VW Caravelle alla prova: questa Volkswagen con base Ford sorprende davvero?

Il nuovo VW Caravelle nasce sulla base del Ford Transit Custom, ma su strada conserva buona parte del carattere Volkswagen. Comodo, spazioso e concreto nell’uso quotidiano, paga però un conto salato in termini di prezzo, finiture e rapidità del sistema multimediale.

Il VW Caravelle T7 125 kW TDI 4Motion in sintesi


Cosa ci piace

Lo spazio a bordo, anche a pieno carico.

Cosa ci manca

Il prezzo, ormai lontano dall’idea di “auto per tutti”.

Perfetto se si vuole ...

... trasportare fino a nove persone con bagagli, senza rinunciare a una guida più automobilistica di quanto dimensioni e categoria lascino immaginare.

Le alternative

Proprio questo Ford Transit Custom. In versione puramente elettrica anche il Kia PV5 (se non fosse per la questione della capacità di carico).


Vantaggi

  • Tanto spazio per passeggeri e bagagli
  • Guida facile, quasi da auto
  • Motore adeguato e consumi tutto sommato ragionevoli

Svantaggi

  • Prezzi elevati
  • Materiali interni non all’altezza del listino
  • Infotainment lento nelle risposte

90A7311-Bearbeitet Nota: Le foto utilizzate non mostrano il veicolo testato. Sono possibili differenze nell'equipaggiamento e nell'esecuzione.

Una Ford che finge di essere una Volkswagen

Da oltre settant’anni il “Bus” Volkswagen è un riferimento trasversale: mezzo da lavoro, veicolo per il tempo libero, navetta per famiglie numerose e, in certi casi, vero oggetto di culto. Oggi però il Caravelle cambia pelle: nasce dalla collaborazione tra Volkswagen e Ford, viene prodotto in Turchia e condivide l’architettura con il Transit Custom. È proprio qui che si concentra la domanda più interessante: questa nuova generazione riesce ancora a sembrare una vera Volkswagen?

Per capirlo bisogna prima chiarire quale versione della T7 abbiamo guidato. Dopotutto, ci sono 13 diverse varianti di carrozzeria e tre tipi di propulsione fondamentalmente diversi tra cui scegliere. L’esemplare in prova è secondo la brochure allegata, un VW Caravelle Life TDI 4Motion con cambio automatico a otto rapporti e passo lungo. Compreso il motore diesel da 2,0 litri da 125 kW / 170 CV installato, il listino prezzi indica almeno 66.261,88 euro chiavi in mano.

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VW Caravelle T7 con prezzi ambiziosi

Basta dare un’occhiata alla gamma italiana per capire come il Caravelle si sia spostato verso l’alto. Il modello parte da 54.269,28 euro chiavi in mano nella versione d’accesso. Più convenienti sono i diesel a trazione anteriore da 110 e 150 CV. Anche in offerta, ma altrettanto non economica: la e-Caravelle che costa almeno 63.297 euro con una batteria di almeno 64 kWh.

Nel nostro test, però, la protagonista è la versione diesel. E per chi usa davvero un mezzo di questo tipo, oggi resta probabilmente la scelta più sensata. Con un consumo rilevato intorno ai 9 l/100 km, il serbatoio da 55 litri consente percorrenze realistiche nell’ordine dei 600 chilometri. A parte il classico avvio a freddo un po’ più ruvido, il 2.0 TDI di origine Ford si fa apprezzare per discrezione e regolarità. La trazione integrale assicura motricità sempre convincente, mentre l’automatico a otto marce lavora bene e quasi sempre senza farsi notare.

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Potenza sufficiente, comportamento stradale piacevole

A velocità autostradali elevate, intorno ai 140 km/h, i fruscii aerodinamici diventano evidenti, ma siamo perfettamente in linea con quanto ci si aspetta da un van di queste dimensioni. Il Caravelle non ha un carattere brillante in senso sportivo, e chi ricorda il vecchio T6.1 biturbo più vivace noterà una differenza, ma il punto è un altro: con 170 CV e 390 Nm, questo diesel è una scelta centrata per un veicolo che, in configurazione lunga e ben equipaggiata, sfiora le due tonnellate e mezza.

