Prova Volkswagen Tiguan: ibrida, Diesel, più spaziosa e potente. Il SUV tedesco ora non ha paura di nessuno

Negli ultimi vent’anni, lo sappiamo, è esplosa la moda dei SUV. Volkswagen aveva già lanciato il Touareg nel 2002 e, cinque anni più tardi, emerse dal nulla un’altra vettura destinata a diventare un pilastro della gamma fino ai giorni nostri: la Tiguan.

Nel corso di 18 anni, articolata in due generazioni, questo modello ha venduto quasi 8 milioni di esemplari in tutto il mondo, un risultato impressionante che testimonia la validità di questo progetto. Tuttavia, con l’arrivo dell’elettrificazione, si parla sia di ibridi sia di elettrico, il mercato ora presenta più insidie: il successo bisogna conquistarselo, basti pensare che nel 2023 l’auto più venduta al mondo è stata un SUV, sì, ma elettrico: la Tesla Model Y.

Niente Tiguan elettrica, per ora, ma nel 2024 è arrivata la terza generazione che ha profondamente rivisto l’estetica e gli interni, pur conservando i tratti che l’hanno resa uno dei C-SUV più venduti in Europa e a livello globale. I prezzi partono da circa 42.000 euro, è stato mantenuto il valido motore a gasolio, l’eterno 2.0 TDI, e sono arrivati nuovi motori ibridi tra cui il valdio eHybrid, il plug-in ricaricabile che garantisce più di 100 km di autonomia in elettrico. Un investimento consistente fatto dalla Casa di Wolfsburg per il suo SUV di volume, modello che ambisce a rimanere il punto di riferimento nella gamma Volkswagen insieme a Golf e T-Roc.

L’auto che vedete in queste immagine è una full optional, una R-Line. Allestimento particolarmente ricco e sportivo, presenta fari Full LED IQ.Light anteriori e posteriori, quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, apertura elettrica del baule, fari posteriori LED con effetto 3D, sedili sportivi con funzione massaggio e rivestimenti in Alcantara e cerchi da pollici. Supportata la guida autonoma di livello 2.

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Volkswagen Tiguan in 5 punti

  • Design evoluto: Linee raffinate, proporzioni rinnovate con tre centimetri di lunghezza in più e dettagli moderni come la firma luminosa Matrix LED; la Tiguan di terza generazione si distingue nel panorama dei C-SUV per un’estetica che punta a combinare eleganza e dinamismo.
  • Motorizzazioni termiche e ibride: Motori collaudati e affidabili, dai termici 2.0 TSI da 265 CV ai Diesel 2.0 TDI da 150 CV a 193 CV con la trazione integrale AWD. Dal Mild-Hybrid 1.5 eTSI agli eHybrid, l’offerta è progettata per rispondere a diverse esigenze tra cui una buona offerta di motori ibridi e versatili.
  • ADAS e guida assistita: Dotata di tecnologie di assistenza alla guida fino al livello 2, con parcheggio remoto e retromarcia “Memory”, la Tiguan propone un’esperienza di guida moderna e assistita.
  • Interni digitalizzati ma razionali: Equipaggiata con Innovision Cockpit, schermi digitali, connessioni wireless e comandi touch retroilluminati, la Tiguan ridefinisce il concetto di abitacolo connesso.
  • Gamma e prezzi: Una gamma articolata, che parte da circa 42.000 euro per il Mild-Hybrid 1.5 eTSI e sale fino a oltre 60.000 euro per le versioni full optional R-Line e R-Line Plus ibride plug-in (eHybrid).

Com’è fatta fuori

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La nuova Tiguan si presenta con proporzioni leggermente più generose ma sempre equilibrate: lunghezza aumentata di 3 centimetri (ora è lunga 4,54 metri), altezza cresciuta di 4 millimetri (1,66 metri), mentre larghezza (1,84 metri) e passo (2,68 metri) restano invariati. Queste misure conferiscono un’abitabilità migliorata e un bagagliaio più capiente.

