Recensione Maserati Ghibli: una berlina scenografica che convince da usata

Quando è uscita, ormai quasi 15 anni fa, le ambizioni della Maserati Ghibli erano alte: permettere a Maserati di diventare un marchio di successo, capace di combattere ad armi pari con le berline tedesche di Segmento E come la BMW Serie 5, la rivale principale.

Le premesse, poi, c’erano tutte: stile personale, dimensioni imponenti, interni con pelle e finiture di qualità, una meccanica sulla carta raffinata e motori a fuoco, con il debutto, per la prima volta su una Maserati, del motore Diesel. La Ghibli, però, ha incontrato difficoltà ad imporsi sul mercato mondiale. Chi cercava una Maserati sportiva ed emozionante trovò una berlina comoda e lussuosa, seppur veloce e divertente con i motori più vigorosi.

Chi, invece, voleva un’auto di lusso scoprì una vettura con tante componenti condivise con il gruppo FCA del quale Maserati faceva parte, e una qualità costruttiva non eccezionale che scopriva il fianco a più di qualche critica. Lo stile riuscito, il sound dei motori a benzina e il blasone del marchio del Tridente non riuscirono a ribaltarne le fortune, complice anche un listino molto alto, superiore alle rivali dirette di BMW, Audi e Mercedes.

Prodotta tra il 2013 e il 2023, fino al 2022 nello stabilimento Maserati di Grugliasco, vicino a Torino, e, dal 2022 al 2023, la storica fabbrica FIAT di Mirafiori, la Ghibli M157 ha superato il traguardo delle 100.000 unità, ma non ha incontrato il successo sperato da nuova. Oggi, noti i suoi limiti qualitativi e la condivisione di componenti con auto meno “nobili”, la Ghibli può vivere una seconda giovinezza sul mercato dell’usato. Grazie all’enorme deprezzamento che ha subito, quelle berline che potevano superare i 100.000 euro ora si possono trovare, con gli eccellenti 3.0 V6 biturbobenzina, a poco più di 20.000 euro.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La Maserati Ghibli in 5 punti

  • Motorizzazioni – La Ghibli è stata la prima Maserati con motore Diesel, il 3.0 V6 turbodiesel VM da 250 e 275 CV. Il motore a benzina principale è il 3.0 V6 biturbo by Ferrari con potenze comprese tra 330 e 430 CV, mentre nel 2021 si è aggiunto il 2.0 turbobenzina Mild Hybrid da 330 CV e, dal 2020, il 3.8 V8 biturbo (sempre by Ferrari) da 580 CV.
  • Design – Lunga quasi 5,00 metri, la Ghibli è la sorella minore della coeva Quattroporte, più lunga, lussuosa e potente. Dotata di un passo di ben 3,00 metri, è una berlina di rappresentanza con un look aggressivo e personale, e un posteriore piuttosto raccolto.
  • Interni – L’abitacolo della Ghibli è rifinito con pelli di qualità e materiali pregiati affiancati, però, a comandi di chiara origine FCA, dai tasti sul volante e degli alzacristalli al sistema di infotainment, lo stesso Uconnect visto su FIAT e Alfa coeve.
  • Tecnologia – Al lancio, la Ghibli poteva contare sul Cruise Control di serie, mentre andando avanti con la produzione le ultime versioni avevano guida autonoma di Livello 2, Cruise Control Adattivo, fari a LED adattivi e frenata automatica. Fin dal lancio sono disponibili, optional, le sospensioni a controllo elettronico Skyhook.
  • Prezzi – Al lancio, la Ghibli partiva da almeno 68.000 euro. Oggi, gli esemplari Diesel più chilometrati partono da meno di 15.000 euro, mentre una 3.0 V6 biturbobenzina in buone condizioni si può trovare intorno ai 20.000-25.000 euro.

Com’è fuori

maserati ghibli s q4 granlusso 772

A livello estetico, la Maserati Ghibli ha sempre saputo difendersi alla grande. Lunga poco meno di 5 metri (si ferma a 4,97 metri), grazie al frontale aggressivo con l’iconica griglia anteriore e il Tridente sa farsi riconoscere e rispettare. Il cofano lungo e basso, l’abitacolo arretrato e il terzo volume poco pronunciato fanno subito capire di trovarsi di fronte a quella che è un’auto di lusso, ma è anche una berlina che punta tanto sulla dinamica di guida. Sul parafiamma anteriore, poi, si fanno notare le immancabili tre feritoie per lato, immancabili su una vera Maserati, mentre al posteriore lo stile è più semplice e razionale, quasi fin troppo classico per una vettura con questo pedigree tecnico.

