Recensione Kia Stonic: ora è più personale, più moderna ma sempre razionale

Caratterizzata da un buon successo commerciale, nel 2025 il progetto aveva ormai 8 anni, e aveva bisogno di una rinfrescata. Alla fine del 2025 è stata presentata la rinnovata Kia Stonic, che riprende base meccanica e diverse caratteristiche dalla prima Stonic, ma rinnovando completamente stile e interni. Da fuori, ad esempio, la nuova generazione del B-SUV coreano ha un look decisamente più aggressivo e originale, ispirato alle ultime elettriche del Gruppo e alla sorella maggiore, la Sportage.
All’interno, invece, questa Stonic riveduta e corretta offre un abitacolo completamente rivisto nella forma, nel layout e nella tecnologia. Addio alla plancia piena di tasti dell’ergonomica versione pre-restyling, e benvenuto un abitacolo più moderno e minimale, con le versioni più ricche che adottano addirittura una struttura con tre display affiancati per quadro strumenti, clima e infotainment (ora dotato di un nuovo sistema operativo e di Apple CarPlay e Android Auto wireless).
A livello meccanico, invece, la nuova Stonic non cambia registro: nessuna versione elettrica, né una ibrida Plug-In, ma una conferma dell’ottimo 1.0 tre cilindri turbobenzina che già aveva convinto sulla precedente generazione, disponibile sia in versione 100% termica che nella variante Mild Hybrid con sistema a 48 V. Il tutto con pesi contenuti, un bagagliaio generoso e un prezzo molto interessante, soprattutto per le versioni d’accesso.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Kia Stonic in 5 punti
- Motorizzazioni – La gamma gira intorno al 1.0 tre cilindri turbobenzina, disponibile in versione termica da 100 CV e cambio manuale e Mild Hybrid da 114 CV, con cambio manuale e automatico doppia frizione a 7 marce.
- Design – Lo stile è molto più personale e originale della conservativa versione pre-restyling. Il frontale ha fari a LED che riprendono le elettriche della Casa, un posteriore con fari a L e una fiancata che tradisce la parentela con la prima versione.
- Interni – L’abitacolo è stato completamente rivisto nello stile e nella tecnologia, con l’adozione di due display da 12,3 pollici nelle versioni più ricche. Buono lo spazio interno, e bagagliaio nella media.
- Tecnologia – Non mancano i sistemi di infotainment e interfaccia più moderni della galassia Kia-Hyundai, mentre solo le versioni con cambio automatico hanno Cruise Control Adattivo e monitoraggio dell’angolo cieco.
- Prezzi – Per contenuti e dotazione, il prezzo è ottimo: si parte da 22.800 euro per la versione d’attacco Urban con motore 1.0 turbobenzina e cambio manuale. Una 1.0 T-GDi Mild Hybrid con cambio automatico parte da poco meno di 28.000 euro.
Com’è fuori
A livello estetico, la Kia Stonic è stata rinnovata totalmente nella vista frontale e posteriore, mentre la vista laterale, trovandoci di fronte ad un restyling profondo più che ad un nuovo modello inedito, è rimasta del tutto simile alla Stonic uscente. Complice un nuovo paraurti anteriore e un posteriore ristilizzato, la versione post-facelift è più lunga di 3 cm rispetto al passato, arrivando a 4,17 metri di lunghezza. Questa maggiore presenza è confermata da un frontale massiccio e spigoloso, derivato dalle elettriche della famiglia EV e dalle sorelle maggiori, come la Sportage. La calandra è ora completamente carenata come su una EV, con il 1.0 turbo che “respira” dalla sottile feritoia posta poco sopra la banda nera che ospita la targa e dalla grande calandra posta in basso.
I fari sono dotati di una firma luminosa a L con, all’interno, il corpo luminoso principale, uno dei punti di forza del linguaggio stilistico Opposites United di Kia. Nella parte bassa del paraurti, poi, c’è spazio per una vistosa protezione sottoscocca in simil-alluminio, che insieme alle linee più muscolose personalizza molto lo stile di questa rinnovata Stonic.
