Recensione Mercedes-AMG GT: più grande, più comoda, migliore?

Dopo essere tornata nel mercato delle vetture sportive con vetture a dir poco iconiche come la SLR McLaren e la SLS AMG, dotata di ali di gabbiano ed ispirata alla leggendaria 300 SL, nel 2014 Mercedes ha deciso di fare sul serio, lanciando la Mercedes-AMG GT.

Per la prima volta, il marchio di Affalterbach non viene messo dopo il nome della vettura, ma si lega al brand Mercedes, e lo fa lanciando una sportiva pensata per maggiori numeri, capace di rivaleggiare ad armi pari con i colossi di questo segmento come la Porsche 911. La prima AMG GT ha linee sportive e morbide, dimensioni relativamente compatte (è poco più lunga di 4,50 metri) e una meccanica dominata dall’ottimo 4.0 V8 biturbo M178, con potenze comprese tra i 462 CV della prima AMG GT ai 730 CV dell’esagerata Black Series, canto del cigno della prima serie della sportiva tedesca.

Diventata nota al grande pubblico anche per essere stata per anni la Safety Car ufficiale della Formula 1, nel 2022 la C190 è stata sostituita dalla seconda generazione, la C192. Più lunga e più larga, la rinnovata AMG GT è un’auto più matura, che accoglie anche la possibilità di avere una configurazione dell’abitacolo 2+2. Realizzata sulla stessa piattaforma della SL, questa GT non è quindi disponibile in versione Cabrio, ma accoglie per la prima volta un motore a quattro cilindri. Restano al top della gamma le GT 63, con motore 4.0 V8 biturbo da 585, 612 e, con sistema ibrido Plug-In E Performance, ben 830 CV, mentre alla base debutta la GT 43, con motore 2.0 Mild Hybrid da 421 CV e trazione posteriore. Più tecnologica e completa, la seconda serie della GT vuole essere una vera Gran Turismo, ma conservando le prestazioni da Supercar.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La Mercedes-AMG GT in 5 punti

  • Motorizzazioni – Più lunga e lussuosa della precedente, condivide la meccanica con la SL e offre quattro livelli di potenza. La base è la 43, con motore 2.0 quattro cilindri Mild Hybrid da 421 CV. Più potente la 63, con motore 4.0 V8 biturbo da 585 o 612 CV, e al top c’è la 63 S E Performance con motore 4.0 V8 e sistema ibrido Plug-In da 816 CV.
  • Design – Lo stile è elegante e sportivo, ma non privo di eleganza e pulizia delle linee. Rispetto alla prima generazione, la GT C192 è più lunga, più larga ed evolve le linee della prima serie con linee più moderne e raffinate.
  • Interni – L’abitacolo è lussuoso e tecnologico, condividendo con la SL lo stile e l’ottima qualità costruttiva. Per la prima volta, la GT è disponibile anche con layout 2+2, con due strapuntini posteriori, ma resta comoda principalmente per due persone. Grande, per il tipo di auto, il bagagliaio.
  • Tecnologia – La seconda serie della GT accoglie un doppio display per quadro strumenti digitale e infotainment, quest’ultimo con schermo verticale. Non mancano gli ADAS di utlima generazione, per una guida autonoma di Livello 2+.
  • Prezzi – Da buona GT con velleità da Supercar, il prezzo è molto alto. La versione d’accesso 43 con motore quattro cilindri parte da poco meno di 130.000 euro, mentre le GT con motore V8 superano facilmente quota 200.000 euro.

Com’è fuori

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A livello estetico, per questa AMG GT Mercedes ha scelto di evolvere lo stile della prima generazione, adattandolo alle dimensioni maggiori della seconda serie. Rispetto ai poco più di 4,50 metri della prima serie, infatti, la GT C192 supera di slancio i 4,70 metri di lunghezza, con un passo che è cresciuto parecchio, arrivando a 2,70 metri. Nonostante delle proporzioni differenti, però, questa GT appare ancora compatta e slanciata, con uno stile sportivo ma capace di non perdere l’eleganza intrinseca di una Mercedes-Benz. Il frontale è caratterizzato da un’enorme calandra trapezoidale e da grandi fari a goccia, un cofano lungo e basso e un abitacolo arretrato, ma meno che in passato. Lateralmente, infatti, si nota come, rispetto al passato, l’abitacolo sia più generoso nelle dimensioni e più avanzato, una soluzione resa necessaria dalla decisione di rendere questa GT una 2+2 e non più una due posti secchi.

