Recensione Lexus LBX: il lusso alla giapponese in dimensioni da città

Oltre ad essere la Lexus più piccola mai prodotta dal brand con i suoi 419 cm, è anche il primo modello dotato di un motore a tre cilindri, il primo ad utilizzare lo stesso pianale della Toyota Yaris (nello specifico, della Yaris Cross) e il primo sviluppato principalmente per il mercato europeo, seguendo dopo diversi anni l’esempio della Lexus CT, altra compatta ma più grande (4,32 metri) e disponibile a livello globale.
È, poi, il secondo modello della Casa ad essere dotato di un nome con tre lettere, secondo solamente alla leggendaria LFA. Il nome originale doveva essere BX, ma l’omonimia con la berlina Citroen ha convinto il Gruppo Toyota a rispolverare la “L” all’inizio del nome. Dotata di un look pulito e molto filante, la LBX punta su un mercato di nicchia come quello dei piccoli crossover di Segmento B, ma di lusso. Il prezzo, infatti, è importante, con una base di partenza di oltre 35.000 euro, ma anche i contenuti e la qualità dell’abitacolo sono da vettura di categoria superiore.
In Europa è disponibile unicamente con powertrain Full Hybrid, leggermente più potente delle sorelline Yaris e Yaris Cross. In Giappone e in Oceania, però, è disponibile la folle Morizo RR, variante ad alte prestazioni con la meccanica della GR Yaris con motore 1.6 tre cilindri turbobenzina, trazione integrale e fino a 305 CV di potenza.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Lexus LBX in 5 punti
- Motorizzazioni – Realizzata sulla piattaforma TNGA-B (la stessa della Yaris Cross), per l’Europa la LBX è disponibile unicamente con sistema Full Hybrid di Toyota, con motore 1.5 tre cilindri da 91 CV e due motori elettrici, per una potenza di 136 CV e disponibile sia con trazione anteriore che integrale.
- Design – Il look della LBX enfatizza la sua anima da vettura compatta di lusso. Le linee filanti, le finiture di qualità e la ripresa del family feeling delle Lexus più grandi la rende decisamente raffinata e d’impatto su strada.
- Interni – All’interno, la LBX non lesina con l’utilizzo di materiali di qualità su plancia e pannelli porta. Semplice la plancia, con infotainment ben integrato e dotazioni da vettura di lusso, come l’ambient lighting con 50 colori e l’impianto Hi-Fi Mark Levinson da 13 altoparlanti.
- Tecnologia – È raffinata: di serie quadro strumenti digitale da 12,3 pollici e infotainment da 9,8 pollici, mentre non mancano la guida autonoma di Livello 2 e una ottima connettività.
- Prezzi – Non costa poco: la versione d’accesso, la Class, parte da 36.500 euro con trazione anteriore, mentre la più ricca Cool con trazione integrale parte da oltre 45.000 euro.
Com’è fuori
Nonostante sia realizzata sulla piattaforma della Yaris Cross, questa Lexus LBX ha una bella personalità a livello estetico, tanto che nessun pannello della carrozzeria è direttamente condiviso con la cugina più popolare. Le linee sono molto filanti e pulite, ma il muso ha una bella presenza, con la grande mascherina trapezoidale e i fari full LED collegati da una banda satinata argentea. Lateralmente si fa notare il passaruota posteriore molto bombato, enfatizzato dalla presenza della maniglia per l’apertura del bagagliaio proprio in corrispondenza della bombatura più evidente.