Lateralmente, sono nuovi i disegni dei cerchi e le finiture nella parte bassa delle portiere, mentre la forma dei finestrini e del tetto riprendono la generazione uscente. In coda, invece, le linee semplici e raccolte della precedente lasciano spazio ad un portellone più bombato e di presenza, unito a fari a LED con firma luminosa a C che riprende l’idea di quelli anteriori. Dietro il portellone, poi, si nasconde un bel vano bagagli da 352 litri, con il bagagliaio ampliabile fino a 1.155 litri abbattendo il divano posteriore. Sono queste, quindi, le dimensioni della Kia Stonic:
- Lunghezza: 4.165 mm
- Larghezza: 1.760 mm
- Altezza: 1.520 mm
- Passo: 2.580 mm
- Bagagliaio: 352-1-155 litri
Com’è dentro
Salendo a bordo, gli interni della Kia Stonic sono stati stravolti rispetto al passato, con l’adozione di un abitacolo più tecnologico, più moderno e più minimale. Ora la plancia ha linee orizzontali e più pulite, con una consolle centrale ridotta all’ossio e un tunnel più leggero e meno voluminoso. Dietro al nuovo volante a due razze, dotato di comandi al volante anche per le modalità di guida, c’è un enorme display continuo che include, al suo interno, un quadro strumenti digitale da 4,2 pollici sulle versioni Urban e Style, che diventa da 12,3 pollici e completamente configurabile sulle GT Line e sulle Style con Launch Pack da 1.250 euro. Al suo fianco c’è un display gemello, sempre da 12,3 pollici, per gestire il sistema di infotainment, dotato di Apple CarPlay e Android Auto wireless.
Poco più in basso, poi, troviamo un terzo pannello touch, lo stesso apprezzato, ad esempio, sulla sorella maggiore Sportage. Si tratta, sostanzialmente, di un pannello configurabile, che può permettere di comandare sia i comandi rapidi del sistema di infotainment che, alla pressione di un tasto, quelli relativi al climatizzatore, il tutto sulla stessa plancetta. La praticità, quindi, è buona, così come la qualità costruttiva e la robustezza dell’abitacolo. Non tutti i materiali, però, sono morbidi al tatto, e per alcuni il quadro strumenti privo di palpebra può dare fastidio nella guida sotto il sole diretto. Lo spazio è abbondante davanti e buono anche dietro, con spazio a sufficienza per quattro persone e abbastanza confortevole anche in cinque.
Come si guida la Kia Stonic: comoda ma anche vivace, convince in città e fuori
Nonostante non si tratti di una sportiva, la Kia Stonic ha sempre avuto una dinamica di guida vivace e piacevole, capace di convincere nonostante dei motori non sempre così vivaci. Queste caratteristiche non sono sparite con il restyling, che non ha portato grandi novità a livello meccanico o di motorizzazioni. La piattaforma meccanica è sempre la stessa, capace di contenere la massa __sotto i 1.200 kg:: anche in caso di adozione di sistema Mild Hybrid e cambio automatico DCT. Il motore proposto per questa rinnovata Stonic è il solo 1.0 T-GDi della famiglia SmartStream, un tre cilindri turbo disponibile sia in versione puramente termica a benzina, con 100 CV e cambio manuale, che in variante Mild Hybrid.
Dotata di un sistema a 48 V, questa Stonic arriva a 114 CV e 172 Nm, ed è accoppiato sia al cambio manuale a 6 marce che, a richiesta con il rapido automatico doppia frizione DCT a 7 marce. Con entrambe la varianti del suo 1.0, la Stonic è vivace e poco rumorosa, con il suono del 1.0 turbo che si avverte solamente negli scatti più bruschi. Lo sterzo è preciso, seppur leggero, e le sospensioni sono piuttosto morbide: ottime in città, un po’ meno tra le curve, dove c’è una certa propensione al rollio. Nonostante questo, la tenuta di strada è ottima, e l’agilità tra le curve è più simile ad una compatta che ad un crossover.
