per fluidità negli interventi correttivi. Per questo motivo, nei lunghi trasferimenti autostradali, il consiglio è quello di disattivare i filtri più invasivi e guidare la vettura "in prima persona".
Perché scegliere la Duster o la Bigster (e perché no)
Le due proposte Dacia condividono una dote difficilmente tangibile: escono dalla logica del puro compromesso low-cost del passato per offrire automobili appaganti e concrete, capaci di dare una grande soddisfazione in rapporto alla spesa reale.
Scegli la Dacia Duster se cerchi un SUV compatto dall'estetica giovanile, più agile nel traffico cittadino e nel misto, e se la vostra priorità assoluta è massimizzare l'efficienza dei consumi spendendo il meno possibile all'acquisto. Di contro, dovete accettare un'insonorizzazione inferiore nei lunghi viaggi autostradali e un bagagliaio più sacrificato. Punta dritto sulla Dacia Bigster se avete una famiglia numerosa e necessitate di un vano di carico immenso (fino a 160 litri in più di capacità). L'insonorizzazione curata e lo spazio extra per le gambe dei passeggeri posteriori la rendono una passista decisamente superiore. Rinuncerete, tuttavia, a un pizzico di agilità tra le curve a causa di un rollio più evidente e dovrete mettere in conto un listino più alto a parità di allestimento.
Sei più orientato verso l'agilità e i consumi record del Full Hybrid della Duster, oppure hai bisogno dello spazio e del comfort autostradale della Bigster a GPL? Occhio, però: le differenze principali, lo abbiamo visto, si giocano su spazio e finiture. La gamma di motorizzazioni è altresì molto simile: la Bigster ha dalla sua la variante Mild Hybrid 4x4 (1.2 130 CV), il Full Hybrid è comune a entrambe, mentre parlando di GPL la Duster ha sotto il cofano la variante “pura”, non ibridizzata, al contrario della Bigster che tra le due è l’unica a proporre il 1.2 Hybrid-G in due livelli di potenza, 140 e 154 CV, rispettivamente con la trazione anteriore e con la trazione integrale. Una puntualizzazione doverosa per chiudere questa guida all’acquisto.
Tutti gli articoli
Vedi tutto
Prova Dacia Bigster: il SUV più spazioso della Duster ora è ibrido, anche GPL
Il debutto sul mercato della Dacia Bigster ha segnato l’arrivo del nuovo SUV che amplia l’offerta del marchio romeno posizionandosi un gradino sopra l’ormai celebre Duster.

Prova Dacia Sandero GPL: il motore giusto per l’auto più venduta d’Europa
Qual è il miglior modo per presentarsi se non con i “gradi” di auto più venduta d’Europa? Dacia è ormai diventato un fenomeno da studiare sui libri di storia dell’auto.

Prova Dacia Duster 2025: GPL, ibrida e turbo benzina 4x4, quale scegliere e perché
La nuova Dacia Duster, giunta alla sua terza generazione e forte di un successo enorme, si è presentata con un vestito tutto nuovo senza tralasciare quelli che sono sempre stati i suoi punti forti, il suo vero DNA, la sua sostanza: prezzi accessibili, buona dotazione qualità/prezzo, concretezza.