I cerchi in lega, di dimensioni variabili tra i 17 e i 18 pollici a seconda dell’allestimento, riempiono bene i passaruota, mentre in coda il lunotto piuttosto inclinato e i vistosi fari a sviluppo orizzontale enfatizzano la larghezza piuttosto generosa della vettura, che supera gli 1,80 metri. Ad aiutare a dare ancora più presenza al posteriore ci pensano i montanti del tetto più stretti della linea di cintura della LBX, mentre il paraurti è ovviamente privo di terminali di scarico essendo la vettura una efficiente Full Hybrid. Dietro il compatto portellone (la soglia di carico è piuttosto alta) troviamo un bagagliaio piuttosto piccolo, da 332 litri di capacità che diventano 255 in versione 4WD: rispetto alla Yaris Cross su cui si basa, sono tanti i litri in meno (397 litri per la 2WD, 320 per la 4WD). Sono queste, quindi, le dimensioni della Lexus LBX:
- Lunghezza: 4.190 mm
- Larghezza: 1.825 mm
- Altezza: 1.550 mm
- Passo: 2.580 mm
- Bagagliaio: 332-994 litri (255-909 litri 4WD)
Com’è dentro
Salendo a bordo, la Lexus LBX vuole offrire un’__esperienza da vettura di lusso, ma in dimensioni contenute::. Dietro allo sviluppo dell’abitacolo c’è la ricerca del concetto giapponese dell’”Omotenashi”, ovvero dell’ospitalità, ricercata tramite la replicazione del calore e del rifugio di casa. Nel concreto, la LBX ha una plancia piuttosto semplice e minimale, con la presenza di un display da 9,7 pollici comandabile unicamente tramite il touchscreen stesso e dotato di un sistema operativo piuttosto semplice e intuitivo da usare. Nella parte bassa, poi, trovano posto i comandi dedicati al clima automatico bizona, mentre più in basso c’è un pad per la ricarica wireless del cellulare.
Non mancano Android Auto ed Apple CarPlay wireless, mentre le versioni più ricercate hanno il sistema Hi-Fi Mark Levinson da 13 altoparlanti, una chicca per un’auto di queste dimensioni. Dietro il volante, dotato di comandi fisici ma con logiche di utilizzo non troppo intuitive, c’è poi un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici. I materiali sono tutti molto curati, con plastiche morbide e diverse superfici rivestite in una piacevole pelle di origine vegetale. I sedili sono comodi, la posizione di guida rialzata e davanti c’è tanto spazio anche per i più alti. C’è meno agio, invece, per i passeggeri posteriori, soprattutto a livello di gambe e ginocchia. Le bocchette del clima sono ben nascoste in un’unica feritoia a tutta larghezza, mentre la leva del cambio è la stessa delle ibride più raffinate del Gruppo Toyota.
Come si guida la Lexus LBX: raffinata e dinamica, ma non è sportiva (almeno in Europa)
Sotto le linee sportive, almeno in Europa, si nasconde un powertrain più razionale. Sotto il cofano, infatti, troviamo il sistema ibrido del Gruppo Toyota più piccolo. Il motore termico è il 1.5 tre cilnidri aspirato Dynamic Force da 92 CV, affiancato da un motore elettrico principale dalla potenza analoga. La potenza di sistema è di 136 CV (leggermente superiore alla Yaris Cross su cui è basata, che si ferma a 130 CV), scaricati sulle ruote anteriori dal classico E-CVT, la trasmissione epicicloidale che garantisce alla LBX una fluidità e un’efficienza da riferimento. In realtà, la grande sezione frontale non la rende la vettura più efficiente realizzata su questa base: il consumo omologato è compreso tra i 22,2 km/l della 2WD e i 20,8 km/l (sempre WLTP) della versione a trazione integrale.
La LBX 4WD, infatti, è dotata di un secondo motore elettrico da circa 10 CV sull’asse posteriore, per una potenza massima che non cambia, ma il peso sale a 1.365 kg (la 2WD si ferma a soli 1.280 kg). Il powertrain è fluido e regolare, e grazie alla grande insonorizzazione della vettura il classico “effetto scooter” del sistema ibrido Toyota è parecchio mitigato. Nonostante questo, l’esperienza di guida non è sportiva, e le prestazioni sono tranquille (0-100 km/h in 9,2 secondi, 9,6 per la 4WD), ma la dinamica di guida è ricercata. La LBX, infatti, è piuttosto rigida sulle buche, qualcosa che non la rende troppo comoda in città, dove però si fa perdonare con un’ottima agilità e un raggio di sterzata contenuto. Tra le curve, invece, è molto piacevole, con un’ottima agilità, un assetto preciso e con una leggera dose di sovrasterzo in rilascio.
