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Nio

Nio: il Marchio cinese della auto elettriche

Dopo anni di costante crescita e miglioramento, le case automobilistiche cinesi hanno raggiunto livelli pari a quelle europee, giapponesi o americane. A dimostrarlo sono i grandi progressi compiuti a livello stilistico, qualitativo e tecnico, ma c’è un ambito dove costruttori cinesi sono persino in vantaggio rispetto a quelli più blasonati: nei motori elettrici, grazie alle iniziative promosse dallo Stato per incentivare i mezzi di trasporto a zero emissioni.

Fra le case più attive con questo tipo di alimentazione c’è la Nio, fondata nel 2014 a Shanghai dall’uomo d’affari William Li, che inizia la sua carriera imprenditoriale dando vita nel 2000 alla BitAuto, società specializzata nel fornire contenuti su internet e servizi di marketing alle case automobilistiche cinesi.

La Nio conquista subito i favori del mercato e ottiene generosi finanziamenti da colossi industriali, fra cui il produttore di computer Lenovo e la società di servizi per internet Baidu. A spingerli ad investire è anche l’azzeccata strategia messa in atto dalla Nio, che mostra fin da subito di saperci fare con le auto elettriche, tanto da vincere la prima edizione del titolo piloti nel campionato per monoposto elettriche Formula E: a laurearsi campione nella stagione 2014/2015 è il brasiliano Nelson Piquet Jr. La Nio sfrutta l’eco del successo e ha l’intuizione di impiegare le competenze maturate in Formula E per realizzare una delle prime hypercar elettriche, ben prima di marchi più conosciuti e blasonati: è così nel 2016 viene presentata la Nio EP9.

Sviluppata in 18 mesi, la Nio EP9 è lunga ben 4,89 metri e supera i 2,00 metri di larghezza. L’altezza però è di soli 1,15 metri, dunque la carrozzeria appare assai aerodinamica e filante, con forme scolpite e scenografiche portiere apribili verso l’alto. Ha il telaio e la carrozzeria in fibra di carbonio, leggero materiale che aiuta a tenere basso il peso: è di 1.735 kg, non certo ridotto in termini assoluti, ma bisogna considerare che le batterie pesano da sole oltre 600 kg. La EP9 è molto evoluta sotto il profilo aerodinamico (grazie alle ali mobili) e si fa apprezzare anche nella tecnica, grazie alla presenza di 4 motori posizionati in prossimità delle ruote: questa soluzione consente di ottimizzare la gestione della potenza e limitare le perdite di aderenza, una “minaccia” costante alla luce della potenza monstre.

Ciascun motore della Nio EP9 infatti sviluppa 340 CV, dunque la hypercar cinese conta sulla bellezza di 1.360 CV. Le prestazioni sono sensazionali, a partire dalla velocità massima di 350 km/h, ma il pezzo forte della EP9 è l’accelerazione da fermo: di 2,7 secondi per lo 0-100 km/h, di 7,1 secondi per lo 0-200 e di 15,9 secondi per lo 0-300. Con queste premesse non stupisce che la EP9 sia fra le auto più veloci del periodo, come dimostra l’incredibile giro sul circuito vecchio del Nurburgring, il mitico Nordschleife (impegnativo circuito di quasi 21 km dove correvano le Formula 1 negli Anni 50, 60 e 70): i 6 minuti, 45 secondi e 12 centesimi diventano il miglior “crono” assoluto. Scalzata la pistaiola Radical SR8LM, ferma a 6 minuti e 48 secondi.

L’exploit al Nurburgring Nordschleife fa conoscere la Nio in tutto il mondo, proprio mentre la casa cinese inizia ad espandersi all’esterno (inaugura attività a Londra e San Francisco) e si concentra su vetture più usabili e meno estreme della EP9, prodotta in pochi esemplari con prezzo superiore ad 1 milione di euro. Il secondo progetto della Nio è la ES8 del 2018, SUV elettrico a 7 posti lunga 5,02 metri, dotata di batterie agli ioni di litio di 70, 84 o 100 kWh e un evoluto sistema per l’assistenza alla guida: integra 23 visori e un raffinato software messo a punto dalla MobilEye (dunque non sviluppato internamente come per la Tesla). L’assistenza alla guida è un altro settore che la Nio inizia a “battere”, ben sapendo che i futuri trend per il mercato delle automobili sono proprio l’elettrico e la guida automatizzata.

Insieme alla ES8, la Nio presenta anche una futuribile stazione dove sostituire le batterie che alimentano il motore delle sue auto: si chiama Power Swap Station e ruota interno ad un meccanismo, che preleva dal sottoscocca della vettura i “pacchi” di pile scariche e ne fissa altri carichi. Questa soluzione, seppure più complessa e costosa rispetto alle tradizionali colonnine, è studiata per eliminare uno fra i principali aspetti negativi delle auto elettriche, che hanno bisogno di molte ore per rigenerare completamente gli accumulatori: fermandosi alle stazioni Nio Power Swap Station, in pochi minuti di sosta si riparte con le batterie cariche al 100%, anziché dover attendere ore. La Nio aveva in programma di costruire in Cina 1.100 stazioni per il cambio batterie entro il 2020; le prime 18 sono entrate in funzione alla fine del 2018.

Nel 2019 debutta sul mercato il terzo modello della casa cinese, il SUV di medie dimensioni Nio ES6, disponibile con batterie di 70 o 84 kWh. Ciascun asse delle ruote accoglie un motore elettrico di 217 CV, dunque le prestazioni sono di alto livello: la Nio dichiara 5,6 secondi per lo 0-100, con la velocità massima limitata a 200 km/h (in modo da non fare scaricare troppo in fretta le batterie). La ES6 mostra il buon livello tecnico e tecnologico raggiunto dalla Nio, perché ha sospensioni ad altezza variabile con molle ad aria, è costruita con alluminio e CFRP (plastica rinforzata con fibra di carbonio) e adotta i più recenti sistemi di assistenza alla guida, compreso un utile erogatore di fragranze: quando l’auto rileva segni di assopimento nel guidatore, dettati da sbandate o dalla guida meno fluida, rilascia nell’abitacolo un profumo rinfrescante che dovrebbe “risvegliare” il guidatore.

Dopo le ES6 e ES8, la Nio ha messo in vendita il crossover di dimensioni compatte EC6: sempre elettrico, ha dimensioni analoghe alla rivale Tesla Model Y . La casa cinese ha deciso di riproporre l’architettura con 2 motori, di potenza differente a seconda della versione: la Sporty ne ha 2 da 217 CV l’uno, la più brillante Performance invece offre quello anteriore da 217 CV e quello posteriore da 326 CV. Le batterie sono da 70 kWh o 100 kWh, e l’autonomia può raggiungere i 615 km. Successivamente arriverà la berlina elettrica Nio ET, basata su un pianale di nuova concezione e con dimensioni in linea con le BMW i4 e Tesla Model 3.