Il design degli esterni è interamente ridisegnato, con un frontale caratterizzato da una calandra più ampia e fari Full-LED di serie, o Matrix LED IQ.Light sulle versioni superiori, uniti da una barra luminosa trasversale. Il cofano più muscoloso contribuisce a un conferirle aspetto robusto. Ai lati, passaruota accentuati, cerchi disponibili fino a 20 pollici (la R-Line in prova monta di serie i 19 pollici). Il posteriore evidenzia una banda luminosa a LED che attraversa l’intera larghezza e uno spoiler pronunciato, soprattutto nelle versioni alto di gamma che pongono l’accento sul design sportiveggiante.

Una curiosità? Sulle fiancate posteriori e sui finestrini posteriori compaiono piccole silhouette di tigre e iguana, omaggio all’origine del nome “Tiguan” (fusione delle due parole). Il risultato è un’estetica moderna che ha già influenzato le linee della seconda generazione di T-Roc, cresciuta di dimensioni e ora più “vicina”, in gamma, alla sorella maggiore.

Com’è dentro

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L’abitacolo è un netto passo avanti in termini di tecnologia, comfort e praticità. Al centro del cruscotto, l'Innovision Cockpit include uno schermo strumenti da 10,25 pollici e un display centrale a sbalzo da 15 pollici, con interfaccia intuitiva e personalizzabile. Il sistema supporta aggiornamenti OTA, Apple CarPlay e Android Auto wireless. Comandi touch avanzati si affiancano a una bella rotella sul tunnel centrale, corredata da un piccolo schermo ausiliario.

Il design della plancia è minimalista ed ergonomico: climatizzazione con comandi retroilluminati touch, illuminazione ambient personalizzabile e volante multifunzione con tasti fisici. I sedili sono premium, con regolazioni elettriche, memoria e funzione massaggio (anche se quest’ultima a volte non funziona, senza spiegazione evidente). Lo spazio a bordo è ok: comodi davanti, sfruttabili anche i tre posti posteriori, dotati di bocchette e prese USB-C (opzionali).

Il bagagliaio offre fino a 652 litri avanzando la panchetta posteriore tutto avanti, capacità che si può estendere fino a 1.650 litri abbattendo i sedili posteriori. I sedili, infatti, scorrono, aumentando lo spazio, ma creano un dislivello nel piano di carico. L’interno combina praticità, materiali curati e dotazioni tecnologiche in grado di soddisfare gli utenti più esigenti. Attenzione alle versione eHybrid: la capacità, a causa dell’ingombro della batteria, si riduce a 490 litri (max 1.486 litri).

Alla guida della Volkswagen Tiguan: il Diesel sempre un riferimento, ma gli ibridi convincono

Sotto il cofano della versione testata c’è il collaudato 2.0 TDI da 150 CV e 360 Nm, abbinato al cambio automatico DSG a 7 marce. La ripresa e la fluidità sono immediate, con la coppia disponibile già a 1.600 giri. In modalità Eco, il pedale tende a veleggiare, abbassando consumi; in Sport, l’auto risponde con vigore mantenendo un andamento fluido.

Il cambio DSG, con la leva spostata sul piantone per liberare il più possibile il tunnel centrale, è morbido e lineare, ma poco reattivo se si cerca un comportamento sportivo. Lo sterzo progressivo è ben tarato: preciso, con poco gioco centrale. Nonostante la massa (più di 1.633 kg in ordine di marcia la 2WD, 1.699 kg la 4WD da 193 CV, sempre Diesel) e il baricentro alto, la Tiguan gestisce bene le curve, grazie anche alle sospensioni: McPherson davanti e Multilink dietro.

A questo si aggiungono gli ammortizzatori elettronici DCC Pro (optional), con 15 livelli e modalità Individual. Sebbene l’assorbimento delle asperità sia soddisfacente, i cerchi da 20 ” rendono la guida leggermente rigida sul pavé. Durante il test, i consumi della Tiguan Diesel si sono attestati intorno a 6,5 l/100 km, in linea con il dato WLTP di 5,3 l/100 km in ciclo misto: un risultato più che accettabile per un SUV di queste dimensioni e prestazioni.

