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Innocent

Innocent: una storia italiana a quattro ruote, lunga 70 anni

Innocent è ormai un marchio destinato a diventare d'epoca, visto che la produzione è stata completamente conclusa nel 1997. Il nome apparteneva a Fernandino Innocenti, un ex fabbro della provincia di Pistoia, nonché grande ideatore della Lambretta e della Mini: due pezzi di grande valore della storia italiana delle motociclette e automobili per famiglie.

Il marchio si fa strada tra Fiat, Lancia e Alfa Romeo

Gli inizi degli anni 60 vedono la nascita e la sua entrata nel mercato automobilistico, con la presentazione dell'Austin A40, stipulando un accordo con la British Motor Corporation, ma esclusivamente con carrozzeria made in Milano. Era l'epoca in cui Fiat, Lancia e Alfa Romeo, allora indipendenti, andavano per la maggiore. Quando nasce la A40, è praticamente la sorella gemella dell'originale inglese, anche se, nel 1961 la Casa Milanese, decidendo di non voler adattarsi alla produzione di una mera copia dell'originale, creò la versione Combinata, con portellone posteriore e lunotto e, successivamente, l'A40 berlina, con cofano posteriore a ribaltina. La 950 Spider è, invece, la vera prima vettura ideata dalla Casa Innocent: una cabrio piccola e sportiva, con carrozzeria italiana Ghia, costruita a Lambrate e montata su creazioni meccaniche inglesi. Venne ufficialmente presentata al Salone dell'Automobile di Torino nel 1960. Successivamente, furono prodotti 1000 esemplari in versione coupè con motore 1.100.

Il vero successo di Innocent: il boom della Mini Minor

Il brand non dovette aspettare troppo per assaporare il gusto del successo del boom automobilistico, che avvenne con la produzione della Mini Minor. Questa vettura fu ideata nel 1957 da Alec Issigonis in Gran Bretagna, per soddisfare le richieste di un' utilitaria economica. Fu progettata per ospitare almeno quattro persone in meno spazio possibile e, per questo motivo, il motore fu inserito frontalmente e trasversalmente, applicando anteriormente la trazione motrice, per non occupare spazio nell'abitacolo. Dopo che Lord Nuffield, il patron della British Motor Corporation, ne ordinò la produzione in serie, la Mini fu presentata agli inglesi il 26 agosto 1959 e la sua fama non tardò ad arrivare anche in Italia. Tuttavia, il grande successo di questo veicolo nella nostra nazione, cominciò ad avere sfumature snob a causa dell'alto costo dovuto all'importazione, impedendone l'acquisto dalle masse. Era diventato un modello di lusso destinato a pochi. A questo punto, entra in gioco l'azione di Innocenti: avendo già avuto accordi con la BMC in passato, non aspettò tanto tempo per farne un altro. Nel 1965 negli stabilimenti di Lambrate, si diede inizio alla produzione della Mini Minor Innocenti Italiana.

La Mini Innocent: una small dal successo enorme

Fu proprio come ci si aspettava: la vettura fu accolta con grande partecipazione da tutti gli italiani divenendo, in breve, un vero e proprio fenomeno di costume. La versione nostrana inoltre, non era identica a quella inglese, perché anche questa volta l'azienda di Fernandino, ha voluto adattarla al pubblico della sua nazione: gli interni furono ulteriormente rifiniti, il cofano posteriore fu plasmato in base alla targa quadrata dell'epoca e in più, possedeva la calandra anteriore differente. Ancora oggi, questa vettura è molto richiesta tra le usate e, a sua volta, il mondo dell'usato dell'auto, la propone spesso come modello d'epoca: una vera chicca per tutti gli intenditori, appassionati e collezionisti.

Da British Leyland a De Tomaso: nasce la Mini Bertone

Nel 1974 il settore auto di Innocent viene completamente rilevato dalla British Leyland, casa automobilistica rimasta attiva fino al 1986. In questo periodo, vedono la luce la Regent e, soprattutto, una vettura dai connotati tutti di idea del brand: la 90 o la 120. La Mini di questo periodo, è fondamentalmente una rivisitazione della versione classica, alla quale vengono applicate tre porte, ma che, soprattutto, veste una carrozzeria tutta nuova, personalizzata e moderna, creata da Nuccio Bertone. Intanto, nel 1976, la Leyland inglese, in grave crisi, decide di chiudere lo stabilimento di Lambrate: l'azienda passa a Alejandro De Tomaso e, nel 1980, arriva la Mille, primo restyling della Bertone e prima utilitaria italiana con gli alzacristalli elettrici di serie.

Innocent Elba: fine di una storia

Dopo la casa inglese e il pilota italo-argentino De Tomaso, a prendere le redini del gruppo Innocenti, fu, nel 1982, la Fiat. L'idea del colossal torinese, si basava principalmente sulla creazione di un brand low cost per modelli di autovetture, provenienti dagli stabilimenti esteri come Brasile e Jugoslavia: d'altronde la Mini stava ormai arrivando al termine del suo viaggio e bisognava ricreare qualcosa di attuale per quegli anni. Fu proprio in quest'ottica che venne creata Elba: una familiare station wagon, ripresa dalla Fiat Duna Weekend. Quest'auto, che ancora oggi si trova da acquistare tra i privati o rivenditori di macchine usate, porta il logo Innocenti sul frontale, mentre i gruppi ottici anteriori sono decisamente più sottili. La Elba debuttò con tre versioni di motorizzazione: la 1.3, con 4 cilindri a carburatore da 70 cv, la Single Point a iniezione da 75 cv con marmitta catalitica e la 1.5 i.e. Europa, con motore diesel da 60 cv. La vettura sparì dal listino nel 1997 portando con sé, via per sempre, il marchio Innocent.