Accise sul gasolio, prorogato lo sconto: 17 centesimi in meno fino al 25 agosto

Che cosa ha deciso il governo
La decisione prolunga l’intervento entrato in vigore il 28 luglio, varato per attenuare l’effetto del nuovo aumento dei prodotti petroliferi. Senza la proroga, il beneficio sarebbe cessato alla fine del 6 agosto. Il nuovo termine porta invece lo sconto oltre Ferragosto, nel pieno della stagione degli spostamenti estivi.
Il meccanismo non consiste in un bonus erogato agli automobilisti. È una riduzione temporanea dell’aliquota di accisa sul gasolio: 14 centesimi in meno per ogni litro. Poiché l’Iva del 22% si applica anche alla componente fiscale, il vantaggio teorico alla pompa sale a circa 17 centesimi al litro.
Su un rifornimento di 50 litri, la differenza corrisponde a 8,50 euro. Per un pieno da 60 litri il risparmio potenziale arriva a 10,20 euro. Sono valori calcolati rispetto al prezzo che si formerebbe a parità di tutte le altre componenti, senza il taglio dell’accisa.
La proroga riguarda il diesel, non la benzina. La scelta concentra le risorse sul carburante che incide maggiormente sul trasporto merci e su una parte rilevante del parco circolante italiano. Ne beneficiano quindi sia gli automobilisti con vetture a gasolio sia, indirettamente, la filiera logistica, per la quale il costo del carburante può trasferirsi sui prezzi dei beni trasportati.
Perché lo sconto non coincide sempre con il ribasso alla pompa
La riduzione fiscale stabilisce uno scarto rispetto al prezzo che il gasolio avrebbe senza l’intervento, ma non congela il listino dei distributori. Il prezzo finale continua a dipendere dalle quotazioni internazionali del prodotto raffinato, dal cambio euro-dollaro, dai costi di distribuzione e dai margini applicati lungo la rete.
Per questo un aumento della materia prima può assorbire in parte lo sconto, mentre una discesa delle quotazioni può amplificarne l’effetto. Il confronto corretto non è soltanto con il prezzo esposto il giorno precedente: occorre considerare anche come si sarebbe mosso il mercato senza la minore accisa.
I dati del Ministero dell’Ambiente mostrano quanto sia cambiato il quadro nel 2026. La media mensile nazionale self-service del gasolio è passata da 1,653 euro al litro a gennaio a 2,098 euro a maggio, per poi scendere a 2,007 euro a giugno. Sono valori medi, quindi diversi dai prezzi quotidiani e da quelli della rete autostradale, ma descrivono bene la pressione accumulata sui costi di mobilità.
Che cosa succede dopo il 25 agosto
La proroga sposta in avanti la scadenza, senza trasformare lo sconto in una misura permanente. In assenza di un ulteriore provvedimento, dal 26 agosto l’aliquota tornerebbe al livello ordinario e il prezzo teorico del diesel aumenterebbe di circa 17 centesimi al litro, sempre al netto delle variazioni del mercato.
Per chi guida un’auto diesel, il vantaggio più concreto resta dunque immediato ma temporaneo. Conviene continuare a confrontare i prezzi tra impianti, soprattutto sulle tratte autostradali e nei periodi di maggiore traffico. La proroga alleggerisce il costo del pieno nelle settimane centrali di agosto; non elimina però la volatilità che continua a determinare il prezzo del gasolio in Italia.
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