In alternativa l’eHybrid 1.5 Plug-in Hybrid offre due livelli di potenza, 204 e 272 CV. Il peso è superiore, fino a 1.815 kg, ma la batteria da 19,6 kWh netti permette autonomie in elettrico superiori ai 100 km. Da non trascurare, anzi, la possibilità di ricarica in corrente continua fino a 50 kW, quindi anche in viaggio: bastano 25 minuti per ripartire con il massimo dell’autonomia, altrimenti caricando a casa di notte si abbattono i costi e si può viaggiare in elettrico, se i tragitti casa-lavoro-casa sono brevi, anche per una settimana senza mai virtualmente accendere il motore termico.

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Gli ADAS e la sicurezza

La Tiguan sfoggia una avanzata suite di sistemi di assistenza alla guida: guida autonoma di livello 2+, con mantenimento della corsia, cruise adattivo, assistenza al parcheggio (inclusa la retromarcia “Memory”) e parcheggio remoto tramite smartphone. La tecnologia include telecamere a 360° e, a pagamento, fari Matrix LED, head-up display e impianto audio premium Harman-Kardon.

Questi sistemi migliorano la sicurezza e riducono lo stress durante la guida, soprattutto nei contesti urbani o nei viaggi su strade veloci, dove le funzioni automatizzate permettono di restare più rilassati e concentrati. In autostrada, terreno naturale di questa tipologia di veicolo, gli ADAS si rivelano preziosi alleati per concedere più relax al guidatore, che nonostante la guida autonoma non può mai staccare le mani dal volante se non per pochi secondi.

Perché scegliere la Tiguan e perché no

La nuova Tiguan è una scelta azzeccata per chi cerca un SUV equilibrato, capace di coniugare affidabilità, comfort e tecnologia. Il motore 2.0 TDI qui testato, ormai collaudatissimo, è una garanzia in termini di fluidità, consumi contenuti e prestazioni adeguate anche nei lunghi viaggi. Lo spazio a bordo è un altro grande punto di forza: sia chi siede davanti sia chi viaggia dietro trova ambienti comodi e ben sfruttabili, con tanti dettagli pratici che rendono la vita a bordo più semplice. Attenzione, però, perché non esiste più la Tiguan Allspace per chi vuole un’auto più spaziosa e volendo a 7 posti, ora sostituita dalla Tayron.

L’infotainment di ultima generazione, aggiornabile over-the-air, assicura un abitacolo sempre connesso e al passo coi tempi, mentre la ricca dotazione di sistemi ADAS aumenta la sicurezza e riduce lo stress durante la guida. Inoltre, la versatilità della gamma, con diverse motorizzazioni e trazioni, permette a ogni cliente di trovare la configurazione più adatta alle proprie esigenze, dal pendolare cittadino al viaggiatore instancabile.

Dall’altra parte, la Tiguan non è esente da compromessi. Il primo riguarda il prezzo: per una versione R-Line ben accessoriata, il conto finale può superare di poco i 60.000 euro, un investimento importante che la posiziona vicino a SUV premium di marchi concorrenti. Inoltre, il cambio DSG, seppur fluido e comodo nell’uso quotidiano, mostra qualche lentezza quando si cerca una guida più sportiva, rendendo il comportamento meno reattivo di quanto ci si aspetterebbe da un’auto che raggiunge i 265 CV con il 2.0 TSI e i 272 CV nella versione eHybrid.

Infine, chi punta al massimo comfort dovrà fare i conti con un assetto leggermente rigido, soprattutto se si opta per cerchi di grande diametro, che sulle strade cittadine o dissestate possono trasmettere qualche vibrazione di troppo. In sintesi, la Tiguan è una scelta matura e completa, ma non perfetta: richiede di valutare attentamente priorità e budget.

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