Recensione Mazda CX-60: un SUV tra raffinati V6 Diesel e Plug-in

La Mazda CX-60 rappresenta l'ammiraglia a cinque posti della Casa di Hiroshima, posizionata al vertice dell'offerta del marchio affiancando la più imponente CX-80 a sette posti.

Progettata sulla piattaforma nativa ad architettura longitudinale per modelli a trazione posteriore o integrale, la CX-60 ha fatto parlare di sé quando, tra lo stupore generale, è stato annunciato che sarebbe arrivata sul mercato con un “anacronistico”, o forse no, motore 3.3 Diesel a sei cilindri. Affiancato a un quanto mai necessario motore ibrido (PHEV), basterebbe questo dettaglio per inquadrare il progetto CX-60 della Casa giapponese.

Con l'aggiornamento per il Model Year 2026, la vettura affina ulteriormente il proprio pacchetto tecnico ed estetico: introduce la nuova tinta per la carrozzeria Polymetal Grey, arricchisce la palette degli interni con la lussuosa pelle Nappa Tan e aggiorna l'intero comparto di sicurezza attiva i-Activsense con l'inedito Driver Emergency Assist. La gamma motori rispetta le severe normative Euro 6e-bis e continua a offrire due tecnologie di riferimento: la variante ibrida ricaricabile e-Skyactiv PHEV da 327 CV e il monumentale sei cilindri in linea 3.3 litri e-Skyactiv D Mild Hybrid a 48V, quest'ultimo omologato anche per l'utilizzo con carburante vegetale idrotrattato (HVO).

La gamma si sviluppa su sei livelli di allestimento (Prime-line, Exclusive-line, Homura, Takumi, Homura Plus e Takumi Plus). I prezzi partono da 55.150 euro per la versione Diesel 3.3 e-Skyactiv D da 200 CV Prime-line a trazione posteriore, mentre la versione Ibrida Plug-in e-Skyactiv PHEV attacca a 57.150 euro, per culminare ai 72.850 euro dell'ammiraglia Diesel 249 CV AWD Takumi Plus.

Filosofeggiando con le citazioni giapponesi, l’anima della Mazda CX-60 si riassume nel Jinba Ittai (la perfetta unione e armonia tra cavallo e cavaliere): creare un SUV di segmento premium capace di offrire un'esperienza di guida piacevole, bilanciata ed emozionante, avvolta in un ambiente interno dall'autentico ed elevatissima manifattura giapponese.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La Mazda CX-60 in 5 punti

  • Motorizzazioni – L'offerta comprende il propulsore ibrido plug-in e-Skyactiv PHEV 2.5 da 327 CV e il 6 cilindri in linea turbodiesel 3.3 e-Skyactiv D Mild Hybrid 48V, declinato nei tagli da 200 CV (trazione posteriore) e 249 CV (trazione integrale i-Activ AWD).
  • Design – Evoluzione del linguaggio stilistico Mazda (Kodo design): proporzioni scultoree da SUV a motore longitudinale con lungo cofano, calandra alta, fari a sviluppo verticale e l'inedita tinta per la carrozzeria Polymetal Grey.
  • Interni – Abitacolo incentrato sul conducente con Driver Personalization System (riconoscimento facciale), doppio schermo digitale da 12,3 pollici, comandi vocali con Amazon Alexa ed interni artigianali in pelle Nappa, legno d'acero ed intessuto Kakenui.
  • Architettura e telaio – Piattaforma Skyactiv scalabile a motore longitudinale, sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante e multilink al posteriore, integrate con la tecnologia di stabilizzazione in curva (KPC).
  • Prezzi – Il listino parte da 55.150 euro per la Diesel 200 CV RWD, sale a 57.150 euro per la PHEV 327 CV e tocca i 72.850 euro per la top di gamma Diesel 249 CV AWD Takumi Plus.

Com’è fuori

mazda cx-60 homura 941

All’esterno, la Mazda CX-60 sfoggia un design che reinterpreta la filosofia Kodo valorizzando le proporzioni tipiche delle auto con motore anteriore e trazione posteriore: lungo cofano anteriore, abitacolo arretrato e coda tronca. Il frontale è caratterizzato da una calandra alta e profonda incorniciata dall'iconica "ala" cromata o scura, che si fonde direttamente nei fari principali a sviluppo verticale (disponibili con tecnologia Full LED adattiva Matrix ALH).