Anche lo sterzo è in puro stile Lexus, più consistente che su altre vetture ma con un’ottima precisione e direzionalità. Vedendo quanto sia piacevole anche in versione ibrida, è ancora più un peccato che Lexus non abbia scelto di importare in Europa la folle Morizo RR. Dedicata al Presidente di Toyota, Akio Toyoda (che corre in pista con lo pseudonimo “Morizo”), la Morizo RR ha la stessa meccanica della GR Yaris: il 1.6 tre cilindri turbo da 280 o 305 CV è lo stesso, così come l’eccellente trazione integrale con tre differenziali bloccabili. Disponibile con cambio manuale o automatico DAT, la Morizo RR è venduta solamente in Giappone, in Australia e in Nuova Zelanda.
Gli ADAS e la sicurezza
Da buona Lexus, da sempre molto attenta a questi temi, la LBX è una piccola virtuosa per quanto riguarda la sicurezza dei suoi occupanti e non solo. Sotto il profilo della dotazione, la LBX è molto ricca fin dalla versione base Class: di serie, ci sono il Cruise Control Adattivo, i fari full LED, il mantenitore attivo di corsia, il sensore per l’angolo cieco, la retrocamera posteriore e l’assistente alla partenza in salita.
La versione top di gamma Cool aggiunge solamente i fari full LED adattivi e i fendinebbia, mentre con il pacchetto Tech Plus, la guida autonoma diventa ancora più ricca. Oltre all’impianto audio Mark Levinson, infatti, si aggiunge il sistema di telecamere a 360 gradi, l’Head-Up Display, il Front Cross Trafic Alert (il sistema che avverte in caso di arrivo di traffico laterale in situazioni di scarsa visibilità come agli incroci) e il sistema di cambio corsia automatico in autostrada.
Testata, come di consueto, dall’ente indipendente EuroNCAP, la LBX ha ottenuto il massimo punteggio, ovvero le 5 stelle, con ottimi risultati nei quattro ambiti di test. Il SUV giapponese ha fatto bene nella protezione degli adulti (82%) e dei bambini (83%), mentre sia la protezione degli adulti (79%) che la qualità dei sistemi di assistenza alla guida (76%) hanno confermato l’ottimo punteggio.
Perché scegliere la Lexus LBX e perché no
Nonostante non siano tante le compatte piccole ma lussuose, la Lexus LBX vuole dimostrare che non servono dimensioni XXL per avere un’auto raffinata, ricercata e appagante. Lo stile raffinato e l’abitacolo davvero ben fatto rendono questa LBX un’auto piccola solo nelle dimensioni, perché per qualità costruttiva, dotazione e “chicche” a bordo è più simile ad una vettura di diverse classi superiori rispetto agli altri crossover di segmento B. Proposta solamente in versione ibrida, la LBX vuole giustificare un prezzo decisamente alto con un’insonorizzazione da berlina di lusso e riesce a far dimenticare alcuni “angoli” del suo carattere.
Le sospensioni, ad esempio, sono piuttosto rigide, e sebbene non sia una di quelle vetture con una tecnologia iper-raffinata alcune soluzioni, come la presenza del solo touch al centro della plancia e dei comandi poco intuitivi sulle razze del volante la rendono un po’ troppo complicata per chi cerca un’auto ricercata, ma non complicata tecnologicamente. Su strada, invece, la LBX si comporta davvero bene tra le curve, con un comportamento dinamico molto buono, uno sterzo ben tarato e una grande piacevolezza di utilizzo.
Il sistema ibrido da 136 CV è fin troppo “tranquillo” per le velleità di telaio e assetto, ma restituisce ottimi consumi e una fluidità di marcia da vera vettura di classe superiore. Certo, non costa poco. Servono almeno 40.000 euro per una LBX accessoriata come si deve. Se, tuttavia, cercate un’auto piccola solo nelle dimensioni, il crossover di Lexus è uno dei modelli più ricercati in dimensioni da città.
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