A cambiare maggiormente è stata la vista posteriore, con un lunotto meno inclinato, una coda leggermente più sporgente e, nella vista laterale, la presenza delle maniglie a filo con la carrozzeria. I passaruota sono bombati sia all’anteriore che al posteriore, mentre in coda sorprende la presenza di un vero e proprio portellone posteriore. I fari posteriori riprendono la forma allungata di quelli della prima serie, ma sono più moderni, con lenti tridimensionali e una firma luminosa rinnovata, nonché uniti da una sottile banda trasversale. Ottima, per il segmento, la praticità, con un bagagliaio da 321 litri, aumentabili a 675 abbattendo i due strapuntini posteriori. La GT 63 S E Performance, dotata di un sistema Plug-In Hybrid, si deve accontentare di 182 litri per via degli ingombri della batteria agli ioni di litio. Sono queste, quindi, le dimensioni della Mercedes-AMG GT:

  • Lunghezza: 4.728 mm
  • Larghezza: 1.984 mm
  • Altezza: 1.354 mm
  • Passo: 2.700 mm
  • Bagagliaio: 321-675 litri (182 litri 63 S E Performance)

Com’è dentro

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Salendo a bordo, la Mercedes-AMG GT riprende il layout estetico e tecnologico delle ultime Mercedes, ispirandosi nello specifico alle Classe C e Classe E di corrente generazione. Con entrambe, infatti, condivide la posizione del sistema di infotainment verticale al centro della consolle centrale, ha una diagonale di 11,9 pollici e ospita il sistema di infotainment MBUX, completo ma a volte piuttosto complicato da usare. Integrati all’interno del sistema ci sono anche i comandi del clima, raggiungibili solo a sfioramento. Il quadro strumenti digitale, invece, ha una diagonale di 12,3 pollici, ma rispetto ad altre Mercedes è dotato di una comoda palpebra che lo protegge dai raggi del sole.

La qualità costruttiva è ottima, la stessa della sorella SL, e permette a questa GT di offrire un’esperienza d’uso da vettura di lusso. Peccato che, per fare spazio ai sedili posteriori, i sedili anteriori siano stati avanzati di 100 mm: nonostante il passo si sia allungato di 70 mm a sua volta, la posizione di guida è più avanzata di prima, rendendo meno speciale sedersi al posto di guida della AMG GT. Nonostante questo, si è sempre seduti in basso e molto arretrati rispetto alle automobili “normali”. Aiutata dal cofano visivamente ancora molto lungo, questa C192 conserva un’ottima posizione di guida, sportiva e distesa, seppur leggermente più avanti che in passato. Tra le concessioni alla tecnologia, poi, troviamo anche il volante sportivo dotato di comandi a sfioramento, non sempre intuitivi e facili da usare in marcia.

Come si guida la Mercedes-AMG GT: più comoda, ancora sportiva, molto più veloce

A livello meccanico, la Mercedes-AMG GT è realizzata su una piattaforma dedicata alle sportive della Casa della Stella, la MSA, che accoglie un numero maggiore di motori, introduce la trazione integrale 4Matic+ e porta al debutto sulla GT anche un sistema ibrido Plug-In. Per il mercato italiano, la gamma è aperta dalla GT 43, versione parecchio discussa: è infatti spinta dal__2.0 quattro cilindri turbobenzina da 421 CV__, l’M139. È lo stesso motore della Mercedes A 45 AMG, con in più un sistema Mild Hybrid, è accoppiato ad un cambio automatico a 9 rapporti ed è l’unica GT disponibile con la sola trazione posteriore. Nonostante sia “solo” un quattro cilindri, ha prestazioni degne di questo modello (0-100 km/h in 4,6 secondi e 280 km/h di velocità massima) e, grazie alla sola trazione posteriore, ha un peso di oltre 200 kg inferiore alle sorelle maggiori. Per chi cerca di più, infatti, ci sono le due 63, spinte dal 4.0 V8 biturbo M178 con trazione integrale 4Matic+, potenze di 585 e 612 CV e uno 0-100 km/h coperto in soli 3,2 secondi.

Al top c’è la folle GT 63 S E Performance, che al V8 aggiunge un motore elettrico e un sistema ibrido Plug-In con batteria da poco meno di 5 kWh, per una potenza di sistema di 816 CV. Questa potentissima (ma pesante, con una massa a vuoto di quasi 2.200 kg) Gran Turismo ibrida scatta da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi, e raggiunge i 320 km/h. Alla guida, la GT C192 è più matura della precedente, molto aggressiva e muscolosa e meno raffinata. Volendo, si può andare con tranquillità sfruttando l’ottimo comfort e la ricca dotazione tecnologica e di sicurezza. Se, però, si sceglie si spingere la GT sa ancora il fatto suo, con un’anima differente. Se, infatti, prima era nota per essere sovrasterzante e piuttosto impegnativa, ora, complice la trazione integrale, è estremamente stabile, veloce e con una buona agilità nonostante il peso e le dimensioni, grazie anche alle ruote posteriori sterzanti, di serie. Non è una supersportiva dura e pura, ma una Gran Turismo per i lunghi viaggi e, quando c’è spazio, capace di emozionare. La trazione 4Matic+, poi, ha anche la modalità “2WD”, per forzare la presenza della sola trazione posteriore: se volete ancora provare le emozioni della vecchia GT, ci sono ancora.