La vista laterale è scultorea e pulita, con superfici riflettenti create per catturare i giochi di luce. Sui parafanghi anteriori spicca la firma laterale della motorizzazione, mentre la linea del tetto scorre fluida verso la parte posteriore sopra le grandi ruote in lega da 20 pollici, disponibili con finiture Silver Metallic, Nero Lucido o diamantate. La palette colori si articola su 9 tinte, incluse le storiche vernici cangianti Soul Red Crystal e Machine Grey, a cui si aggiunge per il Model Year 2026 la sfumatura Polymetal Grey.

Vediamo le dimensioni della Mazda CX-60. I dati evidenziano la stazza da SUV di segmento D spazioso e maestoso:

  • Lunghezza: 4,74 metri
  • Larghezza: 1,89 metri
  • Altezza: 1,68 metri
  • Passo: 2,87 metri
  • Capacità bagagliaio: 570-1.726 litri

Com’è dentro

mazda cx-60 homura 31

Gli interni della CX-60 sono un manifesto di raffinatezza, minimalismo e cura maniacale per il dettaglio. La plancia è dominata da linee orizzontali continue che attraversano le bocchette laterali fino ai pannelli porta. Negli allestimenti di punta (Takumi ed Homura) trova spazio l'eccellenza della tradizione artigianale nipponica: finiture in vero legno d'acero, dettagli in cromo satinato e la tecnica di cucitura Kakenui, a sottolineare la firma stilistica nipponica. I rivestimenti spaziano dalla pelle nera fino alla raffinatissima pelle Nappa White o alla nuova pelle Nappa Tan.

La tecnologia è integrata con rigore razionale per evitare distrazioni: la strumentazione è digitale su schermo TFT-LCD da 12,3 pollici, affiancata dall'Active Driving Display (Head-Up Display) proiettato sul parabrezza e dal display centrale per l'infotainment da 12,3 pollici gestibile tramite la comoda manopola Commander sul tunnel. Il sistema operativo supporta la replica wireless per Apple CarPlay e Android Auto e integra per la prima volta i comandi vocali avanzati basati su Amazon Alexa. Tra le soluzioni più innovative spicca il Driver Personalization System: mediante il riconoscimento facciale, la vettura riconosce il guidatore ed adatta automaticamente la posizione di sedile, volante, specchietti, climatizzatore e audio impostando il profilo salvato.

L'abitabilità è generosa sia all'anteriore (1,50 metri di spazio per le spalle) sia sul divano posteriore (1,44 metri). L'ambiente può essere inondato dalla luce attraverso l'ampio tetto panoramico apribile elettricamente da 1,06 x 99,5 centimetri. Per gli audiofili, oltre all'impianto di serie Mazda Harmonic Acoustic, è disponibile l'esclusivo impianto audio Bose a 12 altoparlanti con tecnologia di compensazione del rumore BassMatch. Nel vano bagagli, le versioni Plug-in aggiungono inoltre una comoda presa di corrente AC da 1.500 W per alimentazioni esterne.

Come si guida la CX-60

Alla guida della Mazda CX-60 si percepisce immediatamente la solida impostazione meccanica concessa dalla piattaforma ad architettura longitudinale con trazione posteriore o integrale permanente i-Activ AWD. La scocca ad elevatissima rigidità torsionale trasmette al conducente risposte immediate e senza ritardi, mentre la posizione di guida ergonomica e i sedili riprogettati per stabilizzare il bacino e il torace riducono la fatica nei lunghi viaggi. Il comparto sospensivo adotta uno schema a doppio braccio oscillante all'anteriore e un multilink al posteriore, affinato per il Model Year 2026 con molle posteriori più morbide ed ammortizzatori più rigidi che appianano le irregolarità stradali migliorando il comfort senza perdere precisione. A stabilizzare l'auto tra le curve interviene il sistema Kinematic Posture Control (KPC), che frena leggermente la ruota posteriore interna durante le percorrenze ad alta velocità per tirare la carrozzeria verso il basso e contenere il rollio.

La gamma propulsori risponde alla strategia multi-energia del marchio, ma lo fa controcorrente rispetto ad altri brand: da una parte l’ibrido plug-in, dall’altra un rivoluzionario Diesel 3.3 con 6 cilindri in linea sviluppato ad hoc per questo modello (ed esteso successivamente alla CX-80). La versione e-Skyactiv PHEV abbina un quattro cilindri 2.5 aspirato a un motore elettrico da 129 kW e a una batteria da 17,8 kWh. Con una potenza complessiva di 327 CV e 500 Nm di coppia, è l'auto stradale di serie più potente mai prodotta da Mazda: lo 0-100 km/h è coperto in 5,8 secondi e l’autonomia in elettrico è all’incirca di 70 km.