In coda, infatti, troviamo dei fari trapezoidali piuttosto semplici, una coda alta e tronca e, su tutte le motorizzazioni, i quattro scarichi sdoppiati. Ad accentuare l’anima sportiva ci pensano i vistosi passaruota bombati, mentre con i vari restyling sono arrivati piccoli ritocchi, dai fari che, da Xeno, passano nel 2018 a Full LED, ai vari allestimenti speciali, alcuni più eleganti e lussuosi, altri più sportivi. Nonostante le dimensioni, poi, come su tutte le berline di questo livello lo spazio è dedicato ai passeggeri posteriori, con il bagagliaio che è grande, ma non enorme. Con quasi 5 metri di lunghezza, infatti, i 500 litri non sono esagerati, ma sono persino superiori a quelli di qualche rivale diretta. Sono queste, quindi, le dimensioni della Maserati Ghibli:

  • Lunghezza: 4.971 mm
  • Larghezza: 1.945 mm
  • Altezza: 1.461 mm
  • Passo: 2.998 mm
  • Bagagliaio: 500-n.d. litri

Com’è dentro

maserati ghibli s q4 granlusso 410

Tra i limiti oggettivi della Maserati Ghibli ci sono sempre stati gli interni, considerati non al livello delle rivali e del blasone del marchio, anche se nel corso degli anni si è criticato fin troppo aspramente l’abitacolo della berlina italiana. A livello estetico, il colpo d’occhio funziona. Su quasi tutti gli esemplari, infatti, era presente il rivestimento in pelle su sedili, volante, plancia e pannelli porta, con rivestimenti di ottima qualità e appaganti sia alla vista che al tatto. La posizione di guida, poi, è sportiva e distesa, e sono molto piacevoli da utilizzare sia le enormi palette in alluminio del cambio automatico che il quadro strumenti analogico, semplice ma bello e facile da leggere. Lo spazio, poi, è ottimo davanti e buono anche dietro, mentre i rivestimenti opzionali in legno, radica, alluminio o fibra di carbonio non sfigurano affatto.

Tra i lati meno apprezzati della Ghibli c’erano gli assemblaggi e gli accoppiamenti dei materiali, non sempre eccezionali. A far storcere il naso, poi, erano i tanti comandi comuni con i modelli del Gruppo FCA che vengono utilizzati all’interno dell’auto. Il tasto d’accensione, il selettore delle luci, gli alzacristalli, i devioluci e persino il sistema di infotainment e il quadro strumenti digitale sono gli stessi che si trovano su vetture ben meno costose come le FIAT 500L e 500X e le Jeep Renegade e Cherokee, per citarne alcune. La qualità percepita, così, si abbassa drasticamente, e alcuni componenti come il sistema infotelematico Uconnect Live è meno raffinato e piacevole di quelli usati dalle rivali dirette. Nel corso della produzione, i livelli qualitativi e tecnologici si sono alzati: lo UConnect, ad esempio è passato prima da 7 a 8,4 pollici, e poi, nel 2020, a 10,1 pollici, con sistema infotainment nettamente migliorato, ma senza mai raggiungere il livello delle rivali dirette. Oggi, però, questi limiti prendono, come vedremo tra poco, un significato ben diverso.

Come si guida la Maserati Ghibli: col motore giusto, sa far divertire

Un altro dei “peccati originali” della Ghibli è la piattaforma su cui è basata, chiamata M157. Sebbene, infatti, sia sulla carta un’esclusiva Maserati, è derivata dalla Chrysler LX, seppur pesantemente riveduta e corretta. Dotata di sospensioni raffinate, a doppio braccio oscillante all’anteriore e Multilink al posteriore, con trazione posteriore o integrale, ha nel peso piuttosto generoso un limite tecnico che ha reso questa Ghibli più una berlina-GT che una vera sportiva.

Con ogni motorizzazione, comunque, poteva contare su un’ottima insonorizzazione e comandi non troppo affaticanti e pesanti. Scegliendo il popolare 3.0 V6 turbodiesel da 250 o 275 CV e 570 Nm di coppia, la Ghibli Diesel è vivace e parca nei consumi, anche se il sei cilindri prodotto dall’italiana VM di Cento (con testata dedicata sviluppata e prodotta dalla CMD di Atella, in provincia di Potenza) è un po’ rumoroso e poco raffinato nell’erogazione.

Il 2.0 quattro cilindri turbobenzina della Ghibli Hybrid ha rappresentato il debutto assoluto per una Maserati ibrida, e sebbene con i suoi 330 CV fosse piuttosto vivace, il Mild Hybrid di derivazione Alfa Romeo non si è mai sposato alla perfezione con l’anima della Ghibli. Il motore più a fuoco è il 3.0 V6 biturbo, l’F160, sviluppato congiuntamente da Ferrari e Maserati e costruito direttamente a Maranello dal Cavallino, è stato proposto con potenze comprese tra i 330 e i 430 CV, e ha sempre colpito per un’erogazione fluida e vigorosa, per una buona affidabilità e per un sound eccellente, in puro stile Maserati.