Anzi, per chi viaggia spesso a pieno carico o traina, è la motorizzazione da preferire. Le versioni meno potenti possono bastare, ma qui si ha la sensazione di avere sempre una riserva di spinta adeguata alla stazza.

La vera sorpresa, però, è nella guida. Il lavoro svolto da Ford e Volkswagen riesce davvero a far passare in secondo piano il carattere da veicolo commerciale. Tolta la visuale occupata dai sedili posteriori e il colpo d’occhio da veicolo commerciale, il Caravelle trasmette una sensazione molto più vicina a quella di un grande monovolume che a quella di un mezzo da lavoro adattato al trasporto persone. A vuoto l’assetto resta un po’ sostenuto, com’è normale per un veicolo pensato anche per il carico, ma tra curve, rotatorie e tratti veloci il comportamento è pulito, prevedibile e mai impacciato. Bene anche lo sterzo, leggero ma abbastanza preciso, così come l’impianto frenante, sempre pronto quando serve.

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Interno da Volkswagen, con tutti i pro e i contro

Ci si sente davvero su una Volkswagen? Dal punto di vista dinamico, in buona parte sì. E l’illusione si completa nell’abitacolo, con elementi di comando, schermi e impostazione dei menu che richiamano chiaramente il linguaggio Volkswagen. La gestione del computer di bordo e dell’infotainment, con Apple CarPlay e Android Auto, può però richiedere un po’ di pazienza. La risposta ai comandi non è sempre rapida come ci si aspetterebbe.

Allo stesso modo, la scelta dei materiali non è del tutto in linea con il livello di prezzo. Un discorso che, peraltro, vale anche per il “gemello” Ford Tourneo Custom. Sul lato positivo ci sono sedili comodi, una buona posizione di guida e soprattutto tantissimo spazio. Su una lunghezza di 5,45 metri, il Caravelle può trasportare fino a nove persone con bagagli al seguito. Anche con tutti i posti in uso, la capacità di carico resta notevole, confermando la vocazione pratica del modello.

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Conclusione: 7,3/10

Il nuovo Volkswagen Caravelle riesce solo in parte a smentire lo scetticismo iniziale, ma ci riesce abbastanza da risultare convincente. Sì, sotto c’è tanta Ford. E sì, alcuni dettagli – soprattutto materiali e infotainment – non sono all’altezza di un listino così ambizioso. Però, una volta in marcia, questo van si guida bene, è comodo, ha tanto spazio e riesce a conservare una personalità coerente con ciò che ci si aspetta da un modello Volkswagen destinato al trasporto persone. In definitiva non è più un mezzo “per tutti”, e il prezzo lo dimostra chiaramente. Ma resta un prodotto molto concreto, ben riuscito nella sostanza e capace di offrire un valore d’uso elevato. La vera domanda, semmai, è un’altra: senza la base Ford, Volkswagen avrebbe saputo fare meglio? (Testo: Thomas Vogelhuber | Immagini: Produttore)

AutoScout24 Scores

Questo punteggio è attribuito dal nostro team di esperti dopo test approfonditi sull’auto.

Score
7,3
Design
6,5
Facilità d’uso
7,5
Comfort
8,0
Usabilità quotidiana
7,5
Dinamica di guida
7,5
Motorizzazione
7,0
Efficienza
7,5
Rapporto qualità-prezzo
6,0
Dotazioni
7,5
Sicurezza
8,0

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Thomas Vogelhuber

Thomas Vogelhuber è caporedattore del magazine AutoScout24 dal marzo 2019. Petrolhead bavarese e appassionato di youngtimer, ha trasformato la sua passione per l’automobile in una professione e ama guidare lungo i percorsi alpini, dove può apprezzare appieno il piacere di guida. Negli ultimi anni si è avvicinato anche alla mobilità elettrica, mettendo spesso alla prova la tessera di ricarica della redazione. Il sogno di un Audi RS 6 Avant C5 in verde Goodwood resta per ora nel cassetto e, nella quotidianità, continua quindi a muoversi a bordo di un efficiente diesel.

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