Per chi percorre molti chilometri autostradali, la scelta ideale cade sull'inedito 3.3 e-Skyactiv D a sei cilindri in linea con tecnologia di combustione DCPCI e sistema Mild Hybrid a 48V M Hybrid Boost. La variante da 200 CV a trazione posteriore stupisce per l'efficienza, registrando consumi medi omologati WLTP di 5,1 l/100 km; la variante da 249 CV e trazione integrale scarica 550 Nm di coppia, scattando da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. 5,3 l/100 km i consumi dichiarati.

Tutti i motori sono abbinati a un innovativo cambio automatico a otto rapporti privo del tradizionale convertitore di coppia idraulico, sostituito da una frizione multidisco bagno d'olio. Questa soluzione regala innesti diretti e veloci simili a quelli di un cambio manuale. Tramite il selettore Mi-Drive si possono impostare diverse modalità di guida (Normal, Sport, Off-Road, Towing ed EV per la PHEV). Notevole anche la capacità di traino con rimorchio frenato, che raggiunge la soglia massima di 2.500 kg.

mazda cx-60 homura 922

Gli ADAS e la sicurezza

La Mazda CX-60 vanta le 5 stelle Euro NCAP ed è equipaggiata con la suite completa di tecnologie di sicurezza attiva ed assistenza alla guida i-Activsense. I principali dispositivi raggruppati nelle dotazioni e nei pacchetti opzionali includono:

  • Driver Emergency Assist: novità del Model Year 2026, lavora in coordinamento con il Driver Monitoring; se rileva un'incapacità medica del guidatore, arresta in sicurezza la vettura e sblocca automaticamente le portiere per facilitare i soccorsi.
  • See-Through View: monitoraggio a 360° di nuova generazione che proietta sullo schermo un'immagine perimetrale rendendo "trasparente" la carrozzeria per facilitare le manovre a bassa velocità.
  • Advanced Smart City Brake Support: frenata automatica d'emergenza cittadina con riconoscimento di pedoni e ciclisti (anche notturno) ed assistenza agli incroci.
  • i-Adaptive Cruise Control e CTS: regolatore di velocità adattivo con ripartenza automatica in colonna e lettura dei limiti di velocità.
  • BSM con Vehicle Exit Warning: monitoraggio dell'angolo cieco in marcia ed avviso acustico in fase di apertura delle portiere se sopraggiungono veicoli o ciclisti.
  • Hill Descent Control (HDC): controllo automatico della velocità in discesa su pendenze scivolose fino a 20 km/h.

Perché scegliere la CX-60 e perché no

La Mazda CX-60 è una scelta di classe per chi cerca un SUV medio premium anticonformista, elegante ed estremamente piacevole da guidare. I suoi punti di forza principali risiedono nei motori sei cilindri Diesel 3.3 raffinati e dai consumi irrisori, nelle prestazioni della PHEV da 327 CV, più per la brillantezza alla guida rispetto all’autonomia elettrica, negli interni curati secondo il miglior artigianato giapponese e nell'efficienza di trazione garantita dalla piattaforma a trazione posteriore/integrale.

Di contro, le dimensioni importanti (4,75 metri di lunghezza) richiedono attenzione nei parcheggi stretti, e l'assenza dello schermo touch-screen durante la marcia (gestibile solo tramite manopola sul tunnel per motivi di sicurezza) potrebbe richiedere un breve periodo di adattamento per chi è abituato all'interfaccia degli smartphone. Infine, per accedere agli allestimenti più ricchi Takumi Plus o Homura Plus con tutti i pacchetti inclusi occorre un budget che supera i 70.000 euro.

In sintesi, la Mazda CX-60 è un'ammiraglia solida, lussuosa ed appagante: un SUV progettato con passione che unisce l'efficienza della tecnologia moderna al piacere di guida purista di una vera auto d'altri tempi. La scelta di mantenere il motore Diesel, tanto da crearne uno da zero proprio per questo modello, conferma la volontà di Mazda di rinnovare la sua visione unica e irriverente del mercato automobilistico.

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Tommaso Corona

Tommaso Corona è un amante del mondo delle quattro ruote, redattore freelance di Autoscout24 dal 2018. Amante delle auto fin dalla più tenera età, va pazzo per le hot hatch, tanto che farebbe carte false per possedere una Focus RS, che ha avuto la fortuna di provare in un test che gli è rimasto nel cuore. Sta per tagliare il traguardo dei 10 anni di esperienza nel mondo del giornalismo automotive, una decade dove ha scritto pagine e pagine su ogni argomento, tra notizie, cronaca, curiosità, guide e prove su strada. Ha guidato di tutto, dalle microcar con il monocilindrico alle supercar con motore V12. Costantemente affascinato da un mondo in continua evoluzione.

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