Merito di un’altezza da terra non eccessiva e di un corpo vettura compatto, due caratteristiche che la rendono piacevole da guidare e parca nei consumi (quelli omologati oscillano tra i 18,0 e i 18,9 km/l WLTP a seconda della motorizzazione).
Gli ADAS e la sicurezza
A livello di sicurezza attiva, la versione d’accesso della Kia Stonic non è povera, ma non offre la guida autonoma di Livello 2 di serie. Essendo un’auto che costa poco più di 22.000 euro, non ci si può aspettare il Cruise Control Adattivo e il sensore per l’angolo cieco di serie: nonostante ciò, sono presenti i fari full LED, il Cruise Control “classico”, il mantenitore di corsia, la frenata automatica e il monitoraggio della stanchezza del conducente. La più ricca è la GT Line, che aggiunge il Cruise Control Adattivo di serie e il sistema per il monitoraggio dell’angolo cieco, inclusi nel pacchetto Launch per le versioni Style.
Per quanto riguarda, invece, la sicurezza passiva, questa rinnovata Stonic non è stata testata dall’ente indipendente EuroNCAP. Essendo, sostanzialmente, identica alla prima versione a livello telaistico, e quindi di resistenza agli urti, vale ancora il risultato ottenuto al lancio del modello, nel 2017. Il risultato in sé e per sé può sembrare non altissimo, con sole tre stelle ottenute su cinque. In realtà, la Stonic si è rivelata molto sicura per la protezione di adulti (85%) e bambini (84%), facendo meno bene per la protezione degli utenti deboli della strada (62%). A compromettere il risultato del test, però, furono i sistemi di assistenza, valutati scadenti con un punteggio del 25%.
In realtà, quest’ultimo dato lascia il tempo che trova, in quanto oggi la Stonic sia molto più raffinata e sicura in termini di sistemi attivi: se ritestata, darebbe risultati completamente diversi.
Perché scegliere la Kia Stonic e perché no
Tra decine di crossover che puntano tutto sull’apparenza da veri SUV e linee squadrate per convincere, la Kia Stonic continua per la sua strada di crossover più basso, filante e dinamico dei rivali diretti. Nonostante un’altezza da terra che supera di poco gli 1,50 metri, infatti, lo spazio non manca all’interno per persone e bagagli, e la dinamica di guida e i consumi ringraziano, complice un peso ridotto (sotto i 1.200 kg per tutte le versioni) e un assetto ben tarato. Anche il motore 1.0 tre cilindri turbo convince per vivacità, fluidità e buoni consumi, conservando quella dinamica di guida più intrigante di altri B-SUV anche con questo importante restyling di metà carriera.
Dopo 8 anni, infatti, la Stonic ha cambiato marcia. È diventata più matura, più al passo coi tempi, più aggressiva e personale, ritornando sulla mappa di chi cerca un’auto di questo segmento ma vuole distinguersi. Se da fuori è cambiata molto, all’interno è una rivoluzione, con un abitacolo sempre razionale e fatto per durare, ma più tecnologico, moderno e raffinato, con il doppio display unito al semplice, ma geniale, pannello touch configurabile tra clima e infotelematica. L’assetto morbido non la rende una vera e propria sportivetta, e alcuni materiali non sono i più ricercati.
Se, poi, il prezzo delle versioni d’attacco con il motore 1.0 turbobenzina è molto aggressivo, le più ricercate Mild Hybrid 48 V non costano poco. Se, però, stai cercando un B-SUV bello da guidare, comodo e diverso dal solito, questa Stonic può essere un’ottima scelta tra i modelli termici.
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