Recensione Lamborghini Aventador: l’ultima V12 “pura” del Toro è una Hypercar da brividi

Lanciata nel 2011 e prodotta fino al 2022, la Aventador è stata per più di un decennio il modello di punta della Casa del Toro, capace di diventare l’auto da poster di un’intera generazione di appassionati. Spinta dall’allora nuova generazione del V12 Lamborghini, il primo dodici cilindri tutto nuovo dal 1963 dopo che il leggendario V12 sviluppato da Giotto Bizzarrini è arrivato alla sua ultima evoluzione con la Murciélago LP 670-4 SuperVeloce.
Lunga poco meno di 4,80 metri, la Aventador ha sorpreso il mondo dell’auto al Salone di Ginevra del 2011 con un look esagerato, aggressivo e personale, capace di declinare la classica follia del Toro con linee che, anche a oltre 15 anni dal lancio, rendono questa Hypercar ancora capace di far girare la testa a chiunque. Le linee così folli la rendono forse poco pratica, magari meno agile di alcune rivali dirette, ma la sua teatralità e il suono inconfondibile del 6.5 V12 in posizione posteriore-centrale portano ancora oggi la Lamborghini Aventador ad essere una delle Hypercar più amate della sua generazione. Prodotta in oltre 10.000 esemplari, il nome deriva, come da tradizione Lamborghini, da un toro da combattimento spagnolo di Saragozza, e sebbene sia stata sostituita dall’altrettanto esagerata Revuelto, la Aventador resta ancora un oggetto del desiderio, grazie al V12 non elettrifricato e al suo stile esagerato.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Lamborghini Aventador in 5 punti
Motorizzazioni – Realizzata su una monoscocca in fibra di carbonio con sospensioni pushrod avanti e dietro, tutte le varianti sono spinte da un 6.5 V12 aspirato con potenze comprese tra i 700 e i 780 CV, con trazione integrale e cambio automatico ISR a 7 marce. Design – Tutte le varianti della Aventador sono caratterizzate da uno stile a dir poco aggressivo, con un frontale appuntito, un posteriore spigoloso e linee pensate per dare un immediato effetto wow a chiunque la veda. Interni – L’abitacolo dimostra la genesi del progetto del 2011: ci sono tanti tasti fisici sparsi tra volante, plancia e l’enorme consolle centrale, dove trova posto il sistema di infotainment derivato dalle Audi dell’epoca. Iconico il tasto d’accensione coperto da uno sportello rosso, come su un caccia. Tecnologia – Le prime versioni sono abbastanza povere in termini di tecnologia, con la presenza di Cruise Control e fari allo xeno. Le ultime iterazioni possono contare su una maggiore assistenza alla guida, ma resta una Hypercar decisamente analogica. Prezzi – Al lancio, la Aventador aveva fatto discutere con un prezzo di listino superiore ai 300.000 euro. L’ultima iterazione, la Ultimae, era proposta a 410.000 euro, optional esclusi. Oggi, servono almeno 280.000 euro per acquistarne una usata.
Com’è fuori
Disegnata dal Centro Stile Lamborghini sotto la direzione di Luc Donckerwolke, la Aventador si ispira ad uno dei concept più amati degli anni ’00, la Reventon, introducendo un look molto più aggressivo e coraggioso rispetto alla Murciélago, ed è tutto dire pensando a quanto la stessa Murciélago è stata una delle Supercar più affascinanti dell’inizio del Terzo Millennio. Per la sua quinta supercar con motore V12 centrale, Lamborghini non si tira indietro, abbandonando le morbide curve anni ’00 della Murciélago (che, rispetto alle rivali dell’epoca, era già più affilata e spigolosa) per diventare una vera Hypercar moderna, con linee tormentate, aggressive e prese d’aria sempre più grandi. Il frontale, per esempio, è corto e appuntito, con dei piccoli fari triangolari che le danno uno sguardo corrucciato. Le enormi prese d’aria e i passaruota bombati per fare spazio agli enormi cerchi in lega le danno grande presenza, incattivita ulteriormente quando si guarda l’auto lateralmente o in coda.
