Recensione Tesla Cybertruck: il mega pick-up fa discutere ma offre prestazioni mai viste prima

Svelata originariamente nel 2019 e prodotta esclusivamente per il mercato nordamericano, dove l’omologazione si basa su parametri molto diversi rispetto al mercato europeo, la vettura abbandona l'architettura classica con carrozzeria su telaio a longheroni per adottare un esoscheletro in acciaio inossidabile laminato a freddo, e già qui si potrebbe parlare di rivoluzione. Si tratta di un prodotto che ha l'obiettivo di ridefinire le capacità di carico e di traino abbinandole alla trazione puramente elettrica.
Tuttavia, il Cybertruck non può essere guidato legalmente in Italia e nel resto dell'Unione Europea. Il motivo principale è la mancanza di omologazione europea causata da palesi problemi di sicurezza passiva: la normativa continentale impone la presenza di zone di deformazione per assorbire gli impatti e vieta spigoli vivi o sporgenze taglienti per tutelare i pedoni. L'esoscheletro rigido e le forme a spigolo vivo del veicolo entrano in diretto conflitto con queste regole fondamentali a tutela degli utenti vulnerabili della strada. A questo si aggiunge una massa che, in base ai passeggeri o al carico, supera facilmente le 3,5 tonnellate: in Europa, questo fattore classifica il veicolo come mezzo pesante, rendendo insufficiente la comune patente B per le autovetture e imponendo i severi limitatori di velocità previsti per gli autocarri pesanti. Sono circolati e circolano alcuni esemplari importati, non con targhe italiane, ma la procedura che consente questo “passaggio” è estremamente complicata e ricca di cavilli burocratici.
L’idea alla base di questo progetto a tratti rivoluzionario sta nel voler unire quello che in sostanza è un pick-up in un veicolo decisamente poco convenzionale, visivamente parlando, e dotato di caratteristiche tali da poterlo avvicinare a una sportiva di razza..
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Tesla Cybertruck in 5 punti
- Motorizzazioni – L'offerta nordamericana attuale si basa su configurazioni a trazione integrale puramente elettrica, declinate nella versione Dual Motor e nella variante ad alte prestazioni Cyberbeast, che adotta ben tre motori elettrici.
- Design – Estetica poligonale e avveniristica. La carrozzeria in acciaio inossidabile non è verniciata in fabbrica (salvo l'applicazione di pellicole adesive opzionali) e presenta linee rette senza curve.
- Interni – L'abitacolo segue il rigido minimalismo Tesla, eliminando i comandi fisici in favore di un volante rettangolare (steer-by-wire) e di un singolo schermo centrale da 18,5 pollici, affiancato da un monitor da 9,4 pollici per i passeggeri posteriori.
- Capacità di carico e tecnologia – Il cassone posteriore, denominato Vault, misura circa 2 metri, è dotato di una copertura aerodinamica rigida elettroattuata e integra prese di corrente per alimentare attrezzature o elettrodomestici esterni, il cosiddetto Vehicle-to-Load.
- Prezzi – Consultando il sito ufficiale americano, il listino mostra un prezzo base di 69.990 dollari per la versione d'accesso Dual Motor All-Wheel Drive. La spesa sale a 79.990 dollari per la variante Premium All-Wheel Drive, per culminare nei 99.990 dollari richiesti per la Cyberbeast a tre motori per un totale di 857 CV e uno 0-100 km/h coperto in 2,7 secondi.
Com’è fuori
All’esterno, il Cybertruck sfoggia un design che non è sbagliato definire polarizzante, basato interamente sulla geometria e sulle linee rette. Abbandonando l'uso delle classiche presse di stampaggio per le lamiere curve, l'intera struttura è formata da pannelli spessi di acciaio piegato. Il frontale è caratterizzato da una sottile striscia a LED continua per le luci diurne, mentre i proiettori principali sono celati in basso, inseriti in una fessura sopra il paraurti. Un design capace di influenzare anche la vendutissima, questa sì in Europa, Tesla Model Y.
Passando al profilo laterale, questo è dominato da una massiccia linea del tetto a forma di vertice acuto e dall'assenza di maniglie sporgenti sulle portiere. Al fine di mantenere l'aerodinamica e le forme spigolose, il veicolo è dotato di coperture piatte per i cerchi e di pneumatici da 35 pollici.
