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Spyker: dalle carrozze alla Formula 1

L'attività raggiunse ritmi frenetici, tanto da riuscire a presentare costantemente nuovi modelli. Questa velocità di produzione non compromise, affatto, la qualità delle vetture prodotte, al punto che, sbarcate nel Regno Unito, queste vetture furono ribattezzate le Rolls-Royce del continente. Tuttavia, la società spese trovò nel campo della ricerca e incontrò la prima crisi finanziaria: rilevata da un nuovo gruppo di imprenditori, la produzione si orientò verso quello di veicoli di cilindrate più piccole e, nel corso della Prima Guerra Mondiale, complice anche un nuovo cambio di proprietà, verso il settore aeronautico e di forniture militari. Terminata la guerra, nonostante la produzione anche di un'auto di grossa cilindrata (3560 cc) come la C1, di un modello di autobus e l'utilizzo di motori tedeschi Maybach, la Spyker versò in condizioni via via più difficili fino alla definitiva bancarotta e chiusura nel 1926.

1999: la ri-nascita di Spyker Cars

Nel 1999 Victor Muller riprese lo storico marchio olandese, caduto nel dimenticatoio e, insieme a Maarten de Bruijn, diede vita a Spyker Cars, distinguendosi da subito nella costruzioni di auto artigianali di fascia alta. Come la sua antenata, la nuova compagnia puntò tutto sull'altissima qualità dei modelli prodotti, specializzandosi nelle vetture sportive. Celebri sono i veicoli C8 e C8 Laviolette, spinti da un potente propulsore V8 realizzato da Audi. Successivamente, fu ideato anche un crossover SUV, lo Spyker D12 Peking-to-Paris, mentre nel 2010 grazie ad un accordo con GM, il marchio olandese rilevò la SAAB. La nuova azienda confermò la sua vena sportiva partecipando alla 24 Ore di Le Mans e, nel 2006, anche al campionato mondiale di Formula 1 con la scuderia Spyker MF1 Racing. Purtroppo, nonostante la qualità dei modelli, proprio come la sua antenata anche la nuova società, soprattutto dopo l'acquisizione di SAAB e lo sbarco negli USA, ha incontrato serie difficoltà economiche al punto che, nel 2012, quasi il 30% delle quote societarie sono state cedute alla cinese Youngman, per cercare di rendere meno incerto il futuro di questo glorioso ma travagliato brand olandese.