Da buona “flagship” V12, infatti, anche la Aventador ha le portiere ad apertura verticale, che unite alle enormi prese d’aria dietro le porte e a quelle attive sui montanti posteriori fanno subito capire di trovarsi davanti ad un’auto davvero aggressiva, potente e personale. La coda è caratterizzata da ulteriori prese d’aria, o meglio degli sfoghi per il calore generato dall’enorme V12 nascosto da un cofano con un finestrino a veneziana che fa intravedere il motore. I sottili fari a LED hanno una firma luminosa a Y come quelli anteriori, mentre al centro c’è un terminale di scarico singolo e centrale, che di serie è in grado di produrre scenografiche fiammate. Sono queste, quindi, le dimensioni della Lamborghini Aventador:
- Lunghezza: 4.780 mm
- Larghezza: 2.040-2.100 mm
- Altezza: 1.136 mm
- Passo: 2.700 mm
- Bagagliaio: 140 litri
Com’è dentro
Le portiere ad apertura verticale non sono le più comode per salire e scendere velocemente all’interno della Aventador, ma una volta a bordo l’abitacolo non è quello che ci si aspetta da una supersportiva. Se, infatti, da fuori la Aventador può sembrare una Hypercar estrema, all’interno lo spazio è piuttosto generoso per i due passeggeri, così anche i più alti di 1,80 metri possono trovare la posizione di guida ideale. Certo, la visibilità è critica, soprattutto dietro, ma dentro una Aventador si sta sorprendentemente comodi. Un’altra caratteristica relativamente sorprendente è quella legata alla qualità costruttiva, di ottimo livello grazie a finiture in pelle, carbonio e alluminio di sedile, volante, plancia e pannelli porta.
A spiccare dietro al volante a tre razze non sono tanto le palette fisse per comandare il cambio ISG, quanto la presenza di un display digitale che sostituisce il quadro strumenti, con al centro il tachimetro fisso e circondato da un contorno fisico e, ai lati, due display multifunzione. Non è l’unico schermo all’interno dell’auto, in quanto sull’enorme tunnel centrale c’è posto per un display dedicato all’infotainment derivato dai modelli Audi degli anni ’10. Ci sono diversi comandi che richiamano il mondo Audi, da alcuni pulsanti dedicati fino al sistema operativo dell’infotainment, mentre sono unici il tasto d’accensione nascosto dietro uno sportello rosso, un vero dettaglio iconico di questa Aventador, e il selettore per le modalità di guida. Questa è stata la prima Lamborghini ad introdurre questa funzionalità, permettendo di scegliere tra diverse modalità, tutte rigorosamente in italiano, come Strada, Sport o Corsa.
Come si guida la Lamborghini Aventador: tra V12 e fisicità, non è per i deboli di cuore
Guidare un’Aventador è un’esperienza molto particolare. Il motore 6.5 V12, da 700 CV sulla prima Aventador, è senza dubbio la star dell’intera vettura: appena si accende, la monoscocca in carbonio comincia a vibrare, tremare insieme al dodici cilindri, e il suo suono echeggia all’interno dell’abitacolo. Il motore ha un’erogazione rabbiosa, ma fluida, che comincia già dai regimi più bassi e arriva fino alla linea rossa posta ad oltre 8.000 giri. A mettere giù tutti i CV del V12 ci pensa la trazione integrale permanente, affidata a differenziali Haldex e ad un controllo elettronico molto sofisticato. Le sospensioni, poi, sono raffinatissime, di tipo pushrod sia davanti che dietro, e anche i freni sono carboceramici di serie su tutte le versioni. Nonostante la potenza, la Aventador non è spaventosa o intimidatoria: l’erogazione è fluida, l’aderenza assoluta e l’auto prova in tutti i modi a metterti a proprio agio.
Non c’è quel timore di farsi male che c’era sulle vecchie Lambo V12, anche se prestazioni, sound e caratteristiche tecniche impongono di darle del lei per evitare di ficcarsi nei guai. Non è una Hypercar perfetta, però: le dimensioni generose e la trazione integrale la rendono un po’ più impacciata di quanto si possa immaginare nel misto stretto. Qui ha migliorato molto la situazione la Aventador S, lanciata nel 2017 e dotata, per la prima volta, di sistema a quattro ruote sterzanti, che ha migliorato nettamente l’agilità nel misto. Il cambio, infine, è sempre stato una caratteristica divisiva: l’ISG è un cambio automatico a frizione singola, tarato per avere delle cambiate molto brusche, che danno quel “calcio” nella schiena in ogni modalità di guida.