Vediamo le dimensioni della Tesla Cybertruck, omologata per il mercato americano. I dati evidenziano un ingombro imponente, non pensato per le più commisurate strade europee:
- Lunghezza: 5,68 metri
- Larghezza: 2,03 metri (senza specchietti) / 2,41 metri (con specchietti aperti)
- Altezza: circa 1,79 metri (variabile in base al settaggio delle sospensioni pneumatiche)
- Passo: 3,63 metri
- Altezza libera da terra: fino a 40,6 centimetri impostando le sospensioni nella modalità "Extract" massima
Com’è dentro
Gli interni della Tesla Cybertruck portano alle estreme conseguenze l'approccio costruttivo minimalista del brand. Entrando nell'abitacolo, la plancia si presenta come una solida superficie piatta e del tutto priva di comandi analogici, leve fisiche o bocchette di aerazione a vista. Il controllo pressoché totale del veicolo è delegato all'enorme display touch centrale. Forse questo è l’unico tratto che la accomuna alle Tesla che vediamo e possiamo regolarmente guidare qui in Europa.
Il volante a forma rettangolare, comunemente definito "squircle", rimpiazza il tradizionale comando circolare e integra pulsanti aptici per azionare gli indicatori di direzione, i tergicristalli e i fari. I materiali scelti per gli interni combinano la robustezza adatta a un mezzo da lavoro con un design pulito, ed un esteso tetto panoramico in vetro contribuisce alla luminosità per i cinque occupanti. In termini di stivaggio, il veicolo offre un ampio bagagliaio anteriore sotto il cofano (frunk) e uno scompartimento celato sotto il pavimento del cassone principale, il già accennato vault.
Come si guida il Cybertruck: sterzo digitale e spinta brutale
La dinamica di guida della Cybertruck cela innovazioni tecniche di spessore. La più rilevante è il debutto di un sistema steer-by-wire puro, che recide ogni collegamento meccanico tra il volante e le ruote anteriori. Abbinato all'asse posteriore sterzante, questo sistema rende il lungo pick-up estremamente maneggevole a bassa velocità, garantendo angoli di sterzata sorprendenti così da simulare il cosiddetto passo corto virtuale che semplifica enormemente le manovre.
L'assetto si affida a sospensioni pneumatiche adattive, che permettono di livellare il mezzo in base al peso del carico e di variare ampiamente la luce a terra per superare senza sforzi buche, pendenze ripide o guadi.
A livello propulsivo, la potenza in gioco permette di annullare la percezione della stazza del veicolo. L'allestimento Cyberbeast sprigiona fino a 857 cavalli, capaci di regalare accelerazioni da supercar e di supportare l'enorme potenziale di traino. Il tutto è supportato da un'architettura elettrica di nuova generazione a 800 Volt, che velocizza enormemente le ricariche rapide presso le infrastrutture ad alta potenza. L'energia immagazzinata dalla batteria da 123 kWh, anche questo un valore di riferimento rispetto alle più piccole batterie commercializzate nel vecchio continente, può essere utilizzata anche come generatore mobile per alimentare attrezzature da campeggio o da lavoro in assenza di rete elettrica.
Gli ADAS e la sicurezza
Sul mercato nordamericano, la Cybertruck dispone della consueta e collaudata suite di assistenza alla guida Tesla, imperniata sul sistema Tesla Vision, che utilizza esclusivamente videocamere per analizzare l'ambiente circostante.
La vettura offre di serie il Traffic-Aware Cruise Control, che adegua autonomamente l'andatura alle condizioni del traffico. Aggiungendo pacchetti software opzionali in abbonamento (come il Full Self-Driving, sempre in supervisione del conducente), la vettura sblocca capacità di navigazione semi-autonoma e cambi di corsia automatizzati. Come anticipato, il problema degli spigoli vivi e della impossibilità di piegare le lamiere in acciaio diventa uno dei motivi principali se non il motivo per cui il Cybertruck non può circolare in Italia e in Europa. Le gravi mancanze riguardanti la sicurezza passiva, in particolare i potenziali danni causati dalle lamiere verso i pedoni, precludono qualsiasi possibilità di circolazione. I pochi esemplari importati in Europa, a costi esorbitanti, sono stati innanzitutto omologati come autocarri e non possono rappresentare un precedente. Più volte Tesla stessa ha affermato che per come nasce sarebbe impossibile venderlo nei mercati europei.
Perché scegliere il Cybertruck e perché no
Nel suo mercato di vendita, la Tesla Cybertruck è un pick-up consigliato a chi desidera una vettura in grado di stravolgere i paradigmi estetici e funzionali dell'auto moderna. L'acquisto è giustificato dal sofisticato sistema steer-by-wire, dalla trazione elettrica con potenze inarrivabili anche per alcune supercar, passando al suo design “poligonale” e al suo piano di carico ingegnoso e a prova di urto.
D’altro canto, la sua linea non fa sconti e non ammette vie di mezzo. Il limite più drastico non riguarda l'estetica: la Cybertruck è attualmente impossibile da guidare legalmente sulle strade italiane. L'impossibilità di superare i crash test di omologazione europei per la tutela dei pedoni, unita al peso eccessivo per la patente automobilistica standard, la rendono a tutti gli effetti un'opera di rottura confinata unicamente ai lunghi rettilinei degli Stati Uniti.
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