Con il V6 benzina, la Ghibli prende vita, diventando più agile, più piacevole e velatamente sportiva, pur restando sempre una berlina di rappresentanza. Dal 2020 al 2023, infine, è arrivata sul mercato la Ghibli “definitiva”, dotata dell’eccezionale 3.8 V8 biturbo F154 di produzione Ferrari, un otto cilindri da 580 CV che, sulle Trofeo e 334 Ultima, resero la Ghibli la berlina di serie più veloce del mondo con i suoi 334 km/h di velocità massima. Tutti i motori sono accoppiati all’eccellente cambio automatico ZF a 8 rapporti con convertitore di coppia.

maserati ghibli s q4 granlusso 85

Gli ADAS e la sicurezza

Al lancio, la Ghibli è dotata dei (pochi) sistemi di sicurezza popolari nei primi anni ‘10, dal Cruise Control “classico” a tutti i sistemi di sicurezza passiva come ESP ed ABS avanzati, ma nessuna guida autonoma. Per vedere più assistenti, è necessario scegliere un esemplare prodotto dopo il restyling del 2017, che ha gli ADAS di Livello 2, dal Cruise Control adattivo, al mantenitore di corsia (anche attivo), la frenata automatica d’emergenza e il sensore per l’angolo cieco. Con l’arrivo dell’ultimo restyling datato 2020, la Ghibli ha guadagnato l’ultima versione di ADAS di Livello 2, per una guida autonoma finalmente a livello delle rivali dirette.

Per quanto riguarda, invece, la sicurezza passiva, anche la più piccola delle berline Maserati è stata testata dall’ente indipendente EuroNCAP, con il primo test avvenuto nel 2013, dove ha ottenuto il massimo punteggio, le cinque stelle. Nel corso della sua carriera, poi, è stata sottoposta nuovamente ai test dell’equivalente americano dell’EuroNCAP, l’IIHS, ottenendo anche nel suo ultimo anno di presenza sul mercato, il 2024, il massimo dei voti in termini di sicurezza.

Perché scegliere la Maserati Ghibli e perché no

Al lancio, la Maserati Ghibli aveva raccolto grandi consensi, essendo la prima Maserati da decenni capace di rivaleggiare nello stesso campo dei tedeschi con uno stile unico, motori potenti e piacevoli e un abitacolo spazioso e confortevole. Purtroppo, però, i problemi in termini di qualità costruttiva e tecnologia hanno colpito duramente il progetto, probabilmente sbagliato fin dalla sua genesi. Con la Ghibli, infatti, Maserati ha scelto di “abbassarsi” e andare a sfidare i marchi premium su automobili costose, ma non di lusso, andando un po’ a snaturare il suo ruolo di brand aspirazionale. La possibilità di avere una Maserati, così, si è allargata a molte più persone, ma la qualità costruttiva e le finiture non hanno retto i confronti con le rivali.

Se tutto questo, nel periodo di produzione della berlina del Tridente, ha rappresentato un vero e proprio tallone d’Achille, oggi rende questo modello ancora più interessante sul mercato dell’usato. Queste caratteristiche “negative”, ora ingentilite dal passare del tempo e dei chilometri (nessuna berlina di 10 anni fa oggi sarebbe considerata “all’avanguardia” a livello tecnologico, andando così a ridurre la forbice con le rivali) e gli oltre 100.000 esemplari prodotti rendono oggi la Ghibli un piccolo affare, da affrontare però con le pinze. Come sempre su questo tipo di automobili, infatti, sebbene il prezzo d’acquisto possa essere relativamente basso, i costi di gestione e ripristino sono ancora da vettura di lusso con motori di derivazione Ferrari.

L’affidabilità, però, non è mai stata un vero limite della Ghibli, e quella condivisione di così tanti particolari, da limite, diventa un punto a favore per garantirne la riparabilità a prezzi contenuti. Per questo, se cercate un’auto lussuosa, raffinata e volete un motore di livello assoluto a meno di 30.000 euro, la tanto bistrattata Ghibli potrebbe essere una scelta quanto mai sensata.

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Guido Casetta

Guido Casetta è un car expert e car lover, redattore freelance di Autoscout24 dal 2018. Cresciuto a pane e automobili, ha un debole per le piccole sportive "tutto pepe", che siano turbo o aspirate. Le vetture anni 90 rappresentano la sua passione e nel cuore porta la sua Renault 5 GT Turbo, vera youngtimer che gli ha insegnato il puro piacere di guida. Oltre 10 anni di esperienza nel mondo del giornalismo automotive, migliaia di articoli scritti e centinaia di vetture guidate, tra Auto Storiche, Berline, SUV, Sportive, Citycar, ibride, termiche ed elettriche, lo hanno portato ad avere un’idea chiara di come deve essere l’auto del presente e del futuro.

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