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Gli ADAS e la sicurezza

In termini di sicurezza attiva e passiva, anche la più sportiva delle Mercedes-Benz attualmente in produzione può godere della tecnologia in termini di ADAS e robustezza in caso di impatto delle vetture di ultima generazione della Stella. A livello di dotazione, però, non troviamo di serie tutta la suite di assistenti alla guida, e va aggiunto un pacchetto opzionale “Assistenza alla guida plus” dal valore di 2.965 euro. Tutte le GT, comunque, hanno di serie il Cruise Control Adattivo, il sensore per l’angolo cieco, il riconoscitore dei segnali stradali, la frenata automatica, le telecamere a 360 gradi e i sensori di parcheggio perimetrali.

Con il pacchetto opzionale, invece, si aggiunge il mantenitore attivo di corsia, l’assistente alla guida in autostrada con cambio di corsia automatico e il Blind Spot attivo, che previene collisioni laterali. Per quanto riguarda, invece, la sicurezza passiva, essendo un’auto dai numeri di produzioni piuttosto contenuti, la AMG GT non è ancora stata testata dall’ente indipendente EuroNCAP, e probabilmente non verrà mai testata né in Europa né dall’equivalente americano, l’IIHS. Sicuramente si tratta di un’auto molto sicura, nonostante sia priva della valutazione di enti indipendenti, che si concentrano su vetture di volume come, restando in casa Mercedes, le berline come la Classe E (valutata, per la cronaca, con le 5 stelle dall’EuroNCAP).

Perché scegliere la Mercedes-AMG GT e perché no

Partiamo subito con un’ovvietà: essere nella posizione di poter scegliere tra una AMG GT e una sua rivale è una bella fortuna, e difficilmente si sbaglia acquistando una qualsiasi Gran Turismo ad altissime prestazioni come questa. In ogni caso, però, questa GT ha i suoi pro e i suoi contro, e partiamo proprio da questi ultimi. Nonostante le ruote posteriori sterzanti e un telaio dedicato per le sportive della Casa, la AMG GT C192 non è agile o maneggevole tra le curve come alcune rivali. L’abitacolo, poi, è scenografico e tecnologico, ma un po’ troppo complesso nella vita di tutti i giorni a causa dei tantissimi comandi a sfioramento. Sebbene, poi, le prestazioni siano eccezionali, il peso da portarsi dietro è parecchio, e paga nel coinvolgimento di guida rispetto alle rivali più evocative.

Le frecce nella sua faretra, tuttavia, sono tante. Lo spazio a bordo, nonostante i 10 cm di avanzamento dei sedili anteriori, resta da vera sportiva, con il vantaggio di una praticità inaspettata per un’auto di questo genere, e superiore anche a quella di vetture ben più “normali”. Il comfort e l’usabilità quotidiana, poi, sono sostanzialmente pari a quelle di una classica berlina della Stella, con in più prestazioni da vera Supercar. Il 2.0 della 43 è una piacevole sorpresa, capace di rendere più agile e mitigare il peso con una massa di oltre 200 kg inferiore alle più pesanti V8, e con 421 CV e il Mild Hybrid (e oltre 70.000 euro in meno di listino) può essere una scelta fuori dagli schemi divertente. Il fascino del V8, però, è irresistibile: sia la 63 che l’esagerata 63 S E Performance sanno emozionare, con l’ultima che si avvicina al terreno delle Hypercar per accelerazione e brutalità di accelerazione.

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Guido Casetta

Guido Casetta è un car expert e car lover, redattore freelance di Autoscout24 dal 2018. Cresciuto a pane e automobili, ha un debole per le piccole sportive "tutto pepe", che siano turbo o aspirate. Le vetture anni 90 rappresentano la sua passione e nel cuore porta la sua Renault 5 GT Turbo, vera youngtimer che gli ha insegnato il puro piacere di guida. Oltre 10 anni di esperienza nel mondo del giornalismo automotive, migliaia di articoli scritti e centinaia di vetture guidate, tra Auto Storiche, Berline, SUV, Sportive, Citycar, ibride, termiche ed elettriche, lo hanno portato ad avere un’idea chiara di come deve essere l’auto del presente e del futuro.

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