Aston Martin Vanquish 25: il V12 di Gaydon celebra 25 anni in soli 50 esemplari

Sarà prodotta in appena 50 unità, divise tra 25 Coupé e 25 Volante, con debutto pubblico alla Monterey Car Week e prime consegne previste dal quarto trimestre 2026.
Venticinque anni dopo il debutto al Salone di Ginevra della prima V12 Vanquish, Aston Martin torna sul significato di quel nome con una serie speciale che non cambia la sostanza tecnica dell’attuale modello, ma ne concentra il valore simbolico. La nuova Vanquish 25 nasce come progetto di Q by Aston Martin, il reparto dedicato alle personalizzazioni più raffinate, e si rivolge a una cerchia ristrettissima di clienti: 50 esemplari in tutto il mondo, metà Coupé e metà Volante.
La scelta non è casuale. La Vanquish è sempre stata la grande Aston Martin a motore anteriore per eccellenza, quella chiamata a rappresentare il vertice della gamma sportiva stradale. La prima generazione del 2001 segnò una fase tecnica importante per il marchio, con telaio in alluminio e fibra di carbonio, V12 aspirato e un’immagine diventata rapidamente iconica. La seconda, arrivata nel 2012, portò avanti il tema della super GT in chiave più moderna. La terza generazione, lanciata nel 2024, ha riportato in primo piano il nome Vanquish con numeri da supercar e una carrozzeria in fibra di carbonio.
La Vanquish 25 parte proprio da quest’ultima base. Sotto il cofano resta il V12 biturbo di 5,2 litri da 835 CV e 1.000 Nm di coppia, abbinato a una gran turismo capace di raggiungere 345 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi. Aston Martin non annuncia modifiche meccaniche specifiche per questa edizione: il lavoro di Q si concentra su materiali, dettagli, finiture e richiami storici, con l’obiettivo di trasformare la Vanquish attuale in un oggetto celebrativo senza snaturarne l’impostazione.
All’esterno, l’elemento più evidente è la verniciatura esclusiva Q Skye Silver, pensata per richiamare la specifica di lancio della Vanquish originale. A questa si aggiungono dettagli in lamina metallica su minigonne e shield vanes, scritte Aston Martin dedicate, terminali di scarico specifici, side strakes in acciaio inox e badge “__Vanquish 25__”. Anche i cerchi forgiati da 21 pollici ricevono un trattamento riservato, con un sottile motivo a “__V__” che distingue l’edizione anniversario dalle Vanquish di produzione ordinaria.
L’abitacolo segue la stessa logica: più che spettacolare, vuole essere riconoscibile da chi conosce la storia del modello. I sedili hanno perforazioni e suddivisioni dei rivestimenti dedicate, gli schienali portano il logo “__Vanquish 25__” ricamato, mentre gli inserti Aston Martin sono incisi al laser. Al centro della console spicca il pulsante di avviamento rosso, circondato da una geometria rotativa specifica. Il cielo è in Alcantara nera e sono previste tre tinte interne: Onyx Black, Oxford Tan e Phantom Grey. I clienti potranno scegliere anche tra configurazione 2+0 e 2+2, dettaglio importante per una GT che resta, almeno formalmente, una vettura utilizzabile anche oltre la pura collezione.
Il tempismo del lancio racconta molto del momento che sta vivendo il mercato delle auto di lusso. Mentre l’elettrificazione avanza e i grandi motori termici diventano sempre più rari, una serie limitata V12 assume un valore che va oltre la scheda tecnica. La Vanquish 25 non è solo una versione più esclusiva di un modello già raro: è un modo per fissare un capitolo della storia Aston Martin prima che normative, costi e strategie industriali rendano progetti simili sempre meno frequenti.
Il debutto mondiale è previsto alla Monterey Car Week, in California, dal 10 al 16 agosto 2026, palcoscenico perfettamente coerente con una vettura pensata per collezionisti internazionali. Il prezzo non è stato comunicato ufficialmente, ma la tiratura limitata e il coinvolgimento di Q by Aston Martin lasciano immaginare un posizionamento ben superiore a quello della Vanquish standard.
Per chi guarda il mercato delle sportive di alta gamma, la Vanquish 25 è interessante non tanto per ciò che aggiunge in termini di prestazione pura, quanto per ciò che conserva: il motore V12 anteriore, la carrozzeria da grande GT, la lavorazione su misura e il legame diretto con una genealogia iniziata nel 2001. In un settore che cambia rapidamente, Aston Martin sceglie di celebrare la continuità. E lo fa con una delle sue formule più riconoscibili: pochi esemplari, molta artigianalità e un dodici cilindri come cuore emotivo della vettura.
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