A molti può piacere, ma la velocità di cambiata e questa risposta brusca può non convincere. Con la carriera della Aventador, sono arrivate delle versioni molto apprezzate come la già citata S, che è arrivata a 740 CV, la SV, la SuperVeloce da 750 CV, la SVJ da ben 770 CV e, nel 2021, il canto del cigno del modello, la Aventador Ultimae, con 780 CV e 1.550 kg di peso.
Gli ADAS e la sicurezza
Parlare di ADAS e sicurezza nel contesto di una Hypercar come la Lamborghini Aventador richiede un approccio differente rispetto ai canoni delle vetture tradizionali. In questo ambito, la filosofia progettuale privilegia quasi esclusivamente prestazioni e dinamica di guida, limitando al minimo le interferenze elettroniche. La dotazione di sicurezza attiva di serie si concentra sui sistemi fondamentali per la gestione della dinamica del veicolo, come un ABS ad altissime prestazioni e un sofisticato controllo elettronico di stabilità, tarato per intervenire in modo chirurgico a seconda della modalità di guida selezionata tra Strada, Sport o Corsa. Nelle versioni più recenti, come la Aventador S e la SVJ, l’introduzione delle quattro ruote sterzanti ha elevato ulteriormente il livello di sicurezza dinamica, migliorando la stabilità nei curvoni veloci e l'agilità nello stretto.
Tuttavia, sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida moderni, l’Aventador è volutamente "analogica". Anche a causa dell’età del progetto, non sono mai stati presenti, né di serie né a richiesta, dispositivi come la frenata d’emergenza automatica o il mantenimento attivo della corsia. La sicurezza passiva, invece, è d'eccellenza, affidata alla cellula di sopravvivenza in fibra di carbonio, che garantisce una rigidità torsionale e una protezione degli occupanti ai vertici della categoria. Le uniche concessioni alla praticità quotidiana sono rappresentate dai sensori di parcheggio e dalla retrocamera, accessori indispensabili data la visibilità posteriore quasi nulla, mentre l'impianto frenante carboceramico assicura spazi d'arresto minimi e una resistenza al fading eccezionale anche nell'uso prolungato in pista.
Perché scegliere la Lamborghini Aventador e perché no
Poter scegliere la Lamborghini Aventador è già di per sé una fortuna. In ogni caso, preferirla alle altre Hypercar è una scelta precisa. Nel mondo delle Hypercar, infatti, ci sono vetture più dinamicamente viscerali come, ad esempio, la McLaren 720S, che punta tutto sul coinvolgimento di guida, mentre la rivale di sempre, Ferrari, non ha proposto una vettura con motore V12 centrale che le facesse direttamente concorrenza, preferendo la classica ricetta della GT a motore anteriore a dodici cilindri come la F12 Berlinetta e la successiva 812 Superfast. A Maranello, quindi, hanno scelto una ricetta sempre emozionale e viscerale, ma più tradizionale, con una dinamica di guida che regala qualche concessione al comfort e all’utilizzo a lungo raggio.
La Lamborghini Aventador, invece, è una Hypercar che fa gridare allo scandalo, che fa girare tutte le teste che hanno la fortuna di incontrarla con uno stile inconfondibile, con il sound da urlo del motore V12 e con una dinamica di guida che evolve e migliora tutto ciò che sono state le Lamborghini “di punta”, ma con più usabilità, agilità e guidabilità nel misto. La meccanica estremamente raffinata, infatti, le permette di essere più precisa, veloce e godibile anche in pista di qualsiasi altra Lambo V12 prima di lei, e la potenza e il carisma del dodici cilindri di Sant’Agata paga il prezzo del biglietto. Il cambio ISG molto brusco nelle cambiate, il comfort limitato e l’agilità solo discreta non la rendono una divoratrice di passi di montagna, ma una Hypercar che rende speciali come poche altre auto, anche ben più costose, sono in grado di fare. Il prezzo da pagare, però, è davvero alto: la Aventador non è stata così interessata da “volgari” crolli del prezzo, mantenendo un valore sul mercato dell’usato che parte da 280.000 euro per le Aventador “normali” e può superare di slancio i 500.000 euro per una SVJ o una Ultimae immacolate.
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